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Roma: 900 salme in attesa al cimitero Flaminio

Dal 2 novembre cremazioni solo al Verano, rallentamenti su tutti i servizi cimiteriali. La causa sarebbe l’incremento del 20% delle morti nell’ultimo mese

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ROMA – Si avvicina la ricorrenza del 2 novembre, ma proprio in questi giorni arriva la denuncia riguardo ai rallentamenti nei servizi cimiteriali all’interno del cimitero Flaminio. È il circolo Pd dell’AMA a denunciare la presenza di circa 900 salme e d 250 resti ossei in attesa di cremazione al cimitero Flaminio. Con la camera mortuaria ormai satura stanno rallentando anche tutti gli altri servizi cimiteriali in capo alla municipalizzata dei rifiuti.

LA DENUNCIA

“Apprendiamo da fonti aziendali cimiteriali, un grido dall’allarme drammatico. Nelle ultime settimane a Roma si è registrato un aumento di decessi del 20% in più rispetto ad ottobre 2019, con oltre 500 defunti in più. La carenza di campi per le inumazioni, primo su tutti il cimitero Laurentino, ha prodotto rallentamenti, 900 salme e 250 resti ossei in attesa al cimitero del Flaminio che è al collasso”. Naturalmente questo rallentamento si ripercuote anche su tutti i restanti servizi cimiteriali, come le estumulazioni delle salme per il trasferimento, mentre proprio dal 2 novembre sarà possibile fare le cremazioni solo al cimitero del Verano. “Un grido di allarme che non può rimanere inascoltato visto l’aumento dei morti – seguita Flavio Vocaturo del Circolo Pd AMA – Da mesi si denuncia la crisi dei cimiteri ma oltre le parole non si è andati oltre. Ora il Campidoglio metta nelle priorità questa questione perchè avere salme in fila che attendono il loro posto e da brividi verso loro e le loro famiglie.

SALME IN SALA D’ATTESA

Alla denuncia del circolo Pd di AMA fa seguito anche la consigliera capitolina Valeria Baglio: “La comunicazione dell’Ama, che fa riferimento ad un presunto picco di mortalità nelle ultime settimane, impone alle agenzie funebri di Roma una sala d’attesa ‘post mortem’ al Verano (fintanto che avrà capienza), con ritorno al cimitero Flaminio pochi giorni prima della possibile cremazione”. Una situazione che secondo la consigliera Dem avrebbe radici in una scarsa attenzione dell’amministrazione capitolina nei confronti dei cimiteri romani: “Il Campidoglio e l’Ama – si legge – si fanno scudo con un presunto incremento dei decessi che sarebbe alla base della decisione. La realtà è forse un’altra. Va ricercata nella negligenza e nel disinteresse della giunta Raggi verso i cimiteri e i servizi funebri della capitale. Mentre il degrado e l’abbandono assedia i camposanti anche i ‘forni crematori’ presenti al cimitero di Prima Porta funzionano a singhiozzo a causa di manutenzioni non puntuali. Tutto l’impianto opera da tempo in forma ridotta, nonostante l’aumento della domanda di cremazioni che in poco più di dieci anni è quintuplicata”.

LeMa