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San Camillo: sabotaggio nella notte al nuovo laboratorio Covid-19

La Regione ha già sporto denuncia, il laboratorio per le analisi sul coronavirus doveva entrare in funzione oggi

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ps san camillo

ROMA – Una notizia gravissima per il sistema sanitario del Lazio impegnato in una lotta senza quartiere nel contrasto all’emergenza sanitaria. Nella notte sarebbe avvenuto un sabotaggio alle apparecchiature del laboratorio per i test del Covid-19 all’interno dell’ospedale San Camillo di Roma.

IL SABOTAGGIO AL SAN CAMILLO

La Regione ha già presentato denuncia ai Carabinieri contro ignoti, mentre è l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato a dare la notizia del sabotaggio: “Ho appreso dal Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo che questa notte è avvenuto un sabotaggio delle apparecchiature del laboratorio per test COVID-19 che doveva essere attivato oggi. Un fatto gravissimo che ci indigna. È stata presentata denuncia ai carabinieri, i colpevoli dovranno essere puniti”.

LE INDAGINI

La speranza è che i danni alle strumentazioni possano essere velocemente riparati per iniziare le necessarie e urgenti analisi, ma che allo stesso tempo i responsabili di questo gesto possano essere rintracciati e perseguiti dalle autorità.

LE PRIME REAZIONI

“Un gesto vile, indegno, ancora più grave perché è un attacco al cuore della sanità del Lazio chiamata a uno sforzo straordinario per fronteggiare l’emergenza coronavirus – afferma in una nota il segretario del Pd Lazio, senatore Bruno Astorre – Chi ha compiuto un simile gesto, ha deliberatamente calpestato senza ritegno l’abnegazione di medici, infermieri e ricercatori che in questi giorni difficilissimi stanno sacrificando se stessi, la propria famiglia, per curare i nostri concittadini. Mi auguro – ha aggiunto – che venga fatto al più presto piena luce sull’accaduto, e che i responsabili vengano assicurati alla giustizia”.

Il consigliere comunale della Lega, Davide Bordoni, ha invece richiamato la possibilità che l’Esercito si occupi di presidiare gli ospedali impegnati nell’emergenza: “Si devono trovare subito i responsabili dell’attacco ma si deve anche riflettere su quanto poco fino adesso sia stato fatto in termini di tutela e sicurezza dei nostri presidi ospedalieri. In questo periodo, più di altri, abbiamo compreso che la salute è il nostro bene primario e dobbiamo tornare a difenderlo, se serve, anche l’utilizzo delle Forze Armate – seguita Bordoni – Lo Stato non deve mostrare più segni di debolezza”.

LeMa