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Valle Galeria: quando la natura si prende la sua rivincita

Dalle civette nella cava di Monte Carnevale ai falchi della ciminiera di Ponte Malnome, tante le segnalazioni in un territorio da tutelare

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Tratto da Urlo n.179 Maggio 2020

VALLE GALERIA – Con l’emergenza sanitaria e i romani costretti in casa, non sono mancate le storie e le segnalazioni di come la natura abbia ripreso il sopravvento anche in città. Dagli incontri con i cinghiali, fino al ritorno di alcune specie che si credeva non preferissero più la Capitale per le loro peregrinazioni. Ci sono però luoghi dove storie di questo tipo non mancano nemmeno in tempi normali, è questo il caso della Valle Galeria, dove al fianco di impianti industriali, cave e la ben conosciuta Discarica di Malagrotta, come fossero il simbolo di una silenziosa resistenza alla mano dell’uomo, trovano posto cinghiali, volpi, colonie di greppi e allocchi, assieme ad alcune solitarie civette e persino un nido di falco pellegrino.

I FALCHI NELLA VALLE GALERIA

È proprio un falco pellegrino che ha scelto l’altissima ciminiera dell’ex inceneritore ospedaliero di Ponte Malnome per nidificare. La vicenda è stata raccontata in questi giorni da Emanuela D’Antoni, attivista del Comitato Valle Galeria Libera e residente della zona, e dall’ex assessore all’Ambiente del Municipio XI, Giacomo Giujusa, e inizia una quindicina d’anni fa. Allora una coppia di falco pellegrino aveva nidificato sulla cima della ciminiera dismessa della Raffineria Pantano di Grano, rimanendo stanziale nell’area per molti anni. Quando nel 2018 questa venne completamente smantellata, i volontari della Lipu Oasi di Castel di Guido chiesero a Giacomo Dell’Omo, presidente dell’Associazione Ornis, di posizionare una cassetta nido proprio sulla ciminiera dell’impianto di Ponte Malnome (spento dal 2015). A questa richiesta venne dato immediatamente seguito, così il 2 marzo dello scorso anno la cassetta nido venne posizionata.

I NUOVI NATI

Nei mesi successivi non sono mancate le segnalazioni e gli avvistamenti di falco pellegrino nei pressi della ciminiera. La speranza dei volontari era che gli esemplari decidessero di nidificare nella zona. Grazie ad una foto trappola è arrivata la certezza che il nido era stato frequentato e che a marzo scorso ospitava ben 4 uova. Il 4 maggio la Ornis ha potuto visitare la ciminiera e il nido con i due nuovi nati, due pulli di 600 grammi molto attivi e in ottima salute. La coppia di falchi evidentemente ha trovato in questa zona un ottimo terreno di caccia per sfamare nel miglior modo possibile i due piccoli. Un territorio verde e a breve distanza da aree protette, seppur puntellato di impianti e criticità ambientali.

LA CIVETTA DI MONTE CARNEVALE

Basti pensare che a poca distanza dalla ciminiera è stato da poco autorizzato un campo Fotovoltaico a terra di Acea, mentre solo poche centinaia di metri la separano dalla cava di Monte Carnevale, dove dovrebbe essere realizzata una discarica di inerti e fanghi che potrebbe addirittura diventare la nuova discarica di RSU (rifiuti solidi urbani) a servizio della Capitale. Anche in questo luogo la natura però non sembra voler cedere il passo. Nonostante i lavori di realizzazione proseguano quasi senza sosta, la Lipu sta monitorando il nido di una coppia di civette che vivrebbe da tempo in una frattura lungo un crinale della cava.

Leonardo Mancini