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Da oggi, 1 giugno, sì a pranzi e cene al chiuso e torna il pubblico nelle competizioni sportive

Continuano le riaperture graduali previste dall’ultimo dl del 18 maggio scorso

SALUTE – Passano i giorni e piano piano, secondo quanto stabilito dall’ultimo dl Covid del 18 maggio, si prosegue con le graduali riaperture. Da oggi le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, sono consentite, anche al chiuso, ovviamente sempre nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento della diffusione del virus. Sempre da oggi, per quanto riguarda le competizioni sportive, sarà riammesso il pubblico, esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione anche qui che vengano rispettate le distanze interpersonali.

LE COMPETIZIONI SPORTIVE

Per quanto riguarda la partecipazione a gare ed eventi sportivi, il decreto precisa però che la capienza consentita non potrà superare il 25% di quella massima autorizzata per ogni specifico luogo e in ogni modo il dl limita a 1000 spettatori per impianti all’aperto e 500 per quelli al chiuso. È sempre il dl a specificare che, là dove non fosse possibile assicurare le condizioni di sicurezza, gli eventi e le competizioni sportive si svolgeranno senza la presenza di spettatori.

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SÍ A PRANZI E CENE AL CHIUSO

Da oggi bar, ristoranti e pub potranno accogliere nuovamente i clienti all’interno, fermo restando che dovranno essere rispettate tutte le norme di sicurezza e i limiti orari per lo spostamento all’interno del territorio nazionale che, ricordiamo, ancora per qualche giorno saranno interdetti dalle 23 alle 5 del mattino, salvo ovviamente comprovate esigenze di salute o lavorative. Dal 7 giugno il coprifuoco si sposterà alle 24 (fino sempre alle 5 del mattino) per venire poi essere eliminato completamente a partire dal 21 giugno.
A parlare della ripresa delle attività di bar e ristoranti al chiuso è stata Coldiretti che ha condotto un’analisi sugli effetti delle riaperture dal primo giugno: “Ad avvantaggiarsi sono soprattutto gli esercizi situati nei centri urbani stretti tra traffico ed asfalto che potranno aumentare notevolmente i coperti e quindi gli incassi anche se rimane ancora per qualche settimana il limite del coprifuoco, fatta eccezione per le zone bianche”. Le riaperture di oggi saranno una boccata d’ossigeno per la filiera, che “è stata la più colpita dalle misure adottate per combattere la pandemia con una perdita tra limitazioni e chiusure a singhiozzo stimata in 41 miliardi nell’anno del Covid”. A beneficiare delle riaperture saranno non sono quindi le attività ristorative ma anche tutto il sistema agroalimentare. Da non dimenticare poi la spinta che questo via libera darà al turismo nazionale e straniero: “1/3 del budget delle vacanze in Italia – secondo la Coldiretti – viene infatti destinato all’alimentazione che rappresenta il vero valore aggiunto della vacanza Made in Italy”. Nelle attività di ristorazione sono coinvolte 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro, ha detto Coldiretti: “Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che – conclude Coldiretti – vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e biodiversità a livello internazionale”.

Apt

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