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Stadio della Roma: altro giro, altra corsa

Tratto da Urlo n.193 settembre 2021

ROMA – La chiusura di questa consiliatura porta con sé anche la fine del progetto del nuovo Stadio della Roma così come lo abbiamo immaginato fino ad oggi. La progettualità sull’area di Tor Di Valle in Municipio IX sembra essere ormai acqua passata. Nei mesi scorsi la società giallorossa ha chiarito di non aver più intenzione di proseguire con un progetto di quell’entità, puntando invece sulla realizzazione di un impianto di tutt’altra natura.

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IL VOTO IN AULA

L’iter amministrativo si è quindi dovuto orientare verso l’abbandono del progetto dello ‘stadio fatto bene’ richiamato dalla Sindaca Raggi, e così a fine luglio l’Aula Giulio Cesare ha approvato, con 17 voti su 19 consiglieri presenti, la Delibera per la revoca del pubblico interesse sul progetto del nuovo stadio della Roma sui terreni di Tor di Valle. La votazione è stata possibile in seconda convocazione (dopo la chiusura della seduta precedente) e con l’appello nominale richiesto dal M5S. La maggioranza della Sindaca Raggi (ormai falcidiata dalle defezioni) ha potuto incassare il voto positivo grazie all’appoggio in Aula del Pd e di Sinistra per Roma (dei quali sono stati anche approvati gli emendamenti collegati al testo). I Consiglieri di Fdi e la consigliera Grancio del Psi hanno invece preferito non partecipare alla votazione. Dopo l’approvazione della Delibera la Sindaca Raggi ha commentato: “Lo chiede la città, ci vedremo al più presto con Friedkin – e ancora – questo progetto porterà investimenti per la città ma soprattutto lavoro, che in questo momento di ripartenza, dopo la crisi dovuta al Covid, è la priorità per tantissime persone”.

VERSO UN NUOVO PROGETTO

Naturalmente la trattativa con la società giallorossa sarà demandata alla prossima amministrazione capitolina. Sarà chi siederà da Sindaco in Aula Giulio Cesare a dover proporre o recepire le richieste dell’AS Roma. Già al momento dell’abbandono della progettualità di Tor di Valle, la società ha fatto sapere di voler puntare su una struttura sicuramente più piccola e maggiormente integrata nel tessuto cittadino. Una richiesta non facile da soddisfare nel difficile panorama dell’urbanistica e della mobilità romana. Sarà infatti elemento dirimente anche la vicinanza al trasporto pubblico, così da limitare l’impatto della mobilità privata nell’area interessata dal nuovo progetto.

LE INDISCREZIONI

Tra le voci che si sono fatte strada in queste settimane non sono mancati i terreni dell’ex Velodromo dell’Eur, sui quali però da Eur Spa non ci sarebbe disponibilità a rivedere le progettualità già sul tavolo. Si è parlato poi di alcune aree a Pietralata, per poi arrivare all’idea più suggestiva (ma molto complessa da realizzare) che vedrebbe la realizzazione dello Stadio nell’area degli ex Mercati Generali tra Ostiense e Garbatella. Tra le indiscrezioni è quella pubblicata a fine luglio dal quotidiano “Il Tempo” ad aver suscitato maggiore interesse. Secondo quanto riportato il nuovo Stadio potrebbe andare a sostituire quanto fino ad ora previsto sull’area, dalla Città dei Giovani fino alle ultime articolazioni del progetto commerciale approvato dall’Amministrazione Alemanno e poi rivisto in epoca Marino. Il quotidiano romano parla della possibilità di realizzare uno stadio da 45mila posti, accessibile con il trasporto pubblico, sia grazie alle vicine stazioni della Metro (Garbatella e Piramide), che con una possibile nuova fermata della Roma-Lido, interamente da realizzare. A quanto riferito (lo ricordiamo, si tratta di indiscrezioni) la Curva Sud (di casa) sarebbe orientata in direzione della Basilica San Paolo, mentre per le tribune si penserebbe ai nomi Garbatella e Testaccio. Sul lato del quartiere Garbatella, inoltre, si dovrebbe addirittura coprire il passaggio dei binari, così da creare un accesso diretto all’area dello Stadio, per ora assicurato solo dal Ponte Spizzichino. Per quanto riguarda le difficoltà nel realizzare ampie zone di parcheggio nell’area, già congestionata dal traffico e dalla presenza delle sedi dell’Università Roma Tre, potrebbero essere utilizzate le aree del Gazometro (dove il problema potrebbe essere la bonifica dei terreni). Certamente la costruzione di un impianto in questo quadrante potrebbe portare a proteste da parte degli abitanti della zona, che già lamentano da tempo le difficoltà di un quartiere preso d’assalto dalla movida notturna.

Leonardo Mancini

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