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Stadio della Roma: verso la revoca dell’interesse pubblico

Tratto da Urlo n.191 giugno 2021

ROMA – Dopo le voci che si sono rincorse sull’interessamento della Società Giallorossa su varie zone della Capitale, fra tutte l’ex Velodromo dell’EUR e gli ex Mercati Generali ad Ostiense, per lo sviluppo di un nuovo progetto, un nuovo passo verso l’abbandono definitivo di quello su Tor Di Valle è stato fatto dalla Giunta capitolina.

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Infatti il 28 maggio la Giunta di Virginia Raggi ha sottoscritto una Delibera che, di fatto, revoca l’interesse pubblico sull’opera. Con questo documento vengono ritirati gli atti fin qui realizzati, dato che non sussistono più i presupposti per rientrare nella cornice della legge Del Rio sugli stadi. Questa infatti prevede che il proponente debba essere accompagnato anche da una squadra per la quale realizzare la struttura. Con il passo indietro dell’AS Roma tutto il fragile castello di carte è quindi crollato.

Resta naturalmente da dirimere il nodo della proprietà dei terreni, con l’Eurnova del gruppo Parnasi che potrebbe (forse) vantare un risarcimento nei confronti della società di Trigoria e anche verso il Campidoglio. Un timore questo che è sempre presente nell’Aula Giulio Cesare, che sarà comunque chiamata a ratificare la decisione presa dalla Sindaca e dai suoi Assessori.

Resta l’amaro in bocca per quello che sarebbe potuta diventare la Roma-Lido (sempre che gli investimenti fossero andati a buon fine). In tal senso è l’assessore Pietro Calabrese ad aver assicurato alcuni interventi durante un’intervista radiofonica su NSL Radio. “Dei 45 milioni d’investimenti privati previsti dai procedimenti urbanistici ovviamente i 9 milioni – di Roma Capitale, ndr – li abbiamo garantiti, gli altri non ci sono ma su questo abbiamo fatto una proposta sulla Roma-Lido trasformata in metropolitana e aggiungendo la diramazione verso Fiumicino perché i flussi in entrata e in uscita sono talmente alti che la FL1 non ce la fa ad aumentare le frequenze”.

Un progetto questo sul quale si dibatterà in futuro, mentre dal Campidoglio confermano l’interesse per la realizzazione di uno Stadio anche su terreni diversi da quelli di Tor di Valle. Probabilmente non sarà questa amministrazione a trovare una soluzione, ma spetterà a chi governerà la Capitale da ottobre (se dello stesso o di altro colore politico lo scopriremo) cercare di riannodare i fili di questa lunga e complessa vicenda.

Leonardo Mancini

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