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Stadio: primo incontro tra il Sindaco Gualtieri e l’AS Roma

Non si è ancora parlato di aree, anche se le voci sull’indicazione di Ostiense si fanno ormai pressanti

Tratto da Urlo n.198 febbraio 2022

ROMA – L’incontro tra il nuovo Sindaco Gualtieri e la società giallorossa alla fine c’è stato. Il ceo dell’AS Roma, Pietro Bernardi, ha infatti incontrato il primo cittadino il 26 gennaio scorso, con un giorno di anticipo rispetto a quanto programmato e comunicato alla stampa. La notizia di questa prima interlocuzione è stata data dallo stesso Gualtieri, a cose fatte, attraverso i suoi account social: “Positivo primo incontro con il Ceo della Roma Pietro Berardi per stabilire un pieno rapporto di collaborazione tra Campidoglio e AS Roma e organizzare un metodo operativo con cui affrontare insieme tanti temi, a cominciare dallo stadio”. È in questo modo che il Sindaco ha commentato l’incontro, senza sbilanciarsi su previsioni, aree e tempi degli interventi, né tantomeno sulle possibili controversie legali che potrebbero contrapporre il comune alla Eurnova di Parnasi, all’immobiliarista Vitek e persino al club giallorosso.

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LO STOP AL PROGETTO

Lo stop al Progetto sull’area di Tor di Valle è stato annunciato dalla società giallorossa nel febbraio del 2021, con l’idea che non ci fossero più le condizioni per portare avanti un intervento di tale portata. Nel luglio 2021 è stata poi l’Aula Giulio Cesare a votare la revoca dell’interesse pubblico sull’opera, mettendo anche in moto una serie di ricorsi da parte della Eurnova e dell’immobiliarista Vitek. Di rimando il Campidoglio potrebbe arrivare a rivalersi sulla stessa AS Roma con la quale, allo stesso tempo, prevede di riaprire le trattative per la costruzione del nuovo stadio. Una querelle giudiziaria che promette di non essere breve e priva di colpi di scena. In ogni caso l’archiviazione di quella progettualità è arrivata dopo ben 7 anni e due conferenze di servizi, oltre alla maxi inchiesta della Procura di Roma (avviata nel 2018) sull’ipotesi di corruzione che ha coinvolto manager ed ex consiglieri capitolini. Ora la partita sullo stadio, dopo aver voltato le spalle all’area di Tor di Valle, si potrebbe riaprire su nuovi presupposti e su nuove zone della città.

COME SARÀ IL NUOVO STADIO

Già nei mesi scorsi è stato chiarito come la società giallorossa non sia più interessata ad un progetto urbanistico enorme, ma bensì punti alla realizzazione di un singolo impianto con una capienza al di sotto dei 50 mila posti all’interno del tessuto urbano, senza che vi siano ulteriori volumetrie da costruire attorno. Nessun grande polo commerciale quindi, nemmeno torri di uffici o unità abitative, solo uno stadio ben collegato e facilmente raggiungibile (soprattutto con i mezzi pubblici). Da quanto si apprende l’incontro si sarebbe mantenuto sul metodo da seguire, cercando di abbassare i toni e di limitare il più possibile i proclami, che non hanno di certo giovato al precedente progetto. Inoltre, l’orientamento dei giallorossi in questo frangente sarebbe quello di procedere con un normale strumento urbanistico, lasciando da parte la possibilità di appellarsi alla legge sugli stadi. In questa direzione andrebbe anche la volontà di valutare un’area che non abbia bisogno di grandi interventi strutturali, che sia servita dai mezzi pubblici e, come già detto, nel tessuto urbano della città.

LE AREE IN ESAME

Non si sarebbe parlato apertamente di aree da prendere in esame in questo primo incontro interlocutorio, anche se il dibattito sarebbe stato aggiornato ad un prossimo appuntamento (a poche settimane di distanza) con Dan e Ryan Friedkin. Alcune indiscrezioni hanno riacceso l’interesse su un’area a Pietralata, a poca distanza dal nuovo centro direzionale che Rfi dovrebbe realizzare per i suoi dipendenti. Una zona vicina all’autostrada, alla stazione ferroviaria e alla metro. Ma sono sempre di più le voci che parlano della propensione dei giallorossi per i terreni dell’ex Italgas all’ombra del Gazometro. Infatti l’AS Roma e l’Eni (proprietaria di queste aree) sarebbero giunte nei giorni scorsi a siglare un “non disclosure agreement”, un vero e proprio accordo di riservatezza sui possibili sviluppi degli accordi e delle comunicazioni in corso tra le società.

LE DUE ANIME DEL QUARTIERE

Se le interlocuzioni ad alto livello sembrano ancora agli inizi (o comunque tenute il più possibile sotto traccia), molto diversa è la situazione nel quartiere Ostiense: basta visitare le pagine e i gruppi social dedicati alla zona per capire quali siano le due anime che si contrappongono in questo dibattito. Da un lato si guarda al progetto con favore e speranza di riqualificazione e crescita per il quartiere, mentre dall’altro non mancano le preoccupazioni in merito ai disagi e al traffico che un nuovo stadio potrebbe portare. Tra gli elementi del dibattito, qualora la scelta dovesse ricadere su Ostiense, non potrà di certo mancare un patto con il quadrante, per superare le remore e assecondare le aspettative dei cittadini. Puntando alla realizzazione di uno stadio all’interno del tessuto urbano infatti non si potrà prescindere dal rapportarsi con chi questi quartieri li abita e li attraversa ogni giorno.

Leonardo Mancini

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