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Dighe dal Paglia al Tevere, questa la ricetta per salvare Roma dalle inondazioni

Il bando per la realizzazione degli invasi lungo l’affluente del Tevere è stato presentato oggi in Campidoglio

ROMA – Nella Sala della Protomoteca in Campidoglio questa mattina è stato presentato il “Progetto Roma Sicura. Sistema di invasi e delle opere di manutenzione e difesa dal rischio idrogeologico“. Questa iniziativa dal titolo così altisonante, avrà l’importante compito di cercare di proteggere la Capitale dalle insidie del rischio idrogeologico in particolare attraverso la creazione di un sistema di invasi lungo il corso del fiume Paglia, uno dei principali affluenti del Tevere, e di altri corsi d’acqua che costituiscono motivo di rischio idrogeologico per l’area metropolitana di Roma. Alla presentazione hanno partecipato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale, Ornella Segnalini, il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Erasmo D’Angelis.

I NUMERI DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO

È il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ad aver spiegato come in Italia negli ultimi 5 anni si contino 84 morti e più di 27mila sfollati a causa di inondazioni e frane. Per questo il bando lanciato oggi per la progettazione degli invasi lungo il Paglia risulta così importante: “Si tratta di un progetto di grandissimo rilievo, un sistema di piccole dighe di contenimento, di laminazione, lungo il tracciato del fiume Paglia, a partire dall’Umbria, che impediscono all’acqua di travolgere a valle, e proteggono un territorio molto largo da inondazione fino alla Capitale – ha sottolineato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri –l’auspicio è che questo importantissimo intervento vada a buon fine nei tempi più rapidi possibile, affinché non si sommino ritardi e fragilità storiche con la maggiore brutalità delle conseguenze dei cambiamenti climatici“.

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SICUREZZA, SOSTENIBILITÀ ED ENERGIA

Il Sistema di dighe che abbiamo presentato oggi è importante per almeno tre aspetti fondamentali legati all’opera stessa. Il primo è ovviamente quello della necessaria messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico; il secondo – ha sottolineato l’assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale, Ornella Segnalini – riguarda i vari usi che questo sistema di opere può avere, dall’utilizzo delle acque degli invasi per l’irrigazione, alla distribuzione di acqua potabile, fino alla eventuale produzione di energia idroelettrica. Il terzo aspetto, fondamentale e innovativo, è stata la partecipazione del territorio alla fase preliminare del progetto”. L’Assessora capitolina infatti sottolinea l’importanza della partecipazione di tutti gli attori coinvolti in questo genere di scelte: “È stata la prima volta che questo tipo di approccio ha riguardato un’opera così grande e importante. La condivisione e la forma del Dibattito pubblico sono risultate non solo necessarie ma importantissime per arrivare a scelte condivise da tutti gli attori coinvolti“.

Red

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