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Rifiuti: si punta a nuovi accordi con impianti fuori dal Lazio

Il trasferimento dei rifiuti trattati fuori dalla Regione avrà un costo maggiore rispetto al servizio attuale

RIFIUTI – Nella giornata di ieri si è svolta la riunione presso il Ministero della Transizione Ecologica in merito alla situazione dei rifiuti nella Capitale. “Una riunione proficua, nel segno della collaborazione tecnica – ha sottolineato il capo dipartimento del Mite, Laura D’Aprile – è necessario procedere con la massima celerità e con una visione chiara della pianificazione basata su impiantistica che massimizzi trattamento, riciclo e valorizzazione degli scarti per traghettare la regione al di fuori della situazione di criticità il prima possibile”.

LE RACCOMANDAZIONI DEL MINISTERO

Dal Ministero hanno fatto sapere che tutte le amministrazioni coinvolte hanno fornito la documentazione richiesta: la cartografia necessaria all’aggiornamento delle aree idonee alla individuazione degli impianti, la ricognizione dei procedimenti di autorizzazione e ampliamento pendenti presso la regione Lazio e la città metropolitana di Roma Capitale, la quale si è impegnata ad aggiornare le mappe relative alle aree idonee per l’ubicazione degli impianti in sette giorni lavorativi. Il Ministero durante l’intro ha comunque chiesto alle amministrazioni di “chiudere i procedimenti autorizzativi di competenza con la massima celerità, ribadendo la necessità che debba essere diminuita la quantità di rifiuti indifferenziati prodotti, per raggiungere i target comunitari”.

NUOVA CRISI ALL’ORIZZONTE

Nonostante le riunioni e la mediazione del Ministero, la situazione dei rifiuti nella Capitale e la posizione di Regione e Comune non sembra ancora essere cambiata. Il Campidoglio infatti sembra proseguire con la sua linea di non indicare alcuna discarica nel proprio ambito territoriale. All’orizzonte però sembra prepararsi una nuova difficoltà per il sistema rifiuti laziale. Si tratta del possibile stop al conferimento dal 15 giugno prossimo nella discarica di Sogliano Ambiente, che ad oggi riceve parte degli scarti delle linee Tmb di Malagrotta. La soluzione a questo stop che potrebbe ripercuotersi sulla raccolta dei rifiuti in strada, sarebbero 6 impianti in 5 diverse regioni (Abruzzo, Marche, Puglia, Friuli, Lombardia), che accoglierebbero circa 6mila tonnellate di rifiuti trattati. Il problema sarebbe nell’extra costo. Infatti questo servizio si attesterebbe sui 210 euro per tonnellata, contro i 177 attuali.

IL BOTTA E RISPOSTA TRA COMUNE E REGIONE

Sono state però le affermazioni dell’Assessora capitolina ai Rifiuti, Katia Ziantoni, a riaccendere la polemica con la Regione. Ziantoni infatti a RomaToday ha dichiarato che la Capitale sarebbe prontissima a pagare gli extra costi per il trasferimento nelle discariche fuori regione dei rifiuti trattati, e che la Regione Lazio dovrebbe autorizzare gli accordi interregionali necessari. La replica immediata è arrivata dall’Assessore Regionale Massimiliano Valeriani: “Le dichiarazioni dell’assessora Ziantoni sono prive di senso: Ama e le altre aziende sono libere di stipulare contratti con operatori di altre regioni italiane senza nessun intervento o autorizzazione della Regione Lazio. La legge, infatti, consente il conferimento dei rifiuti trattati negli impianti di smaltimento senza la necessità di accordi interregionali – e ancora – Solo per i rifiuti non trattati serve un’intesa fra le regioni coinvolte: accordi che il Lazio ha sempre prontamente attuato, come nel caso dell’Abruzzo, delle Marche e della Toscana. Ora non c’è nulla da sbloccare: siamo lieti che abbiano trovato nuovi sbocchi, pertanto procedano subito con i contratti e l’invio dei rifiuti trattati“.

LeMa