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Come aprire un bar in Italia nel 2022

Come aprire un bar? Di certo questa è una delle domande più gettonate se si parla con chi ha intenzione di avviare una propria attività.

Il settore, del resto, fronteggia a testa alta i momenti di crisi, ed è anche per questo motivo che tantissime persone stanno pensando di avviare un’ impresa aprendo un bar.

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Di sicuro, si tratta della scelta perfetta per chi ama lavorare a contatto con il pubblico.

Naturalmente non basta volerlo, ma ci sono degli adempimenti burocratici da conoscere e rispettare. Vediamo insieme quali sono e cosa fare per aprire un bar in Italia.

Nel corso degli anni le regole per aprire un bar sono cambiate, poiché sono state abolite le licenze che un tempo regolavano la concorrenza. Ad oggi i Comuni non hanno più la facoltà di decidere il numero massimo di bar e ristoranti presenti sul territorio. A questa nuova normativa ci sono solo pochissime eccezioni, che vengono riservate ai centri storici delle più importanti città d’arte italiane.

Dato che la parte burocratica può essere sempre quella più difficile da affrontare, prima di avviare un’attività di questo tipo è sempre necessario effettuare un’analisi approfondita individuando il luogo e il locale migliore, studiando tutte le opportunità che concede la zona e la tipologia di clientela da attirare. Grazie a un business plan dettagliato è tutto molto più semplice.

Alcuni consigli per lo start-up si possono trovare anche online, ad esempio l’articolo del blog di Contributi PMI dedicato a come aprire un bar. Costi, licenze, adempimenti: conoscere tutto prima di partire con quest’avventura è fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Tra i requisiti per aprire un bar ci sono il compimento della maggiore età, l’aver terminato la scuola dell’obbligo, l’iscrizione all’INPS e alla Camera di Commercio, l’apertura della Partita IVA, il certificato di inizio attività che deve essere presentato presso l’apposito sportello del proprio Comune, il superamento del corso ICAL e il possesso dell’attestato HACCP.

Questi sono i documenti principali da possedere e presentare, ma non sono gli unici. Sarà necessario anche presentare anche tutti i documenti relativi al locale che si vuole utilizzare come sede della propria attività e si dovrà pensare ai macchinari, agli arredi e a tutti gli aspetti pratici che sono collegati con l’inizio di questa nuova avventura.

In molti pensano che il settore sia saturo, eppure non è così. Si tratta di un’attività che in Italia ha sempre successo, purché aperta con la volontà di offrire un servizio impeccabile alla propria clientela.

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