Home Rubriche City Tips

L’educazione sessuale a scuola: cultura o tabù?

Come spiegare ad un bambino la sessualità?

Quanto siamo influenzati della nostra cultura e dalle nostre tradizioni?

Ads

Sono diverse le difficoltà che sempre più spesso i genitori si trovano a dover affrontare quando si affacciano ad un argomento così importante come quello del “sesso” e della “sessualità”. Ma torniamo al tema: come spiegare ad un bambino la sessualità?

Che cosa ci dovrebbe insegnare l’educazione sessuale?

Sicuramente apprendere quegli aspetti che sono legati alle emozioni, aspetti cognitivi-sociali-relazionali e fisici della stessa sessualità.

L’educazione sessuale deve iniziare dall’infanzia e continuare durante l’adolescenza e la vita adulta, e mirare a sostenere e proteggere quello sviluppo sessuale propriamente detto.

Ma perché è importante insegnare Educazione Sessuale a scuola? Abbiamo posto questa domanda a diversi professionisti del settore quali: educatori, insegnanti, psicologi, pedagogisti, i quali seppur con una posizione differente legata all’ambito della loro professionalità, hanno più volte sottolineato l’importanza dell’Educazione Sessuale per prevenire le discriminazioni di genere, violenza, e prostituzione. Temi importanti e fondamentali per la formazione di un individuo che può così riconoscere quelli che sono i confini ed i limiti che nessuno può invadere.

L’Educazione Sessuale vista come un prendere coscienza sul proprio sviluppo psico-relazionale e sessuale. Tutto ciò permette uno sviluppo più sereno, capace di attuare tutti quei meccanismi che consentono un pieno e consapevole sviluppo della personalità nella sua globalità e delle potenzialità di ognuno.

E’ giusto iniziare a fare Educazione Sessuale sin da bambini, ovvero dal momento in cui i bambini cominciano ad interessarsi al loro corpo, accompagnandoli in modo adeguato e consapevole secondo la loro capacità di comprensione all’argomento.

L’Italia è uno degli ultimi stati dell’UE in cui l’Educazione Sessuale non è obbligatoria come in: Bulgaria, Cipro, Romania, Polonia, Lituania. I programmi adottati da questi paesi riguardano meramente un aspetto biologico della sessualità.

Invece nei paesi dell’UE in cui l’Educazione Sessuale è obbligatoria a scuola troviamo tra loro delle differenze; l’Ufficio dell’OMS sugli standard per l’Educazione Sessuale in Europa ha fissato degli standard su cui i vari paesi rispetto ai i loro programmi ministeriali sono liberi di strutturare come credono con le diverse materie di insegnamento.

In Portogallo, Irlanda e Francia rientra come parte integrante di altre materie (Biologia ed Educazione Civica), in Germania, in Belgio ed Olanda invece è considerata una materia trasversale su cui ogni insegnante dovrebbe almeno avere una competenza minima. In Svezia invece l’Educazione Sessuale la sex ochsamlevnadsundervisning è dal 1955 materia obbligatoria integrata nei vari corsi curriculari, naturalmente differente per i vari ordini di scuola ed obbligatoria per tutti ragazzi dopo i 12-13 anni.

In Italia invece sono diverse le proposte di leggi che si sono susseguite negli anni senza mai però andare a buon fine.

Sicuramente il tema della sessualità è un tema importante, forte, su cui almeno in Italia c’è tanta strada da percorrere. Una strada a nostro avviso che va percorsa insieme, istituzioni, scuola, famiglia, ragazzi, società tutti verso un’Educazione alla Sessualità nelle scuole consapevole sempre di più giorno dopo giorno, che c’è bisogno, necessità ed urgenza nel terzo millennio di affrontare non  soltanto  più gli aspetti meramente biologici della sfera sessuale, ma che si apra la mente ad un panorama più ampio legato all’intera sfera della “sessualità” legata alla conoscenza, al desiderio, alla relazione, al rispetto dell’altro, all’identità sessuale, alle emozioni, alla non violenza, all’inclusione, per poter attuare un progetto Educativo-Emozionale e permettere e dare quegli strumenti atti a  sviluppare e costruire   la  personalità di ogni individuo nella sua piena globalità e conoscenza di sé .

Monica Del Proposto

Previous articleMunicipio IX: la raccolta porta a porta arriva a Spinaceto e al Laurentino
Next articleDa San Paolo ai mondiali di Karate di Caorle