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L’evoluzione dei pagamenti online in Italia

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Secondo la multinazionale Nielsen, specializzata in rilevazioni, in Italia solo nel periodo fra il 23 marzo e il 29 marzo, le vendite online sono aumentate del 162% e le previsioni ci dicono che questo numero è destinato a aumentare. Vediamo come effettuare pagamenti in tutta sicurezza e quali sono i metodi più utilizzati.

Quali metodi di pagamento online sono possibili?

Innanzitutto, è buona norma verificare spesso il proprio conto in banca, per essere sicuri che non vi siano state transazioni non volontarie. Molto spesso i metodi di pagamento vengono associati ai nostri dispositivi mobili per velocizzare le transazioni, dunque, altro accorgimento è quello di bloccare con una password, un PIN o un codice di sicurezza il proprio dispositivo, che in tal caso diventa un vero e proprio portafogli virtuale. Sono davvero svariati i metodi di pagamento virtuali con cui si può pagare online, fare shopping, prenotare una vacanza o scommettere. Amazon, ad esempio offre la possibilità di effettuare acquisti con oltre dieci metodi di pagamento, dai più tradizionali come Visa, Mastercard e Postepay, ai più moderni come Paysafe Card, cosa che ne rende agevole l’utilizzo per utenti più e meno “digitalizzati”. Anche le piattaforme di gioco online si sono dovute adeguare alla trasformazione culturale e economica: ad esempio Gioco Digitale ha molti metodi di deposito e prelievo, fra cui PayPal, holding dei pagamenti digitali che vede nel proprio cda anche Elon Musk e viene considerata fra i metodi di pagamento più sicuri online. Oltre a PayPal, stanno crescendo startup che garantiscono transazioni in tutta sicurezza, in linea con il trend che vede una crescita esponenziale dei pagamenti virtuali. Società come Satispay, che ha visto passare sul proprio circuito ben il 74% dei pagamenti non NFC (Near Field Communication), cioè pagamenti a corto raggio: solo nel primo trimestre 2020 Satispay ha superato il milione di utenti e raggiunto oltre 100 mila commercianti e esercizi che hanno aderito al proprio circuito. Risultati importanti anche per l’altra startup sulla cresta dell’onda per i pagamenti elettronici: Sumup, la società fondata a Londra nel 2012 e fusasi con la Payleven di Berlino nel 2016, ha visto crescere la propria rete di clienti del 250% soprattutto nel settore alimentare. Insomma, gli investimenti tecnologici nel campo dei pagamenti online sembrano essere solo in una fase intermedia e tante novità ci aspettano alla finestra.

L’evoluzione nelle abitudini di pagamento in Italia

Secondo il World Economic Forum, quello dei pagamenti digitali è fra i primi dieci trend da tenere sott’occhio durante questo periodo. In ogni caso, indipendentemente dal periodo attuale, quello delle transazioni economiche virtuali era già da tempo una tendenza in crescita sul territorio italiano, lo confermano i dati dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano: già nel 2019 i pagamenti digitali avevano toccato quota 270 miliardi di euro, rappresentando quindi una crescita annuale dell’11%. Sempre affidandoci ai dati dell’Osservatorio Innovative Payments, oltre alle tradizionali carte di credito, si sono fatti strada altri metodi di pagamento online, i cosiddetti Innovative Payments, appunto, fra cui il “principe” assoluto è lo smartphone, seguito a ruota dalle tecnologie indossabili come Smartwatch e anche SmartTV, per un totale d’affari di 3,1 miliardi di euro nel 2019, più 109% rispetto al 2018. Indubbiamente ciò che farà la differenza nell’immediato futuro è l’offerta che queste startup, piattaforme e metodi di pagamento attiveranno per gli utenti. Un esempio è il servizio “Consegna e ritiro” messo in atto da Satispay, organizzato in poco più di un mese per sostenere i piccoli commercianti: come ha affermato lo stesso Alberto Dalmasso, co-fondatore di Satispay, questo servizio dà la possibilità ai commercianti di farsi trovare dall’utenza nella lista dei negozi che effettuano consegne a domicilio, aumentando quindi il proprio vantaggio competitivo.

Non è un caso che Satispay sia nata in Italia, ciò dimostra quanto anche la nostra nazione, notoriamente “diffidente” per ciò che concerne alcuni tipi di evoluzioni soprattutto legate ai pagamenti, sia sempre più predisposta a un cambiamento culturale che è sempre più vicino.