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Quando il prog è romano: tre nomi da ricordare

Quella Vecchia Locanda

Ci troviamo dalle parti del quartiere di Monteverde all’inizio degli anni Settanta quando un gruppo di ragazzi ha deciso di fondere assieme le rispettive influenze musicali per creare il proprio sound. Si trattava della musica classica e barocca che si sarebbero dovute andare a sposare con il rock più sperimentale e poetico.

Dopo gli inevitabili cambi di formazione iniziale, la band si battezza così in onore della sala prove, per l’appunto una vecchia locanda, e comincia una intensa attività dal vivo con apparizioni al Festival Pop di Villa Pamphili, a Controcanzonissima ed anche al Festival di Musica d’Avanguardia e di Nuove Tendenze.

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La formazione metterà alla luce due album di buona caratura: l’eccezionale omonimo del 1972 ed il leggermente meno ispirato “Il tempo della gioia” del 1974, ma purtroppo non riescono a trovare la loro nicchia di mercato ed in breve tempo si sciolgono.

Buon Vecchio Charlie

Il nome di questo gruppo romano rimarrà sempre legato al fatto che è stato il primo gruppo del discutibile ed irrinunciabile Richard Benson, deceduto a maggio di quest’anno, ma è indubbio come ci si trovi di fronte ad un vero e proprio gioiello del rock progressivo italiano.

Il Buon Vecchio Charlie, infatti, diede alle stampe un eccellente primo album omonimo nel 1971, con tanto di riferimenti alla musica classica e lunghe divagazioni sperimentali, ma l’operazione venne affidata ad una piccola etichetta, la Suono, che non pubblicò il disco.

Feriti dalla cosa la band si scioglie ed ognuno prende la sua via, chi andrà nei Libra e chi diventerà un personaggio è ben noto, ma nel 1990 la Melos “riesuma” il disco dimenticato e lo porta finalmente in stampa, con una distribuzione anche in Giappone ad opera dell’Akarma Records e delle tracce bonus.

Banco del Mutuo Soccorso

Siamo a Roma verso la fine degli anni Sessanta ed il giovane tastierista Vittorio Nocenzi sembra avere già in tasca il contratto con la RCA, ma c’è una condizione da rispettare. Nonostante lui abbia passato le audizioni e proposto dei brani che sono piaciuti molto, occorre che vi sia un gruppo.

Purtroppo ne era al momento sprovvisto perciò recluterà chiunque fosse in grado di reggere uno strumento, come dichiarerà in successive interviste, per formare tale band unita sotto il nome di Banco del Mutuo Soccorso, spesso abbreviato semplicemente in Banco, ispirandosi ad un istituto creditizio della zona.

Una scommessa questa il cui esito era imprevedibile come nei giochi di slot online, ma che ha fruttato al gruppo il merito di essere uno dei complessi prog più importanti dell’Italia e non solo assieme a nomi come Premiata Forneria Marconi ed Orme. Il resto, nel bene e nel male con la morte di Rodolfo Maltese e Francesco Di Giacomo, è storia ben nota!

Altri tre consigli per gli ascolti

Della scena musicale romana se ne potrebbe parlare per ore ed ore, ma l’importante è ciò che pensano gli ascoltatori. Se dunque volete approfondire maggiormente l’argomento vi suggeriamo di dare uno sguardo ai lavori di band del calibro di Raccomandata Ricevuta di Ritorno, Il Rovescio della Medaglia e Semiramis (dove esordì un giovanissimo Michele Zarrillo).

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