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Retake alla stazione San Paolo: attenzione ai murales

La richiesta della Rete Antifascista Roma Sud: preservare i murales simbolo di memoria collettiva

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SAN PAOLO – Il 4 gennaio molti cittadini della rete Retake di San Paolo e Garbatella si sono dati appuntamento alla fermata Metro San Paolo Basilica per una giornata di pulizia partecipata. Un’iniziativa di certo lodevole, ma che sta generando preoccupazione all’interno della Rete Antifascista Roma Sud, che negli anni su questi luoghi ha realizzato alcuni murales collettivi in memoria di attivisti scomparsi.

TRA MURI E DECORO

Una diatriba che viene da lontano quella tra i cittadini della rete Retake e quanti preferirebbero che i muri (qualcuno in particolare) non diventassero oggetto di ‘riqualificazione indiscriminata’. “Ci si attiva in modi diversi per provare a costruire una città che risponda quanto più possibile ai nostri bisogni ed ai nostri desideri – scrivono dalla Rete Antifascita Roma Sud – Spesso queste modalità percorrono strade differenti che non è detto si debbano incrociare, ma è importante si conoscano”.

I MURALES DI SAN PAOLO

Sul muro perimetrale della stazione della Metro negli anni gli attivisti hanno realizzato dei murales dedicati a Renato Biagetti, ragazzo ucciso in un’aggressione fascista nel 2006, e a Vittorio Arrigoni, attivista e scrittore ucciso nella Striscia di Gaza nel 2011. “Proprio accanto, ha trovato posto un altro disegno, realizzato pochi mesi fa e dedicato al ricordo di Lorenzo Orsetti, ragazzo assassinato dall’ISIS in Siria lo scorso marzo – spiegano dalla Rete Antifascista Roma Sud – Quei frammenti di muro, assieme ad ogni pezzo colorato di quel nodo ferroviario, rappresentano quindi un pezzo di memoria collettiva e condivisa. Dichiarare vandaliche scritte, graffiti, tag e murales, nonché proporre di procedere con la loro rimozione, significherebbe operare una rimozione frettolosa dei messaggi sociali che li hanno generati, privando quel luogo della sua ricchezza”.

MURI BIANCHI O COLORATI?

Alla vigilia dell’iniziativa di sabato 4 la richiesta che arriva dalla Rete Antifascista è quella di aprire una riflessione: “Esiste chiaramente un conflitto tra chi vuole i muri bianchi e chi colorati, ma la soluzione non può risolversi nella repressione né con l’apposizione di un bavaglio intonacato ai muri della città – e ancora – Lo scriviamo, forse anche in modo ridondante, perché è capitato spesso in città che gli eventi per la riqualificazione non comprendessero la cura di iniziative precedenti. Vorremmo quindi chiarire, a chi si appresterà, che il territorio va rispettato proprio con quell’accortezza e quella cura che lo intreccia con la Storia, di cui ognuno e ognuna è testimone”.

Leonardo Mancini