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Roghi tossici di rifiuti a Roma: come smaltire gli elettrodomestici

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Uno dei problemi che affligge la capitale e contro cui le amministrazioni locali continuano a combattere è rappresentato dai roghi tossici di rifiuti.

Nelle zone periferiche di Roma si trovano numerosi campi incolti usati come discariche non autorizzate di grandi rifiuti ai quali viene dato fuoco nel tentativo di smaltirli. I roghi così appiccati rendono tossica l’aria a danno di tutti i cittadini onesti.

L’ultimo caso di cronaca a livello cronologico riguarda Fonte Laurentina, definita la nuova “terra dei fuochi” romana. È diverso tempo che gli abitanti del posto denunciano la presenza di un terreno di proprietà privata occupato abusivamente da rifiuti ai quali spesso viene dato fuoco. All’inizio del mese di settembre, a seguito di un incendio prontamente estinto dall’intervento dei vigili del fuoco, l’intero quartiere si è ritrovato avvolto in una nube tossica che ha appestato l’aria per diversi giorni. A pochi metri da questa via, si trova un’altra zona invasa dai rifiuti tossici sequestrata dalla polizia lo scorso luglio.

Problemi simili, purtroppo, non riguardano solo la zona sud di Roma, ma si verificano in diversi luoghi. Altro caso che ha fatto molto parlare di sé è quello che è successo in via di Monte Stallonara dopo il 20 agosto e molti altri se ne potrebbero citare. Nonostante le apposite sanzioni, ci sono cittadini e aziende che, incuranti delle leggi, non si preoccupano di smaltire correttamente i rifiuti speciali.

Dare fuoco a un elettrodomestico vuol dire provocare diversi effetti negativi a livello sanitario; alcuni sono evidenti da subito, mentre altri si manifestano con il passare del tempo. Tosse svenimenti, problemi cardiocircolatori e respiratori sono le risposte immediate all’esposizione alle tossine prodotte dai roghi di rifiuti. Se quest’esposizione continua nel tempo, si possono sviluppare diverse patologie (tra cui tumori) che possono portare alla morte. Questo perché, durante la combustione, sono rilasciate delle polveri sottili e altri composti, come gli idrocarburi policiclici aromatici, che una volta respirati provocano diversi danni.

Un modo per cercare di prevenire questo problema c’è. Non si tratta solo di liberarsi di un elettrodomestico seguendo le normative che vengono dall’alto e facendo uso delle isole ecologiche, ma anche di porsi il dubbio se buttare o riparare ciò che si è rotto. Molte persone non s’interrogano sulla possibilità di aggiustare un elettrodomestico, soprattutto se la garanzia è scaduta. Si ha l’errata credenza che ripararlo costi di più che comprarne uno nuovo. Lo spasmodico bisogno di novità che caratterizza la nostra epoca non aiuta di certo. Tuttavia, bisognerebbe iniziare a considerare la possibilità di chiamare tecnici esperti nella riparazione di elettrodomestici a Roma e in tante altre città in cui la questione della terra dei fuochi è all’ordine del giorno. Il tecnico specializzato può trovare delle soluzioni alternative, magari molto più economiche di quello che si potrebbe pensare. In molti casi basta solo un pezzo di ricambio.

Il problema della “terra dei fuochi” che affligge la Capitale e molte altre città italiane non è cosa da poco. Ciò che può sconfiggerlo, con il tempo, non sono solo le norme e le sanzioni, ma anche una buona educazione al riciclo e a tutte le tematiche ambientali che, mai come in questo periodo, devono interessarci e preoccuparci.