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Servizi pubblici, iniziative e progetti per amministrazioni di qualità

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Lo svolgimento della funzione pubblica è un incarico talmente delicato da aver indotto i padri costituenti a disciplinare la materia con un apposito articolo, il numero 54 della Costituzione, che stabilisce che il pubblico ufficiale ha il dovere di adempiere al proprio compito con disciplina ed onore. Negli ultimi 25 anni, i vari governi che si sono susseguiti hanno promosso un ulteriore salto di qualità e il legislatore è intervenuto più volte con vari provvedimenti di riforma per adottare nei servizi pubblici i criteri di efficienza, efficacia ed economicità tipici del settore privato, introducendo anche i concetti di monitoraggio e valutazione dei risultati.

PAQ: UN PORTALE PER MIGLIORARE I RISULTATI DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA

Quali iniziative ha intrapreso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per migliorare organizzazione e qualità delle prestazioni pubbliche? Un importante punto di partenza è rappresentato dalla Direttiva “Per un’amministrazione di qualità” che, a partire dal 2006, ha iniziato a introdurre nel vocabolario delle amministrazioni italiane, termini come qualità, autovalutazione, performance organizzativa, valutazione di performance, fino a farle diventare un patrimonio condiviso nel settore pubblico. Un altro importante tassello è costituito dal Decreto legislativo 150, grazie al quale, a partire dal 2009, sono stati introdotte linee guida sulla valutazione delle performance delle organizzazioni pubbliche, a cura dei diversi organismi responsabili. Questo percorso di cambiamento ha richiesto e richiede tuttora tempi lunghi, legati al cambiamento delle culture organizzative tradizionali, e il suo scopo è quella di valutare la performance non soltanto per poter “rendicontare” ai portatori di interesse l’utilizzo delle risorse assegnate, ma anche, nell’interesse generale, per migliorare nel tempo il livello della performance e la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Il Portale PAQ è anche raggiungibile e consultabile attraverso il sito istituzionale http://www.funzionepubblica.gov.it e nella sua nuova veste è strutturato in due distinte aree di lavoro: PER VALUTARE, che copre l’ambito sia dell’autovalutazione, che della valutazione esterna; PER MIGLIORARE, che propone strumenti ed iniziative per contrastare i punti di debolezza evidenziati dalla valutazione di performance.

QUALITÀ DEI SERVIZI PUBBLICI CAPITOLINI: I MONITORAGGI DI ACOS

Quante volte ci siamo lamentati perché un servizio comunale non funziona o abbiamo sentito dire da un concittadino di aver inoltrato un reclamo senza ricevere risposta? Anche per rispondere a queste esigenze il Consiglio Comunale di Roma con Deliberazione n. 39 del 14 marzo 2002 ha istituito l’Agenzia per il Controllo e la qualità dei Servizi Pubblici Locali di Roma capitale (ACOS) per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali. L’Agenzia, operando in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione, monitora tutti i servizi pubblici locali di Roma Capitale e costituisce un’esperienza innovativa nel controllo dei livelli di qualità e di quantità degli erogatori di servizi. Non funziona una fontanella in un cimitero? I parcheggi della metropolitana non vengono puliti regolarmente? Uno spettacolo si svolge in ritardo e l’organizzazione non è all’altezza delle aspettative? Grazie all’opera degli intervistatori-rilevatori gli utenti possono rispondere ai questionari e segnalare disservizi e malfunzionamenti che ACOS provvede a raccogliere ed inviare all’Assemblea Capitolina, al Sindaco e alla Giunta Capitolina, svolgendo un importante ruolo di supporto tecnico e conoscitivo anche verso le aziende municipalizzate (prime fra tutte Ama e Acea). ACOS non si limita a vigilare sui servizi, ma, sempre su richiesta degli organi comunali, esprime pareri su concessioni e autorizzazioni e può proporre modifiche alle clausole delle convenzioni e alle condizioni tecniche di svolgimento dei servizi, in linea con l’andamento del mercato o le esigenze degli utenti. Tutti i dati raccolti sono sempre confluiti nella Relazione Annuale sullo stato dei servizi pubblici locali, che fino al 2019 è stata sempre divulgata in presenza nelle sale del Campidoglio, mentre quest’anno, a causa del Covid, è avvenuta in video conferenza al seguente link http://static.unimedia.unidata.it/romacapitale/ Per ulteriori informazioni si può consultare il sito www.agenzia.roma.it

FORMEZ-RIPAM: UN SISTEMA PER SNELLIRE I TEMPI DEI CONCORSI PUBBLICI

La Pubblica Amministrazione italiana sta vivendo un cambiamento epocale anche per quanto riguarda il personale, infatti nel triennio in corso 2019-2021 è previsto il pensionamento di quasi mezzo milione di dipendenti. Un esodo accelerato anche dalle anticipazioni, come Quota 100, per cui dai ministeri, ai comuni all’Inps, sono in arrivo concorsi per un totale complessivo di 11mila posti. Dopo la pausa imposta dalla prima chiusura per il Covid-19, la scorsa estate ha segnato la ripartenza del reclutamento, infatti è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30 giugno, con scadenza già avvenuta il14 luglio, il bando unico per 2.133 posti da funzionario in varie amministrazioni (in prima fila Agenzia delle Entrate, Mibact e Inps). Anche la gestione di quest’ultima selezione è stata affidata a Formez Ripam per la rapidità già dimostrata nello svolgimento di altre procedure concorsuali. Il progetto Ripam (RIqualificazione delle Pubbliche AMministrazioni) partì alla fine della prima Repubblica, nel 1989, quando l’allora ministro per il Mezzogiorno Riccardo Misasi chiese al Formez di formare diecimila laureati da inserire come funzionari/quadro negli enti locali del Sud. L’obiettivo di Ripam fu creare nuove leve nella “dormiente” P. A. locale attraverso il sistema dei corsi-concorsi. I borsisti selezionati partecipavano a corsi di formazione in cui lo studio teorico dell’apparato burocratico veniva affiancato da moduli didattici, stage presso gli Enti locali e prove d’idoneità intermedie. Lo scopo era quello di consentire ai giovani che aspiravano a divenire funzionari, quadri o dirigenti di essere operativi fin dal primo momento dell’assegnazione ai vari uffici contabili o amministrativi o di altri servizi per i territorio o per il sociale. I responsabili del progetto furono animati da un’ambizione dichiarata: colmare il divario di conoscenze tecniche e giuridiche tra i funzionari del Sud e quelli del Nord, ponendo le basi per trasformare i burocrati meridionali in “agenti di innovazione”.  Per informazioni http://riqualificazione.formez.it/

Andrea Ugolini