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Uno sguardo all’intelligenza artificiale

Dalle applicazioni nello smartphone alle scoperte mediche, è già entrata nel nostro quotidiano

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Le tecnologie dell’intelligenza artificiale sono lontane dal creare esseri senzienti del tutto autonomi e dal prevaricare l’essere umano. Stanno invece spingendo il progresso scientifico e tecnologico­ ad un ritmo incredibile.

Ma cos’é esattamente l’intelligenza artificiale?

La tecnologia tradizionale

Per capire in maniera semplice cos’è l’intelligenza artificiale, iniziamo a vedere quello che non è.

Immaginate un computer, non necessariamente quello con tastiera e schermo grande che potete avere in ufficio o nel vostro studio. Anche nel vostro smartphone ce n’è uno, e più d’uno nella vostra automobile, e uno nel televisore smart che avete in casa. Persino nel telecomando del televisore stesso può esserci un piccolo computer.

Questi computer funzionano grazie a sequenze di istruzioni, cioè software scritti da squadre di informatici in qualche parte del mondo.

Il computer che sta nel telecomando lavora con centinaia di comandi semplici, del tipo: se l’utente preme il pulsante “+” cambia canale e vai al successivo.

Nello smartphone ci sono migliaia di comandi più complessi, che fanno parte di applicazioni create sempre da qualche programmatore umano.

Per esempio ci sarà una sequenza di istruzioni che rileva carica della batteria dal sensore interno. E se la carica si avvicina allo zero salva tutti i dati temporanei del telefono, avvisa l’utente con un messaggio sullo schermo e spegne l’apparecchio. Questa è sempre un’applicazione semplice, che non ha bisogno di intelligenza artificiale.

Il passaggio alla tecnologia intelligente

Quando invece lo smartphone impara a riconoscere la nostra voce, scrivendo le parole che diciamo o comprendendo il nome di una persona per cercarla nella rubrica, quella è intelligenza artificiale.

Il riconoscimento vocale e l’elaborazione di immagini sono alcune delle applicazioni più comuni di queste nuove tecnologie.

In questi casi le squadre di informatici hanno creato un piccolo cervello elettronico, sempre nella forma di sequenze di comandi, e gli hanno insegnato a… imparare.

Proprio così. Non potevano fargli conoscere direttamente le voci di ogni essere umano della Terra, così gli hanno detto come si fa a capire un tono, una parola, un’intera lingua.

Con questi strumenti l’intelligenza del telefono si adatta ad ogni utente in maniera sempre più precisa, interpreta quelle che sono frequenze sonore e reagisce ai comandi vocali.

Applicazioni globali ed impatto etico

Nel frattempo i giganti del web stanno insegnando ai loro cervelloni di intelligenza artificiale a capire quali sono i nostri interessi e gusti, e a proporci le pubblicità che hanno la massima probabilità di riuscita.

E accanto a queste applicazioni commerciali ce sono un’infinità, istituzionali o scientifiche. I possibili usi bellici e di ordine pubblico, ma anche quelli eventualmente illegali, sono oggetto di riflessioni etiche e tecniche.

Il panorama è reso più complesso dal fatto che spesso i ragionamenti dell’intelligenza artificiale sono difficili da seguire. Magari il risultato è chiaro ed eccellente, ma come ha fatto il computer ad arrivarci?

Soprattutto nelle scienze della vita è necessario poter approfondire il percorso che viene seguito, per certificare le diagnosi o garantire che la macchina si atterrà sempre ai protocolli e agli standard di qualità.

Questa complessità è particolarmente elevata nelle cosiddette reti neurali, delle strutture matematico-statistiche usate per risolvere i problemi più complessi.

Simulano una rete di cellule interdipendenti. Ogni cellula elabora un segnale in entrata, come un numero che magari rappresenta un colore o un dato commerciale, ed emette un segnale in uscita. Quella è la sua valutazione, il suo modesto giudizio sul singolo dato.

Unendo molte cellule virtuali di questo tipo si ottengono dei ragionamenti, per così dire, complessi. Si riconoscono voci, immagini, perfino patologie.

La panacea di tutti i mali?

E’ difficile pensare di rinunciare a strumenti così potenti, soprattutto nelle scienze della vita.

Farmaci che avrebbero richiesto decenni per arrivare sul mercato saranno presto disponibili sul mercato. Nuove metodiche di medicina personalizzata, genomica e biologia molecolare aprono orizzonti infiniti. Le applicazioni di diagnostica automatizzata si propongono come valide in molte discipline mediche. E persino l’automazione dei trasporti e di ogni tipo di transazione reale cambierà il modo in cui ci curiamo.

Per questo scienziati ed aziende in tutto il mondo stanno cercando di sviluppare l’intelligenza artificiale in maniera più trasparente, senza perdere in efficienza.

E credo che tutti noi siamo curiosi, molti persino ansiosi, di vederne applicazioni positive e sostenibili.

Eugenio Mealli