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EUROLEGGEREZZA

Tratto da Urlo n.192 luglio 2021

In Italia si vince ancora. Con l’impegno, la perseveranza e la capacità, ancora si può arrivare a massimi livelli e primeggiare. A dimostrarlo è stata la Nazionale agli Europei, chiudendo (ai rigori) contro l’Inghilterra un torneo di tutto rispetto.

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Quello che è risuonato lungo tutta la penisola, dopo la parata di Donnarumma, non è solo un grido di gioia, ma ha avuto il carattere salvifico di una liberazione dopo mesi molto difficili. Sembra poco, ma tornare a tifare e a vincere dopo tanto tempo ci ha regalato una sensazione di normalità molto più grande della zona bianca generalizzata, oppure dell’aumento delle percentuali di popolazione vaccinata.

Molti, nonostante la possibilità di uscire senza limiti d’orario, hanno comunque scelto di guardare la partita in casa, magari con amici e parenti. È stato sicuramente impossibile, dopo essersi salutati sull’uscio di casa con il gomito, non lanciarsi poi in abbracci e in saltellanti “Po po ro po po po…”, alla faccia del distanziamento e delle norme.

Mantenere il ricordo dei mesi appena trascorsi, dell’emergenza, dei contagi e dei morti non è stato facile nemmeno per quanti hanno scelto di seguire la Nazionale all’aperto, nelle piazze e nelle strade. Queste sono tornate ad essere piene di tifosi e caroselli notturni. Tanta gente, vicina, stretta, strettissima, spesso senza mascherina e contenta soltanto di un abbraccio generale che però, ad oggi, fa ancora un po’ paura.

Questo perché i dati di questi giorni indicano una leggera risalita dei contagi e la crescita della preminenza della Variante Delta sulle altre versioni del virus. Sembra che non siano ancora dati allarmanti, ma dopo quasi due anni di emergenza abbiamo imparato a diffidare dalle apparenze. Notizie come queste infatti dovrebbero portarci ad una maggiore attenzione nei comportamenti, per non replicare il ‘liberi tutti’ della scorsa estate che ci ha nuovamente chiuso in casa ad ottobre.

Ma quello che più preoccupa (e devo ammetterlo mi infastidisce) è stata la preoccupazione (in tutto il Paese) per la tenuta dell’ordine pubblico durante i festeggiamenti per la vittoria. Proprio in vista di questa eventualità (quasi fosse un evento tragico) le grandi città hanno transennato monumenti e fontane (senza particolare successo), mentre a Roma si è addirittura interrotto il servizio dei bus di linea per evitare che questi venissero nuovamente presi d’assalto. Si limita un servizio pubblico per evitare disordini in caso di vittoria. Un’iniziativa che preoccupa soprattutto se messa a confronto con gli episodi di movida selvaggia che si moltiplicano in queste settimane. Come se una volta superata l’emergenza sanitaria ci si debba presto trovare a combattere gli eccessi di una rinnovata libertà. Ci siamo forse dimenticati come gioire e festeggiare civilmente? Siamo certi che è questo quello che ci aspettavamo sarebbe successo alla riapertura?

Leonardo Mancini

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