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I rischi e le riaperture

Tratto da Urlo n.190 maggio 2021

Ad oggi i dati del Covid fanno pensare ad una diminuzione dei contagi che si attesterebbe ai livelli registrati lo scorso ottobre (quando però la tendenza era all’aumento). Un’ottima notizia che arriva a più di due settimane dalle riaperture e dall’allentamento delle misure anti-covid. È nei prossimi giorni infatti che si dovranno valutare i dati per capire se dopo queste ‘aperture’ i nuovi contagi saranno ancora in calo. Certamente dovrebbe contare l’influenza positiva del numero crescente di popolazione vaccinata, oltre che il meteo che permette di trascorrere molto più tempo all’aperto, ma il timore (che si evince soprattutto dagli interventi di alcuni esperti) è che le aperture possano invece innescare una nuova crescita dei contagi.

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Purtroppo in questi ultimi giorni non sono mancati episodi gravi che fanno pensare a quanto possa essere fragile l’equilibrio tra la campagna vaccinale, i nuovi contagi, le riaperture e l’attenzione delle persone. Immagini come quelle di Milano con una piazza gremita (con pochissime mascherine) per festeggiare lo scudetto dell’Inter, non possono che indignare e contribuire a dividere la popolazione in due parti.

Da un lato i fedelissimi della mascherina, del distanziamento e di tutte le regole e precauzioni per evitare il diffondersi dei contagi. Una grande quantità di persone tutt’ora attentissima ad evitare luoghi affollati o situazioni di assembramento. Questi, nelle immagini di Milano o nelle notizie di feste ed eventi privati interrotti dai Carabinieri, leggono un’offesa personale nei confronti dei sacrifici e delle difficoltà di lavoratori e commercianti.

Dal lato opposto non mancano i campioni dell’aggiramento delle regole, chi tiene la mascherina sotto il naso, o semplicemente non la vuole portare, oscillando tra posizioni no-mask e no-vax.

Naturalmente la maggior parte di noi si inserisce nel mare di grigi che si estende tra questi due estremi. L’attenzione cala e spesso con essa anche la mascherina. Il gel disinfettante ormai è diventato un’abitudine, ma magari nella fretta ci si dimentica di lavarsi le mani al rientro in ufficio dopo la pausa pranzo. È normale aver abbassato la guardia dopo mesi di lockdown prima e chiusure poi. Influisce anche la voglia di ripresa, cercando di cenare fuori, andare al cinema e sfruttare ogni più piccolo spiraglio di libertà, con l’idea (malcelata) che “tanto ci richiudono tutto”.

Un circolo vizioso del quale tutti quanti subiamo e sentiamo il peso. Dalla volontà di uscire e di tornare a vivere, fino al rischio di esagerare e di trovarsi in situazioni rischiose per il diffondersi del virus, per le quali, alla fine, si rischiano nuove chiusure. Una sensazione che forse potrebbe essere il leitmotiv di quest’estate. Una nuova hit da ballare distanziati (ma non troppo), con la mascherina (ma mica sempre) e con la paura che a settembre “ci richiudono tutto”.

Leonardo Mancini

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