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Il giorno del mondo

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Lo scorso 5 giugno, come ogni anno dalla sua istituzione (avvenuta nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite), è stata celebrata la Giornata Mondiale dell’Ambiente (WED), giunta alla sua 42esima edizione

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Tratto da Urlo n.116 giugno 2014

Un appuntamento importante che ci ricorda ciò che dovremmo conoscere a memoria e che troppo spesso dimentichiamo. È indispensabile e doveroso rispettare il nostro globo terracqueo, sempre più fragile e sofferente a causa del menefreghismo, dell’incuria, dell’inciviltà e dell’insensibilità dei suoi abitanti.
È ovvio che la maggior parte dei problemi che oggi conosciamo, quando le cosiddette “catastrofi naturali” prendono ciclicamente il sopravvento sul controllo umano e ci rammentano quanto potevamo fare e non è stato fatto, provengono da politiche ambientali sbagliate e da interessi messi in primo piano rispetto a una più lungimirante attenzione nei confronti del nostro pianeta.
Gli esempi potrebbero essere infiniti: industrie che scaricano illegalmente nelle acque i loro rifiuti, criminalità organizzata che gestisce discariche sotterranee e non, emergenza rifiuti dilagante. Il tema che la WED ha affrontato quest’anno è importante: gli atolli del Pacifico rischiano di essere sommersi a causa dell’innalzamento del livello del mare, dovuto al surriscaldamento globale e al conseguente scioglimento dei ghiacciai. Il grido è chiaro: “Raise your voice not the sea level”.
Nonostante tutto ciò possa sembrarci lontano, di riflesso condiziona la nostra vita e quella delle generazioni future. Dunque, con delle piccole azioni quotidiane, potremmo fare anche noi tanto, cercando di non nasconderci dietro alla pigrizia o ad alibi fittizi. Ecco alcune semplici pillole. Utilizzate meno l’automobile. Certo, a Roma non è facile ma anche restare nel traffico due ore invece di farsi una camminata o prendere un autobus affollato può essere stressante. Non sprecare. Sembra stupido, ma compriamo e sprechiamo tantissimo. Scegliamo pochi prodotti ma buoni, magari bio o a km0, in modo da apprezzare veramente cosa mangiamo e dare una mano anche alle realtà produttive locali che sono una nostra eccellenza. Spegniamo i dispositivi che non utilizziamo, risparmiamo sulle lampade optando per quelle a basso consumo, evitiamo di lasciare l’acqua aperta modello cascate del Niagara. Coltiviamo un orto in balcone! Acquistiamo vestiti in fibre naturali e quando non li mettiamo più regaliamoli, barattiamoli, ricicliamoli! Non sporchiamo, in nessun caso. Differenziamo! Premiamo le aziende virtuose, che si prendono cura dei loro clienti e dell’ambiente allo stesso tempo. Evitiamo le altre, anche se i loro prodotti costano meno.
Tutto questo richiede uno sforzo, ma come sempre ad esso corrisponde una grande soddisfazione. Perché privarcene?

Serena Savelli

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