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Poi all’improvviso un grazie

Tratto da Urlo n.193 settembre 2021

È sempre bello vedere qualcuno lontano da tempo. Se poi l’ultimo incontro personale risaliva a quando non conoscevamo ancora il Covid, la gioia è ancora più grande.

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Ho raggiunto un amico in un locale in periferia, in piena estate, al termine di una lunga e caldissima giornata di lavoro, ma nonostante tutto la voglia di vedersi era più pressante del caldo e della stanchezza. Così dopo tanti mesi ci siamo trovati ad un tavolino. Salutandoci con la mano (anzi con il pugno) mentre io concludevo l’ultima telefonata della giornata e lui scorreva messaggi sul cellulare.

Pochi secondi e la mia chiamata termina, lui però mi fa cenno di aspettare ancora un momento: “Fammi chiudere la giornata”. Metto via il cellulare, mi allungo un po’ sulla sedia, dico al cameriere di darci ancora un paio di minuti e poco dopo il mio amico mette giù e mi sorride: “Adesso ho finito”.

Chiedo senza pensare, per sola cortesia, se avesse lasciato qualche questione in sospeso, “No, stavo solo ringraziando tutti”. La risposta non era quella che mi aspettavo, il cameriere ci interrompe, ordiniamo, ma la domanda mi resta sulla punta della lingua. Nemmeno la birra fresca la fa scivolare via e alla fine, in una pausa tra due discorsi, la butto lì: “Scusami, ma in che senso hai ringraziato tutti?”.

La risposta a questa domanda ha monopolizzato il resto della serata. Così sono venuto a conoscenza di una bellissima abitudine presa dal mio amico durante la pandemia.

Ogni giorno durante la nostra giornata incrociamo e sentiamo tantissime persone. Con alcune scambiamo giusto il buongiorno, ma con altre si intessono relazioni complesse, che si snodano tra telefono, messaggi, mail e tanto altro. Con la pandemia il ricorso al digitale ha moltiplicato le piattaforme, ma il mio amico non ha voluto abbandonare il contatto generato dalla gentilezza.

Per qualche minuto si è allontanato dal nostro incontro per compiere una semplice operazione: scorrere tutti i messaggi, i social e le mail per assicurarsi di aver concluso ogni conversazione con un saluto e con un grazie.

Non ho potuto fare a meno di controllare le mie: lunghi flussi dove ci si scambia poche asettiche informazioni utili al lavoro, dove la gentilezza, un grazie e un saluto non sembrano trovare posto. Così ho deciso di seguire l’esempio del mio amico, anche per me adesso l’ultima operazione della giornata è ringraziare tutti. Vi assicuro, fa bene ed è contagioso.

Leonardo Mancini

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