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“Er Principe” che fece diventare Totti l’ottavo Re di Roma

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Foto Alfredo Falcone - LaPresse 14/08/2015 Roma ( Italia) Sport Calcio Roma - Siviglia partita amichevole Stadio Olimpico di Roma Nella foto:Totti Photo Alfredo Falcone - LaPresse 14/08/2015 Roma (Italy) Sport Soccer Roma - Siviglia friendly match Olimpico Stadium of Roma In the pic:Totti

Pare che Alessandro Magno abbia detto una volta: “A mio padre devo la vita, al mio maestro una vita che vale la pena essere vissuta”. E non c’è dubbio che, nella vita come nello sport, ciò che un grande maestro è capace di insegnarti, attraverso il suo esempio e i suoi buoni consigli, può davvero cambiarti la vita. E lo sa bene anche Francesco Totti, il simbolo vivente di Roma, della Roma e della romanità. L’ottavo Re, l’idolo indiscusso dei tifosi giallorossi, il fuoriclasse ammirato da tutti gli appassionati di calcio, sia in Italia sia all’estero.

Eppure, probabilmente, Totti non sarebbe diventato Totti se prima di lui non ci fosse stato un altro grande campione, uno che per anni fece esultare la Curva Sud e gioire l’intera Capitale. Parliamo, naturalmente, di Giuseppe Gianni, il Principe di Roma, anzi “Er Principe”, come venne soprannominato allora dai tifosi della lupa. Nei suoi confronti Totti ha sempre espresso parole di ammirazione e gratitudine, come quando, nel dicembre 2019, disse: “Il mio modello è sempre stato Giannini, che per me era un’icona. Era il mio sogno. Lo vedevo come il mio idolo, in tutto”.

Grazie alla fama di campioni come Francesco Totti e Giuseppe Giannini, negli ultimi anni milioni di persone si sono appassionate al gioco del calcio in tutto il mondo. Inoltre, le prodezze sportive e le statistiche dei giocatori sono diventate sempre più oggetto di attenzione da parte degli addetti ai lavori. Navigando su Internet, per esempio, troverai scommesse sportive online che offrono quote per tutti gli appuntamenti imperdibili del calcio italiano e internazionale, risultato della sempre più crescente importanza dello sport e del calcio nella vita di molti di noi.

Nato nel quartiere capitolino di Trieste, nel 1964, Giannini entrò a far parte della squadra giovanile della Roma nel 1980. L’anno dopo esordì in prima squadra, all’età di 16 anni. Indossò la maglia giallorossa per 15 anni, giocando, come centrocampista, 318 partite e mettendo a segno 49 reti. Fu convocato 47 volte in Nazionale azzurra, realizzando 6 goal. Come Totti, giocava con la maglia numero 10 e anche lui fu un capitano amatissimo sia dentro sia fuori dal campo. Nel 1992, anno in cui Totti fece il suo esordio con la prima squadra (anche lui all’età di 16 anni), il Principe era il leader indiscusso. I due giocarono insieme per quattro anni e da Giannini Er Pupone ereditò non solo il numero della maglia e il ruolo di regista, ma anche l’enorme responsabilità di incarnare un legame emotivo fortissimo con il popolo dei tifosi romanisti. Totti fu il suo erede calcistico e in 25 anni di permanenza in giallorosso (dal 1992 al 2017) giocò 619 incontri, segnando ben 250 goal.

Di Totti, Giannini disse: “La prima volta che abbiamo giocato assieme a Trigoria Francesco avrà avuto 15 anni e io ventisette. C’è voluto un secondo per capire che quel ragazzino fosse di un altro pianeta”. Il Principe aveva ragione da vendere e, come spesso accade nella storia, l’allievo finì per superare il suo maestro.