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Piante tossiche ed amici a quattro zampe: quali sono e come comportarsi

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Close-up of Oleander

Buongiorno a tutti, continuiamo anche questa settimana con il mio manuale di primo soccorso, parlando delle Piante tossiche e di come comportarci e cosa aspettarci dalla loro accidentale ingestione.

I nostri amici animali per quanto prevalentemente carnivori, sono degli amanti delle piante e dell’erba, quest’ultima in particolare la assumo per indurre il vomito quando presentano nausea.

Molto spesso però tendono a mangiare anche fiori o piante intere, incuranti della loro possibile tossicità.

Facciamo oggi una piccola carrellata delle più comuni piante tossiche:

  • Stella di Natale: ubiquitaria nelle nostre case soprattutto durante il periodo natalizio. Della pianta sono tossiche sia le foglie, lo stelo e la linfa. Possono determinare irritazione faringea, edema della stessa fino ad arrivare al soffocamento e sintomi gastroenterici. Quello che potete fare voi se ingerita da poco tempo è quello di indurre il vomito e poi sentire il veterinario per terapia di supporto.
  • Azalea: l’intera pianta è tossica. Può dare sintomi gastrointestinali fino ai disturbi della conduzione elettrica cardiaca. Potete indurre il vomito e portare il cane presso il veterinario che monitorerà l’elettrocardiogramma e farà fluidi per la possibile ipotensione.
  • Oleandro: può determinare dolore addominale, eccessiva salivazione, vomito ed irritazione delle mucose. Può portare bradicardia iniziare fino ad arrivare alla tachicardia. Come l’azalea può dare disturbi della conduzione cardiaca, determinare atassia, shock fino al collasso e morte dell’animale. In questo caso attenzione ad indurre vomito. Portare dal veterinario che monitorerà l’animale, controllerà il ritmo cardiaco con farmaci.
  • Giglio: i gatti ne sono ghiotti e molto sensibili ad una tossina presente nella pianta che può portare ad una insufficienza renale cronica. Indurre il vomito e portare dal veterinario.
  • Mallo o guscio della noce: determina principalmente sintomatologia neurologica. Indurre il vomito e portare dal veterinario che in caso di sintomi neurologici come tremori o vere e proprie crisi epilettiche si attiverà per trattarle farmacologicamente.
  • Bacche di agrifoglio: sono tossiche sia le foglie che le bacche. Danno principalmente sintomi gastrointestinali e depressione del sensorio. La terapia è principalmente sintomatica.
  • Vischio: l’intera pianta è tossica e da sintomi a distanza dalla sua ingestione. Principalmente da sintomi gastrointestinali, più raramente bradicardia, shock fino ad arrivare al coma. Può portare sintomatologia neurologica importante con ipereccitabilità.
  • Cycas: tutta la pianta può essere tossica, radici incluse. In particolare sono tossici i semi. Può dare sintomatologia gastrointestinale, neurologica importante con tremori, fascicolazioni, tetanie fino ad arrivare a crisi epilettiche complete. Può determinare insufficienza epatica acuta. Se visto mangiare indurre subito il vomito, portare il cane dal veterinario che monitorerà il paziente, tratterà l’eventuale sintomatologia neurologica e monitorerà nel tempo la funzionalità epatica.

 

Molto importante: l’induzione del vomito può essere effettuata solo se la pianta è stata ingerita entro le 2 ore. Bisogna però evitare l’induzione nel caso in cui la pianta possa determinare irritazione delle mucose, come per esempio per l’oleandro.

L’induzione può essere effettuata in ambiente casalingo con acqua e sale, acqua ossigenata, ma solo se il paziente è conscio per evitare che si possano creare delle polmoniti ab ingestis.

Molto importante informare prontamente il veterinario del tipo di pianta assunta mentre si sta portando il proprio animale in clinica, in modo che possa essere pronto a gestire l’emergenza nel miglior modo possibile.

Restiamo come sempre a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o necessità.

Dott. Matteo De Pascale

Nuovo Ospedale Veterianrio – Ardeatino
Via Andrea Millevoi 71
Tel. 0645420935
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