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Le piogge miracolose di Roma antica

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Tra i numerosi eventi anomali riportati dal misterioso scrittore Giulio Ossequente nel suo Prodigi, una sorta di elenco di avvenimenti insoliti avvenuti tra il 249 a.C. ed il 12 a.C., vi sono pure le “piogge miracolose”.


 

Tra queste vi è anche quella verificatasi nel 190 a.C. al Tusculum, antica città romana, oggi ridotta a un cumulo di macerie, poco distante da Frascati, in provincia di Roma. In questo luogo vi sarebbe stata una pioggia di terra.
Nel 188 a.C. a seguito di una pioggia di pietre cadute sull’Aventino si compì un novendiale, cioè una serie di atti espiatori della durata di nove giorni dedicata a determinate divinità allo scopo di onorarle.
La pioggia di pietre sarebbe caduta altre volte. Probabilmente quella che è stata documentata in tempi più antichi risalirebbe al 344 a.C. Per molto tempo non si sarebbe più verificato fino alla seconda guerra punica (218 a.C. – 202 a.C.) e al periodo immediatamente successivo. Sembra che in questo lasso di tempo infatti il fenomeno si sarebbe ripetuto molto spesso.
Nel 183 a.C. presso il tempio di Vulcano nel Campo Marzio (o forse al Volcanale costruito nel Foro Romano) vi sarebbe stata una pioggia di sangue. Secondo alcuni esperti il prodigio non sarebbe altro che una pioggia di acqua unita a sabbia di provenienza sahariana.
Ossequente cita anche l’avvistamento di sangue nel cielo di Calaza (città che si trovava nell’attuale provincia di Caserta) nel 167 a.C. che secondo gli esperti potrebbe essere spiegato con il passaggio di una meteora nelle vicinanze della Terra. In tempi antichi questi fenomeni erano considerati segni di malaugurio e, in particolare, erano legati alla guerra.
Nel 140 a.C. a Preneste e a Cefalonia sarebbero cadute piogge di insegne militari. Secondo alcuni studiosi questa segnalazione sarebbe in realtà legata alle sconfitte dei Romani in Spagna e in Macedonia.

Massimiliano Liverotti