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Via di Ripetta

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Corre da piazza del Popolo a via del Clementino e fu fatta risistemare da Leone X, che regnò sulla chiesa cattolica dal 1513 al 1521, e per questo venne chiamata anche via Leonina.

Come per molte strade romane dell’epoca anche per questa si fece ricorso, per il finanziamento, alle prostitute, che dovettero sobbarcarsi il pagamento di forti tasse. A questo proposito si narra che Giulia detta la Ferrarese, notissima in zona, urtò inavvertitamente una dama sulla via di Ripetta e che costei la ingiuriò pesantemente. Giulia allora le rispose così: “Madonna, perdonatemi, so bene che voi avete più diritto in questa via che non io!”. A detta di alcuni scrittori, la via fu anche chiamata nel X secolo della Pila o della Pigna, probabilmente perché nelle vicinanze c’era la Posterula della Pila, uno degli accessi al Tevere, corretto in seguito in Pigna. Papa Paolo IV Carafa fece costruire su questa via, accanto alla chiesa di San Rocco, il Palazzo dell’Inquisizione che, anche se non arrivò mai ad eseguire le atrocità di quella spagnola, dava fastidio ai romani. Alla morte del Papa, nel 1559, infatti, il palazzo venne assalito, devastato e dato alle fiamme. I resti che ne rimasero vennero acquistati e restaurati alla fine del Cinquecento e divennero l’abitazione di Francesco Cenci, che visto il tipo, non poteva trovare miglior alloggio. 

Emanuela Maisto

 

 

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