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Argine – Le Luci di Hessdalen

Gli Argine: una meravigliosa realtà campana sulla scena ormai da 25 anni

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Resistere tutto questo tempo agli urti del disinteresse generalizzato per la musica di qualità vuol dire avere coraggio, attributi, idee e argomenti. “Le luci di Hessdalen” è un bellissimo disco, uscito nel 2004, che ricama atmosfere new wave di “quegli anni ‘80 (…dal quale non si esce vivi!)” in un tessuto dolcemente neo folk; la chitarra di Corrado Videtta si incrocia a meraviglia con lo straordinario violino di Alfredo Notarloberti e i testi dolcemente malinconici ed evocativi affondano le radici in quel post punk che aveva soppiantato il nichilismo sterile del punk più puro per votarsi a una dimensione più eterea e soffusa.

Il disco scorre leggero, di facile ascolto rispetto al precedente lavoro “Luctamina in Rebus”. Già dal primo brano, “Radjodramma”, si intuisce pienamente la mixture tra il genere neofolk e le atmosfere anni ’80, con l’aggiunta dei riff di violino che rendono immediato e memorizzabile il brano.

Si prosegue con “I nostri occhi”, ipnotica e vagamente dark, per arrivare a “Girotondo” che spiazza completamente l’ascoltatore: punk puro! Poi è la volta della title track “Le luci di Hessdalen”, che trae ispirazione dai misteriosi fenomeni luminosi nella cittadina norvegese: evocativa, epica e allo stesso tempo dolce e sognante.

“La danza dei Pensieri Notturni”, “Lucente anima”, “In silenzio”, “Infinito Spazio”, “Coriandoli”, “Spina nel Fianco”, “Punti invisibili” sono ulteriori perle, fino alla rivisitazione musicale (splendida) di un poema del maestoso Percy Bysshe Shelley: “Lamento Funebre”.

David Gallì

 

 

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