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Teatro Trastevere, stupitevi!

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In tre anni può succedere di tutto. Cambiamenti climatici, economici, costruzioni che arrivano a cambiare la fisionomia delle città e della campagna.
In tre anni un bambino ha guadagnato già un’ottima parlantina oltre ad abilità motorie considerevoli, due fattori che congiunti possono provocare infiniti grattacapi. Anche un teatro in tre anni riesce a rivoluzionarsi e rivoluzionare quello che gli sta attorno, il Teatro Trastevere è lì a provarlo, in una delle zone strategiche dei palchi off della Capitale. Dalla sala in questione sono arrivate negli anni proposte sempre interessanti ed ora che la creatura trasteverina si mostra nella sua sicura fisionomia la tendenza non verrà alterata.

Un cartellone, quello della stagione che prende le mosse, denso, ricco di proposte inedite, con ricongiungimenti cadenzati alla tradizione (De Filippo, Goldoni, Euripide) ma che si muove coraggiosamente tra gli esperimenti e le fughe in avanti dei giovani autori e registi di questi giorni. Lo spettacolo di apertura, “Il gufo e la gattina” (fino al 7 ottobre), rappresenta in questo senso uno strategico antipasto. Recuperando un testo di Bill Manhoff del 1964, qualche anno più tardi reinterpretato per il cinema da Barbra Streisand, il regista Peppe Bisogno rinquadra un’opera a suo tempo innovativa e spregiudicata nel nostro tempo.

Con i toni della commedia romantica ed esilarante, in cui si uniscono e confondono uno scrittore insoddisfatto e bacchettone con un’aspirante attrice, il surreale si alterna alla crudezza espressiva, la stringatezza alla confusione e così, in un mondo dove nessuno sembra trovare il proprio posto, uno scribacchino che fa il commesso in un negozio di libri e una squillo con velleità attoriali finiscono per scoprirsi imprevedibilmente attratti. Un disegno altrettanto stupefacente guida “Fegato” (dal 9 al 14 ottobre), pièce scritta e diretta da Angelo Sorino, che si modula ancora sui toni di una commedia leggera capace però di accogliere e sollecitare riflessioni illuminanti. Stefano, il personaggio, si ritroverà infatti a dialogare con il proprio fegato, novello aruspice dell’XI secolo, un confronto che lo porterà a comprendere meglio e riconsiderare la propria quotidianità di fronte all’evidenza di un insieme di personaggi che assecondano necessità tutt’altro che fisiologiche suggerite dai propri organi interni.

Dopo questo spettacolo sarà la volta de “La bottega dell’artigiano” (18 ottobre) di Ilaria Pennazza, che recupera la figura di San Giuseppe in modo intimo e delicato per esemplare un modo d’amare che pare essersi perso tra tempo e mito. Ancora, in scena verrà portato “Miseria e nobiltà” (dal 19 al 21 ottobre), su cui poco c’è da aggiungere se non un invito a verificare come Pietro Giammatteo e Maurizio D’Alatri sapranno reinterpretare il capolavoro di Eduardo Scarpetta. È solo l’inizio di una stagione, quella del Teatro Trastevere, che promette di stupire.

Teatro Trastevere
Via Jacopa Dè Settessoli 3 (Trastevere)
info@teatrotrastevere.it
www.teatrotrastevere.it

Il gufo e la gattina, fino al 7 ottobre
Fegato, dal 9 al 14 ottobre
La bottega dell’artigiano, 18 ottobre
Miseria e nobiltà, dal 19 al 21 ottobre

Stefano Cangiano