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Eur: grandi opere, ma piccoli passi avanti

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Slitta l’inaugurazione dell’Acquario: il privato deve reperire i soldi. Per la Nuvola una delibera sblocca la situazione: via libera ai parcheggi.

 

(tratto da Urlo – la scena di Roma Sud di aprile 2013, n. 104)

EUR – Grandi opere, piccoli passi avanti. Ai ritardi accumulati nell’ultimazione dei lavori alla Nuvola di Massimiliano Fuksas si aggiunge ora la notizia che anche il Mediterraneum – Acquario di Roma, sarà costretto a rinviare l’inaugurazione prevista per giugno. Pasquale Calzetta, Presidente del Municipio IX (ex XII come da nuovo Statuto di Roma Capitale), conferma la sua fiducia nella realizzazione delle due strutture, confidando nella volontà di portare a termine la costruzione di due opere fondamentali per dare ulteriore lustro al Municipio e alla città. 

Lo ‘stop’ che ha subito l’avveniristica Nuvola negli ultimi tempi è stato dovuto alla mancata approvazione della proposta 145/2011 che, di fatto, non ha permesso il proseguimento dei lavori. Anche l’archistar Fuksas nel mese di marzo ha manifestato la sua indignazione riguardo le lungaggini burocratiche della politica romana che, alla fine, ha approvato la proposta nella notte del 10 aprile, in chiusura della consiliatura. La delibera sblocca, in particolare, la questione dei parcheggi a Piazza Sturzo e a viale della Civiltà del Lavoro, approvando un nuovo schema di convenzione tra Roma Capitale ed Eur Spa per la concessione del diritto di superficie delle suddette aree e per la realizzazione dello standard di verde pubblico in via Stendhal. 

I lavori possono quindi ripartire, pur mantenendo aperta la vicenda riguardante i parcheggi per la Nuvola. Nella stessa proposta approvata si legge infatti che: “In ragione dell’evidente interesse pubblico sotteso alla più celere entrata in esercizio del Nuovo Centro Congressi degli impegni assunti da EUR, della dotazione di standard urbanistici del Municipio XII (attuale IX, ndr) riportata nel vigente PRG, della quantità di parcheggi privati all’interno dell’area di sedime del Nuovo Centro Congressi, potrà consentirsi il rilascio dei certificati di agibilità della struttura congressuale e della struttura alberghiera – l’hotel detto ‘la lama’, ndr – separatamente ed in ogni caso al fine lavori di ciascuna struttura, purché siano completamente ultimate le opere relative alla realizzazione dei parcheggi privati previsti nel sedime del Nuovo Centro Congressi”. Insomma, niente parcheggi niente Nuvola. Ma forse, alla luce degli ultimi eventi, è il caso di essere ottimisti. “L’approvazione da parte dell’Aula della delibera che dà il via al completamento della Nuvola di Fuksas ha un grande significato – scrive Antonio Gazzellone, delegato del Sindaco al Turismo – L’opera è uno dei pilastri del secondo polo turistico e del segmento congressuale che ne fa parte. Roma, ahimè, è solo al 19esimo posto nella classifica internazionale delle mete scelte per il turismo congressuale. Con la realizzazione di quest’opera, messa a sistema con quanto di prestigioso e funzionale già esiste, avremo infatti un sistema congressuale che conterà ben 26mila posti per accogliere importanti congressi internazionali”. 

Tornando all’Acquario abbiamo interpellato l’Ing. Domenico Ricciardi, Presidente della società Marenostrum Srl che costruisce la struttura, che ci ha spiegato la situazione di stallo in cui ci troviamo: “Per far ripartire i lavori e portarli autonomamente alla fine abbiamo bisogno di un importo che non supera i 3-4 milioni di euro. La realtà è sotto gli occhi di tutti: le iniziative e le imprese italiane, specialmente qui a Roma, stanno vivendo una profonda crisi dell’edilizia e conseguentemente la liquidità non circola più”. In una simile situazione di stallo il Presidente Ricciardi rimarca l’importanza di un Acquario concepito come opera pubblica finanziata esclusivamente da investimenti privati: “Noi siamo una società con capitale interamente privato e non abbiamo preso un euro né dallo Stato, né dalla Regione, né dal Comune, solo le banche ci hanno aiutato ma fino ad un certo punto. Bisognerebbe capire che non ci si dovrebbe meravigliare per un rinvio in quanto ci troviamo bloccati in un sistema geneticamente in crisi. Ribadisco che noi non abbiamo nulla a che fare con la Nuvola in quanto siamo una società solo ed esclusivamente di privati”. Una società i cui bilanci risentono anche della mancata apertura delle altre opere circostanti: “A spese nostre abbiamo realizzato anche il parcheggio multipiano – prosegue il Presidente – ma la sua gestione è negativa in quanto finché non si apre la Nuvola e le altre strutture connesse non potrà mai portarci degli utili. Paradossalmente con quello che ricaviamo non riusciamo neanche a pagarci il mutuo”. Eppure, nonostante ciò, Domenico Ricciardi è pienamente fiducioso di ultimare l’opera: “Abbiamo fatto quasi tutto. La data nuova è marzo. Ce la faremo, troveremo il sistema”. Federico Siracusa, Vicepresidente uscente del Consiglio del Municipio IX, constata come la maggior parte dei lavori in costruzione della zona dell’Eur versino in una situazione di stallo: “Purtroppo sono mancati i fondi ed a mio giudizio se si pensava che ci sarebbero stati dei problemi a raccogliere tali risorse forse non era neanche il caso di iniziare a costruire, anche perché ad oggi completare tali costruzioni è diventato decisamente complesso”. Siracusa rintraccia il peccato originale nella consueta sbornia post elettorale: “Tutte queste opere vennero inaugurate dopo le elezioni, in date che poi furono procrastinate continuamente. Sono figlie della politica degli annunci, continuamente smentiti e contraddetti. D’altronde la situazione attuale è sotto gli occhi di tutti: penso alle Torri che versano in queste terribili condizioni da anni nonostante siano una delle porte d’ingresso alla città di Roma. È evidente che qualcosa non va e che siano ancora ferme tutte le opere del quadrante”. In un simile contesto diventa oltremodo complicato prevedere una fine dei lavori, lo stesso Federico Siracusa ammette infatti: “Non so quali saranno i tempi di realizzazione in quanto danno tutte dei problemi tali da non poter essere frutto di una casualità”. Ogni considerazione sul futuro dei cantieri aperti nella zona intorno al laghetto dell’Eur non può non passare anche attraverso una riflessione sulle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio: “Qualunque affermazione si faccia adesso – conclude Siracusa – rischia di essere inconsistente, in quanto bisognerà vedere quale sarà la nuova amministrazione comunale. Questo è il momento più difficile per capire qual è la realtà dei fatti, perché gli scenari variano a seconda di chi amministra e di chi è all’opposizione. Ad oggi ci troviamo in una situazione di impasse tale da segnare la fine di un’epoca: la gestione di Alemanno è arrivata al termine, bisogna vedere cosa farà che ci sarà dopo”. Matilde Spadaro, Consigliere del gruppo misto del Municipio IX, lancia l’allarme su una situazione divenuta ormai paradossale: “Bisogna fare qualcosa in quanto c’è necessità di portare a termine queste opere, anche se continuo a chiedermi a cosa servano ben tre luoghi dedicati alla congressistica all’Eur. Ulteriore problema sarà infatti quello di capire come poterle mettere a sistema l’una con l’altra una volta che verranno portate a termine”.

Simone Dell’Unto