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Interrare la Bretella: una soluzione politica che scontenta tutti

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Cartine sbagliate, scarso e tardivo coinvolgimento dei cittadini ed una campagna elettorale che comincia a farsi sentire. Ma cosa si sono messi in testa i nostri amministratori?


 

La Bretella autostradale Tor de’ Cenci-A12 resta un tema caldo, alimentato dall’incessante lotta del Comitato No Corridoio, dalla preoccupazione dei residenti e dalla classe politica e comunale che ha iniziato a interessarsi di tale malcontento dei cittadini di Tor de’Cenci, Vitinia a più recentemente di Torrino-Mezzocammino.

A fronte dei rilievi e degli studi – seppur da autodidatta – del Comitato No Corridoio, fa da contraltare l’indifferenza di importanti soggetti istituzionali. È il caso dell’Assessore regionale alle infrastrutture ed ai Lavori Pubblici Luca Malcotti, presentatosi in Aula Consiliare per un attesissimo confronto, con una piantina indicante il tracciato della Bretella. Una cartina grossolanamente sbagliata nella quale, al posto del quartiere di Torrino-Mezzocammino, compariva un’estesa, improbabile, zona rurale. Ovviamente, cercare di valutare l’impatto di un’opera su un centro abitato da circa 20.000 persone non è cosa agevole se si è convinti che in quell’area vi sia un lembo di campagna. Poco male, poi, se l’opera costerà almeno 500 mln di euro, con una stima palesemente al ribasso, e se l’operazione complessiva, comprendente il corridoio Roma Latina si attesti, sempre secondo calcoli ottimistici, sui 3 miliardi e 200 mila euro. A fronte di tali esborsi, per il 40% da realizzare con fondi pubblici, ci si attendeva qualche delucidazione. Evidentemente così non ha ritenuto l’Assessore Malcotti che se ne è andato, dopo aver lanciato la proposta di interrare la Bretella, senza fornire alcun chiarimento su come si intendesse procedere, in una zona ricca di falde acquifere.

Ma procediamo con ordine. In apertura si diceva di un mese piuttosto caldo. I referenti del Comitato No Corridoio, infatti, sono riusciti ad organizzare un presidio di protesta a Porta Pia e a farsi ricevere, il 20 giugno, dal ministro Passera. “Abbiamo espresso la nostra estrema opposizione a questa inutile opera – spiegò in quell’occasione Gualtiero Alunni, portavoce del Comitato, ad un centinaio di residenti accorsi per “far breccia” – l’abbiamo smontata pezzo per pezzo ed abbiamo mostrato loro le nostre proposte alternative. Con la preghiera di poter aprire un percorso, con il ministero, affinché le alternative che indichiamo siano prese in considerazione”. Le proposte sono sempre le stesse: la messa in sicurezza della Pontina e la cura del ferro, attraverso investimenti infrastrutturali sui tracciati ferroviari. Nel frattempo, in rapida successione, si registrava il supporto istituzionale di consiglieri municipali e comunali, che si dichiaravano, a vario titolo, sensibili alla preoccupazioni dei residenti. Al punto che, appena qualche giorno più tardi, l’Associazione Viviamo Vitinia, il Cdq di Tor de’ Cenci, quello di Torrino Mezzocammino ed il Comitato No Corridoio, venivano ricevuti per un’audizione in Commissione Ambiente di Roma Capitale.
“Io ho pensato che fosse giusto, d’intesa con molti colleghi sia di maggioranza che d’opposizione che fan parte della Commissione Ambiente, di ascoltare i comitati di zona – aveva ammesso, pochi giorni prima dell’incontro, Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale – è chiaro che ci troviamo in una fase anche molto avanzata di progettazione, tuttavia sembrano emergere forti preoccupazioni nell’attuale tracciato, soprattutto per il passaggio molto a ridosso delle zone abitate”. E la stessa preoccupazione, De Priamo la espresse in occasione dell’incontro in Commissione, al punto da invitare i Dipartimenti presenti a comunicare i successivi passaggi ed atti formali, poiché, fino a quel momento “la parte politica di Roma Capitale era stata poco informata”. Inoltre la Commissione dichiarò di attendere l’espressione del Municipio XII per valutare se procedere con una mozione da far approvare in Assemblea Capitolina. Ed arriviamo, dunque, al Consiglio Straordinario “richiesto dal Pd ma approvato all’unanimità” come ha ricordato Marco Cacciotti, che il Consiglio Municipale lo presiede. Nel corso dell’appuntamento, grazie all’intercessione della Consigliera Udc Francesca Barbato, si è riuscito a dare più spazio alla voce dei cittadini, che di norma viene relegata agli ultimi interventi che precedono le votazioni. Deo Peppicelli, storico attivista del Comitato No Corridoio, sottolineando nei 4 minuti concessi come “L’Assessore ci ha detto che l’opera è essenziale, senza spiegarne il perché. Noi invece, già da 20 anni, abbiamo analizzato le esigenze dei nostri quartieri ed abbiamo concluso che, il problema centrale, è il pendolarismo. Che tuttavia così non si risolve, poiché bisogna cominciare ad utilizzare i mezzi pubblici, e particolarmente i treni, per andare a lavoro. Ed anche le merci, non devono viaggiare sulla Pontina, ma abbiamo bisogno di potenziare la tratta Roma Nettuno. E poi approfittiamo della Roma Napoli che è libera, abbiamo la struttura già pronta e disponibile”. Massimiliano Miotti, Presidente del Cdq Torrino-Mezzocammino, ribadendo che “laddove nella cartina è indicata una zona di campagna, da qualche anno c’è il nostro quartiere – ha sottolineato come – la disponibilità al dialogo con i cittadini arrivi tardi, e non vedendo quali opere di mitigazione si possano realizzare, esprimiamo una ferma contrarietà”.
Una voce fuori dal coro, ancora una volta, è stata quella di Guido Basso, che pur precisando come “preferiremmo che non si facesse la Roma Latina – ha poi aggiunto – ma se si fa, noi non solo siamo favorevoli, ma pretendiamo che si realizzi la Bretella. Per evitare che il traffico dell’autostrada del Sole, tramite il corridoio, entri sulla Roma Latina e da lì, attraverso lo svincolo per Castel di Decima, entri nel nostro territorio. Però, se non si fa il corridoio, ripeto, noi siamo contenti”.

Una terza via è fornita dalla proposta di Riccardo Agostini, del direttivo regionale del Pd: “la nostra idea è quella di mettere in sicurezza la Pontina, come già avvenuto da Latina al Circeo, e poi di sistemare l’accesso a Spinaceto con due livelli, uno di quartiere ed uno di mobilità veloce, interrandolo. In tal modo, facciamo ripartire da zero la progettazione della Bretella”.
Da sottolineare anche l’intervento del Vicesindaco Belviso, arrivata in aula per ricordare che “una cosa intelligente da fare, è quella di unire le forze, mettendo da parte quello stanco contraddittorio tra chi, a prescindere, assume delle posizioni. Ho scritto al Sindaco chiedendo di stracciare il parere tecnico e di esprimere un parere politico negativo”, ha dichiarato la Belviso prima di lasciare l’Aula, in compagnia di qualche consigliere Pdl. Cosa che ha rischiato di vanificare l’intera seduta di Consiglio, privandola del numero legale, raggiunto per il rotto della cuffia. Risultato: con 13 pareri favorevoli su 16, è stato votato un documento con cui “si chiede al Sindaco ed alla Giunta Capitolina di esprimere al MIT ed alla Regione Lazio il giudizio negativo di Roma Capitale sulla porzione di progetto interessato – la Bretella – realizzando l’esigenza che le relative procedure autorizzative siano sospese nelle more di un approfondimento progettuale” fin qui raccogliendo la proposta dei cittadini, ed “a farsi promotore dell’attivazione di un tavolo che coinvolga istituzioni e organi a vario titolo competenti – con la speranza che lo siano anche i comitati, distrattamente non indicati – al fine di valutare attentamente possibili alternative al tracciato. Ivi compreso l’interramento – la proposta dell’Ass. Malcotti – del tratto che insiste sul Municipio XII ed il reperimento delle risorse necessarie alla messa in sicurezza della Pontina”. Peccato che, come ci ricorda Guido Basso, “in un recente incontro tenuto con il Vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti ed altri comitati, i tecnici di Autostrade per Roma ci avevano spiegato che l’interramento, stante la presenza di molte falde acquifere, era un’ipotesi assolutamente da scartare”. Ma forse queste informazioni a Roma Capitale e all’Assessorato ai Lavori Pubblici non sono state rese note. E, viene da sé, neppure al Consiglio Municipale.

Fabio Grilli