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Municipio XII: Una mozione per “Via Almirante”

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Il Consiglio approva la mozione per intitolare una via a Giorgio Almirante sul proprio territorio

MUNICIPIO XII – Nel 2008 l’allora candidato sindaco Gianni Alemanno, in piena campagna elettorale, promise l’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante. Nei giorni scorsi la questione è stata riportata all’attenzione quando Donna Assunta, vedova Almirante, tramite Francesco Storace (La Destra), ha tenuto a ricordare al Sindaco Alemanno la promessa fatta. L’appoggio alla richiesta di intitolazione della via è stato unanime nella destra romana; in una nota, Marco Cacciotti (Pdl) e Cristiano Carpignoli, rispettivamente Presidente del Consiglio del Municipio XII e Consigliere Pdl al Municipio XII, hanno dichiarato: Almirante “è stato tra i protagonisti della vita politica italiana ricoprendo il ruolo di parlamentare della Repubblica ininterrottamente per 40 anni, eletto democraticamente con il voto di preferenza”. Alla nota si è associato anche Gino Alleori, (Pdl) Presidente Commissione Scuola del Municipio XII: “Pur venendo da una storia differente – Alleori militò nell’allora DC – non posso non riconoscere il valore storico e politico di un personaggio che ha traghettato la destra verso la modernità”. Anche il Presidente del Municipio, Pasquale Calzetta (Pdl), è intervenuto a favore della mozione: “In ogni capitale ci sono strade e piazze intitolate a personaggi che hanno rivestito un ruolo importante nell’ambito della politica nazionale”, continua Calzetta, “Il Municipio XII ha fatto una proposta, adesso la Commissione preposta alla toponomastica la esaminerà. La mozione è stata approvata in Consiglio municipale a maggioranza, con il voto favorevole anche del capogruppo dell’Api”. Più cauto sulla questione è stato proprio il Sindaco Gianni Alemanno, che ha dichiarato: “Procederemo negli adempimenti necessari ad intitolare la strada ad Almirante solo quando l’approfondimento storico, il dibattito civile e culturale permetteranno a tutti di comprendere il reale significato del percorso storico-politico di Giorgio Almirante”.
Nonostante, come ha sostenuto Alemanno, “le accuse contro di lui, compresa quella di ricostituzione del Partito Fascista, furono archiviate dalla magistratura e Giorgio Almirante ha concluso la sua esistenza senza nessuna imputazione che pendesse sul suo capo”, la sinistra romana ha reagito con forza alla proposta: “Il passato di Giorgio Almirante non può essere cancellato dai mandati parlamentari avuti, peraltro, con la forza politica erede dell’ignobile e collaborazionista Repubblica Sociale”, precisa Fabio Nobile, consigliere regionale PdCI/FdS, “Fervente sostenitore delle teorie razziste del nazismo tedesco, Almirante fu firmatario del Manifesto della razza. Anche dopo l’Armistizio si rese protagonista di una delle pagine più buie del nostro Paese, quella della fucilazione dei partigiani nel grossetano”. È doveroso ricordare due fatti storici: il confino di polizia a cui Almirante fu condannato nel 1947, subìto per il “collaborazionismo e le gravi attività successive alla guerra” e il processo (1971-1978) richiesto e perduto da Giorgio Almirante: quest’ultimo verteva sulla presunta falsità di un manifesto a sua firma sul che riproduceva l’ultimatum rivolto il 18 aprile da Mussolini ai militari “sbandati” dopo l’ 8 settembre 1943 (giorno in cui venne reso noto l’armistizio con gli americani) e ai ribelli saliti in montagna: “consegnatevi ai tedeschi o ai fascisti entro trenta giorni, oppure vi aspetta la fucilazione”.
Nonostante le distanze prese dal Campidoglio, il 12 gennaio scorso, il Consiglio del Municipio XII ha quindi approvato una mozione su “Via Almirante” presentata da Cacciotti, Carpignoli e Pietrangelo Massaro. Approvata con 11 voti favorevoli e 4 contrari, la mozione propone al Sindaco Alemanno l’intitolazione di una piazza o di una via sul territorio del Municipio XII a Giorgio Almirante. Carla Di Veroli, Assessore alle Politiche Culturali e della Memoria del Municipio XI, in qualità di erede morale di Settimia Spizzichino reduce dei campi di sterminio di Auschwitz, Birkenau e Bergen Belsen ha dichiarato: “ritengo inaccettabile che la Commissione Toponomastica possa considerare coerente che nella stessa città possano convivere una via dedicata a Settimia Spizzichino con una intitolata a un uomo come Giorgio Almirante che fortemente contribuì con i suoi scritti all’attuazione delle persecuzioni razziali e politiche nel nostro Paese. Non mi sembra – conclude Di Veroli – esistano le condizioni e i contenuti valoriali degni di memoria per le nuove generazioni tanto da proporre un personaggio come Giorgio Almirante per l’intitolazione di una strada”.
Le motivazioni della mozione sono spiegate in una nota dei consiglieri Pdl del Municipio XII: “Auspichiamo che questo atto del consiglio del Municipio possa rappresentare un primo passo istituzionale per il superamento di ogni pregiudizio politico sulla figura di Giorgio Almirante”, continuano i consiglieri proponenti, “Confidiamo che la proposta possa essere presa in considerazione dal Sindaco Alemanno e esaminata dalla Commissione preposta alla Toponomastica affinché anche la Capitale d’Italia, renda omaggio a un importante esponente della politica nazionale come Almirante, principale fautore del processo di evoluzione della destra in Italia”. E ancora critiche: “E’ davvero il caso di dire che il XII Municipio colpisce ancora: dopo gli auguri per le Feste natalizie con le immagini del Duce, il saluto fascista in aula, oggi l’ultimo scandalo. Ci auguriamo che Alemanno stigmatizzi questa ‘scorciatoia’ procedurale”, dichiarano in una nota il consigliere comunale Paolo Masini (Pd), il consigliere regionale Enzo Foschi (Pd) e il consigliere Municipio XII, Enzo Del Poggetto, che concludono: “Assegnare il nome a una strada di Roma a chi collaborò alla stesura del ‘manifesto della razza’, è un fatto che la memoria di una città come la nostra non può tollerare in alcun modo. Né ora né mai”.
La mozione, come detto, dovrà passare per la Commissione Toponomastica di Roma Capitale. È da questo ufficio e dal Sindaco che si aspetta una risposta. In fin dei conti la campagna elettorale si avvicina e, con essa, le promesse non mantenute. Con la speranza, solo questa volta, che rimangano tali.

 

Leonardo Mancini

 

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