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Una Strada per Giorgio Almirante: una promessa che fa polemica

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Polemiche sulla volontà di intitolare una strada a Giorgio Almirante. Il Sindaco Alemanno ha intanto rinviato la decisione a quando la figura di Almirante verrà riconosciuta in maniera bipartisan.

Era il 2008 e l’allora candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno, nella foga della campagna elettorale, promise una Via intitolata a Giorgio Almirante. Una promessa su cui fino ad oggi il Sindaco Alemanno ha taciuto. Probabilmente la gabarre politica, che questa decisione ha innescato, non era auspicabile nelle già difficili giornate che l’amministrazione capitolina sta vivendo. Una decisione che, proprio per la delicatezza e la facilità con cui potrebbe degenerare in scontro politico, è stata rimandata dallo stesso Alemanno: “procederemo negli adempimenti necessari ad intitolare la strada ad Almirante solo quando l’approfondimento storico, il dibattito civile e culturale permetteranno a tutti di comprendere il reale significato del percorso storico-politico di Giorgio Almirante.”
La vecchia promessa è tornata alla ribalta dopo un colloquio telefonico del 3 gennaio fra Francesco Storace e la vedova di Almirante, donna Assunta. In una nota l’ufficio stampa de La Destra ha dichiarato: “Cordiale colloquio telefonico stamane tra donna Assunta Almirante e Francesco Storace. Il segretario de La Destra ha voluto testimoniare affettuosa solidarietà alla vedova dell’indimenticabile leader, ancora una volta oggetto di polemiche sguaiate”. L’appoggio alla richiesta di intitolazione della Via ad Almirante è stato unanime nella destra romana: “E’ stato tra i protagonisti della vita politica italiana ricoprendo il ruolo di parlamentare della Repubblica ininterrottamente per 40 anni, eletto democraticamente con il voto di preferenza. Nessuno deve dimenticare l’omaggio che Almirante portò alla camera ardente del Leader del Partito comunista Berlinguer», dichiarano, in una nota, Marco Cacciotti e Cristiano Carpignoli, rispettivamente Presidente del Consiglio del Municipio XII e Consigliere PDL al Municipio XII. “Almirante, pur provenendo dalla stagione drammatica della guerra civile in Italia e operando nel difficile periodo degli anni di piombo, è stato un personaggio che ha dedicato la sua attività politica principalmente alla pacificazione tra gli italiani”, precisa Gianni Alemanno, “E che ha sempre lottato, da leader del Msi, contro l’antisemitismo”. Giorgio Almirante a questo proposito dichiarò infatti: “Di aver superato per ragioni umane e concettuali, per uno di quei superamenti di coscienza ai quali bisogna pur pervenire se si vive con piena onestà la propria fede e la propria dottrina”.
Anche se come dichiara Alemanno: “Le accuse contro di lui, compresa quella di ricostituzione del Partito Fascista, furono archiviate dalla magistratura e Giorgio Almirante ha concluso la sua esistenza senza nessuna imputazione che pendesse sul suo capo”, la sinistra italiana e romana in particolare non accetterebbe una strada in suo nome. “Il passato di Giorgio Almirante non può essere cancellato dai mandati parlamentari avuti, peraltro, con la forza politica erede dell’ignobile e collaborazionista Repubblica Sociale”, precisa Fabio Nobile, consigliere regionale PdCI/FdS, “Fervente sostenitore delle teorie razziste del nazismo tedesco, Almirante fu firmatario del Manifesto della razza. Anche dopo l’Armistizio si rese protagonista di una delle pagine più buie del nostro Paese, quella della fucilazione dei partigiani nel grossetano”. È doveroso ricordare il confino di polizia a cui Almirante fu condannato nel 1947 subito per il “collaborazionismo e le gravi attività successive alla guerra”. Nonché il processo (1971-1978) richiesto e perduto da Giorgio Almirante riguardo la falsità di un manifesto a sua firma sul quale era riprodotto l’ ultimatum rivolto il 18 aprile da Mussolini ai militari “sbandati” dopo l’ 8 settembre 1943 e ai ribelli saliti in montagna: consegnatevi ai tedeschi o ai fascisti entro trenta giorni, oppure vi aspetta la fucilazione. Anche la sinistra romana ha voluto ribadire la sua contrarietà all’intitolazione di una strada per il fondatore dell’MSI: “non si può consentire che Roma, Medaglia d’Oro per la Resistenza, possa ospitare una via intitolata a Giorgio Almirante”, dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI, “La scelta dei nomi di luoghi pubblici deve poter rappresentare la storia e l’identità di un paese, ed è per questo che contrasteremo in tutte le forme democratiche l’intitolazione ad un uomo che contribuì in prima persona alla persecuzione antiebraica, svolse un ruolo importante nella Repubblica di Salò, firmò il bando di fucilazione dei giovani italiani che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito della Rsi per combattere assieme ai nazisti”. Anche Carla Di Veroli, Assessore alle Politiche Culturali e della Memoria del Municipio XI, ha voluto ribadire in una nota la sua contrarietà: “ritengo inaccettabile che la Commissione Toponomastica possa considerare coerente che nella stessa città possano convivere una via dedicata a Settimia Spizzichino”, reduce dei campi di sterminio di Auschwitz, Birkenau e Bergen Belsen, “Con una intitolata a un uomo come Giorgio Almirante che fortemente contribuì con i suoi scritti all’attuazione delle persecuzioni razziali e politiche nel nostro Paese”, conclude Carla Di Veroli, “Non mi sembra esistano le condizioni e i contenuti valoriali degni di memoria per le nuove generazioni tanto da proporre un personaggio come Giorgio Almirante per l’intitolazione di una strada”.
Il Sindaco Alemanno ha, in ogni caso, rimandato la decisione sull’intitolazione a quando la figura di Almirante verrà riconosciuta in maniera bipartisan: “Questa via deve essere motivo di unità e non di odio, strumento per evitare di ripercorrere le strade della contrapposizione ideologica e dell’odio di parte. Sono convinto che anche Giorgio Almirante, proprio per il suo messaggio di pacificazione tra tutti gli italiani, condividerebbe questo mio atteggiamento”. Aspettiamo quindi di vedere quando la questione di “Via Almirante” verrà riproposta. In fin dei conti la campagna elettorale si avvicina e forse, con un presente ed un futuro così incerti, si cercherà di farla con le stesse promesse del passato, con la speranza, almeno per questa volta, che rimangano solo promesse.

Leonardo Mancini