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Anagrafico: ancora chiuso lo sportello di via Corinto

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mercato corinto

Manca il personale e i fondi, dalla maggioranza si guarda al nuovo bilancio, mentre dall’opposizione si torna a parlare degli spostamenti delle sedi

Da maggio scorso lo sportello anagrafico del Municipio VIII, dislocato all’interno del Mercato coperto di via Corinto (Valco San Paolo), risulta chiuso. Questa vicenda, ha creato un notevole disagio alla cittadinanza e agli operatori del mercato, ed è tornata alla ribalta dopo la visita nel Municipio VIII del Sindaco Marino, avvenuta il 19 novembre scorso. E durante la visita al mercato di Roma 70, il primo cittadino ha affermato di rilevare fra gli operatori la “sofferenza generalizzata per il momento di crisi che stiamo vivendo. Inoltre in questo mercato c’è anche uno sportello municipale, che porterebbe maggiore affluenza qualora venisse potenziato”.

Quindi il Sindaco parla di un eventuale potenziamento di quello di Roma 70, mentre quello nel mercato di via Corinto rimane chiuso: “Ma la vera novità – secondo il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – sono proprio le parole del Sindaco Marino che vanno a fotografare una strategia di lungo corso che il Municipio ha intrapreso, dislocando gli sportelli in vista di un potenziamento dei mercati rionali. Siamo fiduciosi che alle affermazioni seguano i fatti. In primis sul personale, con il quale attualmente non si riescono a tenere aperte quattro sedi. Ma anche sui fondi, dato che in via Corinto servono dei lavori di adeguamento, a fronte di rimostranze sindacali degli ultimi anni. Speriamo che dai prossimi bilanci ci sia maggiore attenzione su questo tema”.

Presente durante la visita anche il Consigliere municipale della Lista Civica Marino, Valerio Geronaldi, Presidente della Commissione Commercio: “Speriamo che il Sindaco si sia reso conto che il mercato di Roma 70 non è completo, si sta analizzando l’ipotesi di utilizzare degli investitori privati per portare avanti la copertura, troppo onerosa perché possa essere presa in carico dal Municipio. Parliamo di un investimento di circa 500mila euro che, negli anni, porterebbe un riscontro economico, dato che sarà fatta con pannelli fotovoltaici – seguita Geronaldi – A Roma 70 lo sportello funziona solo due giorni a settimana, ampliando i servizi potrebbe portare anche ad aumentare il volume degli affari per gli operatori”.

Lo stesso ragionamento vale anche per via Corinto: “Gli operatori hanno risentito della chiusura – spiega Geronaldi – manca il personale, inoltre andrebbe riposizionato. In ogni caso si sta valutando la riapertura dello sportello, con lo spostamento in un altro box e la possibilità di aumentare i servizi offerti”. E ad integrare il discorso, sollevato dalla Commissione e dal Presidente, sono i Consiglieri del Movimento 5 Stelle che, oltre alla necessità di riaprire l’anagrafico di via Corinto, sottolineano di non riscontrare alcun motivo oggettivo per la chiusura: “Su via Corinto siamo stati chiari, le condizioni di quell’ufficio sono uguali a quelle pregresse – spiega il Capogruppo, Carlo Cafarotti – Non c’è nessuna variazione né legislativa sulla sicurezza né sostanziale per le necessità del quartiere. Se prima è stato aperto non c‘è motivo di chiuderlo. Infatti abbiamo fatto richiesta per sapere se c’erano stati fatti nuovi come denunce del sindacato e di fatto non ce ne sono state – seguita la Consigliera, Valentina Vivarelli – Nel resoconto amministrativo 2012 si parla anche dell’efficienza del decentramento anagrafico, citando via Corinto. Il documento è dell’aprile 2013, mentre a maggio è stato chiuso lo sportello. Se un resoconto ne parla bene senza nessun riferimento alla possibile chiusura, allora dobbiamo supporre che la scelta sia solo politica”. Sempre dall’opposizione municipale è il Consigliere Maurizio Buonincontro a riaffermare il diritto dei cittadini alla continuità e all’efficienza del servizio anagrafico, sia nelle sedi periferiche che in quella centrale di via Benedetto Croce, sulla quale non è mai cessata la polemica: “La scelta di spostare la sede principale da largo delle Sette Chiese, ha causato l’incapacità di gestire il personale e dei disservizi tecnici dovuti ad una improvvisata progettazione”.

Secondo Buonincontro sia i cittadini che i dipendenti municipali sarebbero scontenti della situazione attuale: “Questi ultimi, senza alcuna accettabile concertazione, sono stati coattivamente spostati da una sede ad un’altra, senza un criterio di oggettiva necessità, ma soltanto per una logica di spartizione della Giunta municipale che si è ‘divisa’ le sedi e gli uffici a disposizione. Inoltre, cosa a mio avviso inaccettabile in tempo di crisi, il Municipio ha sostenuto un costo di oltre 1 milione di euro per la riqualificazione della sede di Sette Chiese dove si è posizionato l’Assessorato ai Lavori pubblici e Urbanistica con gli uffici tecnici”. Non manca di ricordare nemmeno i disservizi che, a suo dire, si bloccherebbero a turno nelle sedi periferiche: “È capitato in estate al mercato di Roma 70 e poi in via Corinto. Inaccettabile – seguita Buonincontro – si pagano le conseguenze di scelte prese irresponsabilmente, senza alcuna condivisione, dalla precedente Giunta Catarci e avallate anche dalla attuale, nell’imbarazzante silenzio della sua maggioranza – conclude – Come Presidente della Commissione Controllo e Garanzia verificherò i costi dei lavori sostenuti nelle sedi e chiederò di garantire che Sette Chiese venga aperta ai cittadini con maggiori servizi”.

Risponde alle critiche il Presidente Catarci, spiegando come l’anagrafico sia stato spostato dove era presente un parcheggio: “Siamo al ridicolo, come avevamo detto, a Garbatella non abbiamo eliminato l’anagrafico, ma ne abbiamo ridotto solo la disponibilità a due giorni a settimana”, e in relazione ai costi delle ristrutturazioni, dice che “questi lavori sono stati tutti fatti con fondi fuori bilancio. Da Alemanno e da quella Giunta di tutto questo non è arrivato un euro”. Vedremo in che modo si evolverà la vicenda e se il servizio di via Corinto verrà riaperto, nella speranza che la mancanza di personale e di fondi non porti gli altri sportelli periferici a subirne la stessa sorte.

(pubblicato su Urlo n. 110 – dicembre 2013)

Leonardo Mancini

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