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Case popolari XI Municipio: tutto e’ immobile

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Mentre cresce l’emergenza abitativa, aumentano i disagi per chi risiede negli alloggi popolari. Parti politiche compatte nel denunciare degrado, assenza di manutenzione e lungaggini amministrative.

Quello alla casa è un diritto riconosciuto anche dalla nostra Costituzione quando, all’art. 2, garantisce i “diritti inviolabili dell’uomo”, tra cui rientra anche quello alla casa. D’altro canto, nella quotidianità questa garanzia sembra venire meno in modi diversi. A testimoniarlo ci sono le case popolari presenti sul territorio del XI Municipio, in particolare alla Garbatella, dove i primi alloggi furono edificati negli anni ’20, e a Tor Marancia, che dal secondo dopoguerra fu oggetto di un massiccio intervento da parte dello Stato in questo senso, attraverso l’Ina casa. Oggi la fisionomia degli alloggi popolari non è cambiata di molto ma è mutata la gestione del patrimonio immobiliare, stabilita da una legge regionale apposita e affidata all’Ater, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica, chiamata a gestire anche economicamente (a differenza del vecchio Iacp) tutti gli immobili di proprietà dello Stato da destinare alle famiglie che ne abbiano necessità. L’Azienda, che risponde della sua attività all’Assessorato regionale al Patrimonio, attualmente guidato da Teodoro Buontempo (La Destra), è già stata al centro di scandali durante la precedente amministrazione comunale e regionale, balzando agli onori delle cronache per le case in pieno centro storico vendute e affittate a prezzi irrisori (96 mq vicino a piazza Mazzini a 81 mila euro, 74 mq a via della Farnesina a 45 mila euro, solo a titolo di esempio) e a persone il cui reddito non era certo quello richiesto per accedere alle graduatorie di assegnazione (dai 18 mila euro annui in giù, il più delle volte molto in giù). Graduatorie che restano affollate e i cui movimenti sono impercettibili. E per chi ha avuto la fortuna di vedersi assegnato un alloggio i problemi sono altri: situazioni di degrado e di incuria che altrove porterebbero alla dichiarazione di inagibilità di molti edifici ma che, nelle case popolari dell’XI Municipio, sono diventati la normalità. Ci si riferisce alle parti in comune e agli impianti, nonché alla manutenzione globale degli stabili, che rientra tra le competenze dell’Ater, di cui da più parti ormai si denuncia la lentezza nelle procedure e la gestione disattenta degli immobili.
Sulla questione Maurizio Buonincontro, Consigliere Pdl e Presidente Commissione Controllo e Garanzia al Municipio XI, è intervenuto sottolineando il progressivo disinteresse dell’Ater nei confronti delle condizioni di vita dei cittadini, che si è tradotto in decisioni come quella di eliminare gli Uffici di Zona: “Ritengo che sull’attuale stato di degrado abbia inciso anche lo svuotamento della funzione sociale di massa dell’Istituto case popolari, ridotto oggi a semplice ente proprietario, incapace di dialogare con gli inquilini e quindi amministrare correttamente il proprio patrimonio. Il colpo di grazia è stato dato recentemente dall’ex Presidente dell’Ater, Petrucci, nominato dall’ex Presidente della Regione Marrazzo. Petrucci ha deciso la chiusura degli storici Uffici di Zona, che raccoglievano tutte le richieste amministrative, come le volture contrattuali, e i reclami per gli interventi di manutenzione. Il rapporto con gli inquilini viene ora regolato tramite call center”. Un’altra scelta che il Consigliere contesta è quella di aver eliminato i portieri dei condomini: “I portieri con la loro costante presenza fungevano anche da deterrente nei confronti di comportamenti illegali, come le occupazioni abusive, la loro eliminazione ha accelerato il processo di decadimento degli edifici, dovuto a un graduale abbandono di una costante ed efficace manutenzione”. E si affiancano altri disservizi: “Molti inquilini lamentano di sostenere costi, riportati nelle bollette, per servizi mai effettuati riguardanti le parti comuni come i cortili e i giardini, per non parlare delle gravi situazioni di degrado diffuso, come le infiltrazioni d’acqua o le alberature pericolanti”. Secco il commento di Buonincontro: “La situazione impone delle scelte da effettuare in tempi rapidi, l’obiettivo deve essere quello di assicurare la corretta e trasparente gestione del patrimonio immobiliare”, e per favorire una maggiore trasparenza suggerisce di creare dei comitati appositi, che sostengano le cause di affittuari e proprietari: “È giunto il momento di favorire la costituzione dei condomini nei lotti dove si sta procedendo alla vendita degli alloggi da una parte e stimolare, dall’altra, la costituzione di comitati di inquilini riconosciuti e legittimati alla gestione degli immobili nei lotti non inseriti nel Piano Vendite”. Ho deciso pertanto di promuovere un’apposita proposta sottoscritta dai cittadini interessati, che sarà presentata direttamente ai vertici dell’Ater e della Regione e che auspico sia sostenuta da tutte le forze politiche territoriali, consapevoli della necessità di un radicale cambiamento nella gestione del patrimonio immobiliare”.
Sull’argomento la convergenza sembra essere garantita. Andrea Catarci (Sel), Presidente del Municipio XI, in diverse occasioni ha richiamato l’attenzione sugli sfratti forzosi operati nei confronti di inquilini truffati da vecchi proprietari, e ha tratteggiato una situazione che presenta diverse emergenze: “I Piani di Vendita vanno a rilento e ci si sorprende dei prezzi bassi ma le case dovevano essere vendute già trent’anni fa. D’altro canto si verifica la paradossale situazione di immobili che vengono murati perché restano invenduti”. Catarci sottolinea, inoltre, l’illegalità diffusa che, affiancata alle pecche dell’amministrazione degli immobili da parte dell’Ater, rende la situazione ancora più complessa: “Il mercato nero della buonuscita prosegue, i proprietari rivendono le case e chi subentra viene truffato, perché gli ex proprietari reclamano il possesso della casa. Molte volte i nuovi residenti riescono a sanare ma spesso vengono sbattuti fuori”. Il Presidente pone l’accento anche sugli scarsi controlli che vengono effettuati sugli acquirenti e gli affittuari ai quali vengono assegnati gli alloggi popolari: “I controlli sul reddito sono pochi e troppe volte si verificano sbagli nelle assegnazioni: benestanti, con un reddito ben al di sopra di quello necessario per ottenere un alloggio, beneficiano di un diritto che andrebbe garantito a chi ne ha davvero bisogno”. Rispetto al capitolo manutenzione il commento è amaro: “Non si effettua né quella straordinaria né quella ordinaria, a Garbatella dopo innumerevoli segnalazioni, l’amianto resta, visibile a tutti e non viene smaltito. L’ Agenzia Diritti del Municipio – conclude – riceve continue richieste di chiarimenti e rassicurazioni da parti degli inquilini, che temono di vedersi sottratta la loro abitazione e che gli sia negato un diritto fondamentale”.
Sulla situazione attuale i livelli di responsabilità sono diversi, in primo luogo quelli dell’Ater e poi della Regione, cui deve rendere conto del suo operato. Approfondiremo la questione raccogliendo pareri da tutte le istituzioni competenti cercando di fare più chiarezza su una questione sulla quale si misura la democrazia non solo di una città ma di un paese intero.

Stefano Cangiano