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Garbatella: occupato l’edificio degli ex Bagni Pubblici

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Gli attivisti chiedono una biblioteca per il quartiere e impegni precisi da parte delle istituzioni

L’OCCUPAZIONE – Questa mattina in via Ferrati nel quartiere Garbatella è stato occupato l’edificio dell’ex Mobilificio Proietti, già palazzo dei bagni pubblici costruito da Innocenzo Sabatini all’inizio del secolo scorso. A novembre dello scorso anno l’edificio era già stato oggetto di dibattito nell’Aula del Consiglio del Municipio VIII con la proposta, da parte della maggioranza di un Atto volto alla salvaguardia dell’edificio, di proprietà dell’ATER, e per una rivalutazione di carattere culturale di questo spazio. L’intenzione dell’Ente sarebbe infatti quella di mettere lo stabile in vendita. In reazione all’immobilismo gli attivisti di PlayLab hanno quindi deciso di occupare lo stabile per chiedere l’apertura di una biblioteca, già nominata ‘Mobidick la biblioteca che verrà’. 

 

IMPEGNI PRECISI – La volontà degli attivisti è quella di restituire al quartiere un suo edificio storico, ampliando allo stesso tempo l’offerta culturale del quadrante: “Vogliamo restituirlo al quartiere e trasformarlo in un luogo pubblico e gratuito che ospiterà una biblioteca, un’emeroteca, una videoteca e una sala studio – spiegano gli attivisti – Lo stabile oggi versa in stato di abbandono. Sul suo futuro grava l’ambiguità che da sempre ha caratterizzato la gestione del patrimonio pubblico da parte dell’ATER; un’ambiguità che è spesso sfociata in operazioni speculative”. La paura che l’edificio venga ‘messo a patrimonio’ quindi venduto ai privati ha fatto accelerare i tempi dettati dagli atti già approvati in Consiglio Municipale su questo stabile. “Lo scorso novembre il Consiglio del Municipio Roma VIII ha infatti votato all’unanimità un atto per fermare ogni tentativo di speculazione sull’immobile e destinarlo a un utilizzo pubblico proprio per attività culturali – continuano – Alle parole però non sono seguiti i fatti e la mozione municipale è rimasta lettera morta. Di fronte all’immobilismo delle Istituzioni vogliamo essere noi i custodi popolari di questo percorso di rigenerazione urbana. Ce ne andremo solo quando il Commissario dell’ATER, ente proprietario del bene, il Comune di Roma e la Regione Lazio si impegneranno formalmente ad avviare l’iter amministrativo per realizzare proprio qui una biblioteca comunale e un centro culturale a disposizione dei cittadini del municipio”. Queste le intenzioni degli occupanti che, in molte occasioni, si sono definiti ‘custodi’ di questo stabile, in attesa di lasciarlo nel mani dell’Amministrazione Comunale qualora si impegni formalmente nella sua riqualificazione.

DAL MUNICIPIO – pronti a prendere posizione per la riqualificazione di questo spazio anche il Consigliere SEL del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri e l’Assessore alle Politiche Culturali, Claudio Marotta: “Il municipio già da alcuni mesi sta lavorando affinché questo immobile ritorni alla sua vocazione naturale: uno spazio a disposizione della comunità di quartiere. – seguita Marotta – Con voto unanime il Consiglio ha già approvato un atto per aprire nello stabile una biblioteca pubblica. Questa iniziativa dei cittadini e delle cittadine accelererà il percorso per raggiungere questo obiettivo. È necessario però superare questa fase critica ed emergenziale, convinti della disponibilità di tutte le istituzioni a produrre atti concreti per la nascita di questo polo culturale “. Amedeo Ciaccheri, intervenuto durante la conferenza stampa, ha voluto ricordare i problemi che l’attivismo nel municipio ha passato nelle ultime settimane: “Sono state settimane difficili per chi promuove cultura nel territorio: l’incendio del centro sociale La Strada e la chiusura dell’attività del Palladium hanno messo a dura prova la vivacità del quartiere – seguita – Questa è la migliore risposta della comunità di Garbatella per salvare un bene pubblico dalla speculazione e rimetterlo a valore, grazie all’apertura di una biblioteca a disposizione di tutti e tutte. Il nostro Municipio si è già speso in questa direzione ma serve che anche il Comune di Roma, l’Ater e la Regione Lazio ci mettano la faccia e formalizzino questo impegno”. È poi la volta del Consigliere PD, Flavio Conia che, come firmatario dell’atto di novembre, spiega come: “Quel documento è stato condiviso da tutta la maggioranza e sposato anche dall’opposizione. Già il 4 dicembre scorso ci sarebbe dovuto essere un incontro – poi saltato – tra il Municipio, il Gabinetto del Sindaco e l’Assessore Barca in merito a questa vicenda. Questa riunione – prosegue Conia – è stata riconvocata lunedì mattina in Campidoglio e in quell’occasione si dovrà trovare un accordo, bisogna continuare ad elaborare una strategia tra gli Enti che abbiano una volontà pubblica su questo luogo – conclude – la maggioranza è coesa su questo obiettivo, vogliamo un atto formale magari già da lunedì”. Più dura la posizione del Capogruppo del PD al Municipio VIII, Federico Raccio, che ha sottolineato come l’occupazione non sia il metodo giusto per ottenere dei risultati e che se questo gesto vuole essere inteso come simbolico, allora non dovrebbe durare più di una giornata.

LA PRESIDENZA – Anche dalla Presidenza del Municipio VIII non sono mancate le reazioni sull’accaduto, con il Presidente Catarci che ha voluto ricordare come ”Lo storico stabile, di proprietà Ater, è un’opportunità di crescita e miglioramento per il quartiere e nel più breve tempo possibile va restituito alla collettività, proponendo servizi culturali e per la formazione”. L’importante secondo il Presidente Catarci è che le istituzioni si attivino per restituire questo bene comune alla cittadinanza: “Si raccolga, da parte di Ater, Regione e Roma Capitale, la sollecitazione odierna con la simbolica occupazione degli spazi procedendo a un’immediata formalizzazione degli intenti indicati dal Municipio e si cominci subito a lavorare. Sappiamo che c’è condivisione da parte degli attori istituzionali, rassicuriamo tutti sui tempi e sul fatto che non ci saranno sorprese e scendiamo subito su un piano operativo, perché i nostri quartieri e Roma intera hanno bisogno di moltiplicare gli spazi pubblici per la cultura”. Anche la partecipazione di alcuni dei Consiglieri municipali eletti e di parte della Giunta a questa occupazione è stata commentata dal minisindaco: “Il Municipio, anche con la presenza di Assessori e consiglieri, sta cercando di mantenere la rotta su quest’obiettivo strategico e sta invitando alla calma per perseguirlo le realtà territoriali – conclude Catarci – Ci rendiamo disponibili ad essere il punto di riferimento per sottoscrivere formali impegni e avviare le operazioni per la riqualificazione e l’implementazione delle nuove funzioni”.

DALL’OPPOSIZIONE – la critica a quanto avvenuto è dura. In particolare si critica la scarsa importanza data all’Atto votato all’unanimità dal Consiglio Municipale: “Noi condanniamo e prendiamo le distanze da questo gesto che consideriamo lontano da qualsiasi logica di condivisione – ha spiegato il Consigliere municipale di Forza Italia, Simone Foglio – È stato votato un documento all’ananimità che indica espressamente la strada per restituire alla cittadinanza questo stabile, senza autorizzare nessun gesto slegato dalle procedure istituzionali già avviate –seguita – Risulta evidente che nel nostro municipio, sotto la regia del Presidente Catarci che copre e giustifica questo tipo di iniziative, non si contano più le occupazioni e tentativi promossi dall’ormai nota macchina elettorale del minisindaco – conclude Foglio – Se lo strumento dell’occupazione è quello che vuole adottare il Presidente Catarci e se perdurerà l’occupazione di via Ferrati, noi ritireremo il nostro sostegno al documento approvato”. Anche il Consigliere Maurizio Buonincontro, Presidente della Commissione Controllo e Garanzia nel Municipio VIII, alza la voce contro questa occupazione, sottolineando come “Nel Municipio VIII vige la legge del più forte. Se avevamo necessita di avere ulteriori conferme al fatto che chi guida il Municipio sostiene l’illegalità oggi ne abbiamo la certezza. Dopo le occupazioni di piazza Pecile e di via del Caravaggio, di fronte ad un altro eclatante episodio che trova il plauso e il sostegno da parte della forza politica di cui è esponente il Presidente Catarci e il vice Presidente della Regione Lazio, mi auguro che i vertici di SEL si dissocino da tale gesto, per restituire decoro e dignità alle istituzioni – seguita Buonincontro – Non ravviso la necessità di questa occupazione, dato che il Consiglio Municipale si era espresso in maniera unanime per l’utilizzo pubblico dello storico stabile. Quello era chiaramente un documento che cercava di stimolare i vertici dell’Ater a dare la loro disponibilità, in un percorso che andava avviato e del quale avremmo visto i probabili frutti da qui a breve – conclude – L’episodio di oggi non contribuisce certo ad una soluzione serena e condivisa”.

GLI APPUNTAMENTI – intanto gli attivisti hanno già organizzato alcuni momenti di incontro all’interno dello spazio occupato, come l’assemblea pubblica in programma per oggi alle 17.00 oppure la lettura de ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino. Nei prossimi giorni inoltre saranno organizzate anche uno momento di ‘scambio bici’ per i bambini (sabato 25 ore 10.00) e appuntamenti con giochi e proiezioni di cartoni animati (sabato 25 a partire dalle 16.00)

Leonardo Mancini