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L’Oratorio dei SS. Martiri dell’Uganda al centro della polemica

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Nasce una querelle politica attorno alle attività dell’Oratorio della Chiesa dei SS. Martiri dell’Uganda a Montagnola

Fratelli d’Italia, in una nota di Andrea De Priamo, dirigente romano, e Glauco Rosati, capogruppo nel Municipio VIII, denuncia la bocciatura di un atto presentato durante il Consiglio municipale volto alla tutela delle attività dell’Oratorio ai SS. Martiri dell’Uganda a Montagnola, messe a rischio dalle lamentele dei residenti per il troppo rumore proveniente dallo stesso.

“Come ogni anno, durante il periodo estivo, l’Oratorio della Chiesa SS. Martiri dell’Uganda di via Grotta Perfetta ha organizzato, insieme al suo Parroco Don Luigi, dei centri di accoglienza estivi per bambini. I bimbi iscritti sono circa 400 ed a tutti viene offerta la possibilità di svolgere, in modo gratuito per le famiglie, dalle 8.30 alle 13.30, le più svariate attività ricreative con l’aiuto di un nutrito gruppo di ragazzi più grandi, con età dai 14 ai 17 anni, che collabora con il Parroco nell’organizzazione dei centri di accoglienza, fornendo assistenza e vigilando sulle varie attività svolte dai bambini più piccoli. Quest’anno però, a mettere i bastoni fra le ruote a questa iniziativa, sembrerebbero essere pervenute alcune lamentele, presso lo ‘Sportello del disagio abitativo’ del nostro Municipio, di alcuni residenti che protestano per i tanti schiamazzi derivanti dalle varie attività svolte nell’Oratorio. La motivazione più assurda, secondo gli stessi, è che i tanti schiamazzi svaluterebbero le quotazioni dei propri immobili”. Da questo deriva la presentazione in Consiglio di un atto a favore di tali attività, che è stato però bocciato: “Data l’assurdità del caso e a seguito di alcune segnalazioni e proteste di mamme che hanno sempre lasciato i propri figli in Parrocchia, Fratelli d’Italia ha presentato una Proposta di Mozione in Consiglio municipale in cui chiedeva di attivare tutte le procedure necessarie per sostenere pubblicamente le tante e meritevoli iniziative organizzate dall’oratorio della “Chiesa SS Martiri dell’Uganda”, prendendo nel contempo le distanze da qualsiasi immotivata ed isterica lamentela. La maggioranza di centrosinistra, Pd e Sel in prima linea, ha però pensato bene di bocciare la mozione, evidentemente perché alle parole Chiesa, Oratorio e Parroco sono abituati a girarsi dall’altra parte, così come i colleghi del M5s che si sono astenuti, anche quando si intraprendono iniziative belle come queste. Alla crudeltà dei residenti che accettano tutto, spaccio e degrado incluso, ma non le risate e i sorrisi dei bambini, si è aggiunta anche l’indifferenza della maggioranza di sinistra del Municipio VIII che dimostra, ancora una volta, di essere solo il partito degli anticlericali a prescindere, tranne quando devono andare a prendere i voti davanti alle chiese, e non una classe politica attenta e sensibile verso i bisogni e le reali necessità dei cittadini”.

La versione di Gabriella Magnano, capogruppo Sel al Municipio VIII, di come siano andate le cose, è ben diversa. A quanto pare, infatti, la bocciatura è pervenuta esclusivamente per una richiesta che non era possibile mantenere, raccolta nella frase dell’atto che impegnava il Municipio VIII ad attivare tutte le procedure necessarie per sostenere pubblicamente le iniziative della chiesa. “Noi ci siamo spesso interessati alle attività della parrocchia e siamo favorevoli alle iniziative dell’oratorio rivolte ai bambini. L’atto è stato bocciato esclusivamente perché il Municipio non ha il compito pubblicizzare le attività della chiesa, non siamo in grado di seguirle tutte ed inoltre non si possono attivare delle procedure che vadano contro i principi di uno Stato laico”. La capogruppo ha inoltre aggiunto che “è stata fatta la proposta a Glauco Rosati di riscrivere l’atto e ripresentarlo, sempre a sua firma, ma non ha voluto”.

Anche Andrea Catarci, Presidente del Municipio VIII, è intervenuto sulla questione, esplicitando una collaborazione consolidata nei confronti dell’oratorio e di Don Luigi: “Abbiamo espresso la nostra vicinanza all’oratorio durante le contestazioni a nostro avviso fuori luogo ed esagerate. Abbiamo sempre avuto una forte collaborazione con questa realtà con la convinzione che faccia ottime iniziative, come quella dei centri estivi. L’atto, quindi, non fotografava bene la situazione, perché noi siamo vicini non solo a questa ma a tante realtà attive in tal senso, sia laiche che religiose. L’atto aveva solo lo scopo di accendere una miccia spenta, infatti abbiamo già parlato con i residenti chiedendo una maggiore tolleranza”. 

Dunque la bocciatura c’è stata, ma la maggioranza precisa che non è stata fatta per un’opposizione nei confronti delle attività dei bambini all’interno dell’oratorio parrocchiale, che sono più che giuste, ma per una semplice formulazione dell’atto che cozza con i valori laici delle istituzioni. “Anche noi, infatti, crediamo che il gioco dei bambini sia sacro” ha concluso Gabriella Magnano.

Che siano religiose o meno, le attività ricreative per i bambini, soprattutto d’estate, sono un grande servizio alla comunità, soprattutto quando vengono offerte a titolo gratuito. Più che per la querelle politica, una riflessione andrebbe fatta sulle lamentele dei residenti che non sopportano le grida dei bambini che giocano, da molti considerati, invece, un vero e proprio inno alla vita. 

Serena Savelli