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Municipio XV: si’ al registro delle coppie di fatto

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Approvata ieri dal consiglio del Municipio XV la mozione che regolarizza l’istituzione di un registro delle coppie di fatto.

Gianni Paris, presidente del Municipio, si dice soddisfatto del risultato, definito dal politico una scelta civile ormai inevitabile: “Oggi, il Consiglio del XV Municipio ha approvato la mozione per l’istituzione del registro delle coppie di fatto nonostante il pesante ostruzionismo della minoranza di destra che ne ha impedito il varo in tempi brevi. Fornire le stesse opportunità e tutele sociali alle persone che scelgono modalità di convivenza basate sull’affetto e sulla solidarietà, senza contrarre matrimonio, costituisce una scelta di civiltà ormai inevitabile. Per fare questo, occorre sconfiggere il pregiudizio e abbattere la cultura della discriminazione. Noi lavoreremo in questo senso e non solo per i cittadini del XV Municipio ma anche dell’intera città di Roma”. Soddisfatti del risultato si sono detti i capigruppo di maggioranza Alessio Conti (Lista Civica), Vittorio Gualtieri (Unione di Centro), Mimma Alfonzo Miani (Partito Democratico) e Alfredo Toppi (Sinistra e Libertà) che si sono espressi così in una nota congiunta: “Negli ultimi anni non possiamo non constatare come sempre più frequentemente coppie di cittadini, per libera scelta o necessità, ricorrano a forme di convivenza senza contrarre matrimonio; coppie che si denotano per un rapporto stabile e duraturo, alcune con figli, costituite sia da persone di sesso diverso che dello stesso sesso ovvero coppie di cittadini che fondano la loro unione su un legame di solidarietà. È evidente che la portata della questione non possa più essere ignorata dalle Istituzioni ed è per questo che il Municipio XV, nell’istituire il registro, da un lato decide di estendere, a chi si iscriverà, forme di tutela sociale e dall’altro a sollecitare il Parlamento a dotarsi di un normativa idonea a ridare dignità e riconoscimento a tanti cittadini”.
Pronta la risposta dell’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, Gianluigi De Palo che in una nota ha commentato la notizia; la delibera, sostiene De Palo, sarebbe priva di valore giuridico e di utilità sociale così come le iniziative dello stesso genere presentate nei Municipi X e XI: “Quello del XV Municipio è l’ennesimo inutile atto, il terzo precisamente, con cui una politica ormai schiacciata su se stessa cerca disperatamente di alimentare una battaglia ideologica che risponde al nome di ‘coppie di fatto’. Ancora una volta – sottolinea l’Assessore – si è persa un’occasione preziosa per dare alla vera priorità di un’Amministrazione responsabile il peso che merita: parlo della famiglia riconosciuta dalla Costituzione agli articoli 29, 30 e 31. Per venire incontro alle esigenze di chi non intende impegnarsi con la comunità cittadina in un patto stabile e duraturo – prosegue De Palo – esiste già un’ampia normativa di diritto privato. Tra l’altro, laddove sono state tentate le strade di registri per questo tipo di unioni, come a Bologna, si è poi scoperto, 12 anni dopo, che nessuno, neppure chi aveva battagliato per ottenere quel riconoscimento, si è iscritto. Dato, questo, che conferma l’inutilità sostanziale di iniziative di questo tipo. In un momento così difficile per il nostro Paese non c’è tempo da sprecare per iniziative inutili e che dividono. È necessario, viceversa – conclude De Palo – che le forze politiche a tutti i livelli, nazionale, regionale e comunale, s’impegnino compatte per promuovere quei provvedimenti che possono dare ossigeno alla famiglia riconosciuta come un valore dalla nostra Carta Fondamentale: un impegno laico di bene comune”. Anche Augusto Santori, cosigliere Pdl Municipio XV, prende parte alla polemica commentando negativamente la mozione, definita una “autentica presa per i fondelli per tutte le famiglie, siano queste fondate sul matrimonio sia per le vere coppie di fatto”. “Crediamo – ha seguitato il consigliere – che una materia così spinosa non possa essere affrontata in fretta e furia da un consesso municipale che ha ben altre priorità di cui occuparsi. Paris oggi fa vanto di questo risultato, che serve però esclusivamente a rispondere a una pressione ideologica senza dare alcuna tangibile risposta a chi chiede maggiori diritti. Non solo, il Registro prevede che le coppie di fatto iscritte potranno avere diritti in bandi e contributi e che ci si potrà iscrivere dopo aver dimostrato di vivere da soli 12 mesi insieme, di fatto alimentando fenomeni elusivi che andranno a penalizzare, nella redistribuzione delle risorse, le famiglie che realmente vivono insieme un percorso di vita fatto anche di diritti. Due amici che vivono da 12 mesi insieme potranno infatti iscriversi. Paris – ha concluso il consigliere – lamenta sistematicamente una carenza di risorse, strutture e personale a causa dell’Amministrazione comunale e intanto istituisce un registro che non risponderà ad alcuna delle esigenze che manifestano oggi le coppie di fatto: dalla questione testamentaria all’assistenza in vita. Ora non si lamenti più di carenze di personale, risorse e strutture, perché parte di queste saranno da oggi destinate non per il servizio al cittadino del territorio ma a una mero capriccio ideologico”.

 

Anna Paola Tortora