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Paris: “Sessanta donne uccise. Il silenzio dei maschi”

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Pubblichiamo la lettera aperta del Presidente del Municipio XV, Gianni Paris, sulla violenza contro le donne.


Come uomo prima di tutto, padre e compagno, ma anche come rappresentante di un’Istituzione locale, sento l’urgenza di aggiungere una voce maschile all’allarme lanciato unicamente da organizzazioni femminili, e raccolto solo dalle addette ai lavori, riguardo al drammatico dato delle 60 donne uccise in Italia dall’inizio del 2012. Sono convinto che questo silenzio tutto maschile sia l’eco del problema e ne rappresenti non solo l’esito, ma soprattutto la causa, oltre ad essere sintomo di un’incapacità generale a rappresentare la gravità della situazione.

Trovo assurdi, per esempio, il commento e le modalità con cui queste drammatiche notizie vengono raccontate all’opinione pubblica; non penso, davvero, che definire “delitto passionale” o “strage della gelosia” l’uccisione di una donna per mano di un uomo aiuti a comprendere la gravità del fenomeno, che sta nella matrice culturale della violenza di genere. Tra l’altro, ci siamo appena lasciati alle spalle anni in cui il fenomeno della mercificazione del corpo femminile ha riempito le cronache dei media, con il risultato di banalizzarne la portata culturale, suscitando più una curiosità pruriginosa che una sacrosanta indignazione. E’ proprio la cultura dominante che in qualche modo giustifica pulsioni omicide, senza essere in grado di intervenire laddove la violenza contro le donne ha inizio, evitando che sfocino in reato; le storie di questi omicidi ci raccontano, infatti, come la morte giunga dopo una sequela di maltrattamenti, violenze, vere e proprie persecuzioni, dove la vergogna sociale, paradossalmente, coglie la vittima anziché il criminale. E’ lì che, secondo me, si deve intervenire con assoluta urgenza, mettendo in campo strumenti, azioni concrete che alimentino una nuova cultura del rispetto della differenza e spazzino via qualsiasi giustificazione culturale, sociale o, peggio, antropologica che ancora sostiene questi crimini. E invece si sta andando da un’altra parte e la drammaticità dei numeri delle donne uccise nel 2012 è (anche) il risultato di scelte che impoveriscono gli interventi che tentano di ostacolare la deriva nella quale ci troviamo: chiusura dei centri antiviolenza in tutto il Paese a causa dei tagli ai finanziamenti, assenza di un osservatorio nazionale sulla violenza di genere, nessun investimento per attivare un sistema di prevenzione che coinvolga tutti i livelli dell’istruzione, insufficiente preparazione specifica delle forze dell’ordine. Ma l’obiettivo di queste mie riflessioni, oltre a tentare di rompere un silenzio per me doloroso, vuole essere anche quello di propormi come interlocutore, portatore di una sensibilità politica e culturale che non si rassegna a veder collocata esclusivamente nell’universo femminile l’elaborazione intorno ai temi della differenza tra i generi; anche perché sono convinto che non c’è risposta efficace se non c’è vero ascolto.

Gianni Paris
Presidente del Municipio XV di Roma