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Quadrante Valli: verso una (parziale) soluzione

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Dopo il recente tavolo tecnico costituitosi alla Regione Lazio, si localizza la zona di intervento

 


Si è tenuta, il 29 gennaio, una riunione alla Sala Marta della Regione Lazio, tra tutti gli enti, le associazioni e gli interessati alla situazione del dissesto idrogeologico della zona del Quadrante Valli. Indetta dal Commissario di Governo della Regione Lazio, Vincenzo Maria Santoro, che detiene la ‘cassa’ che finanzierà gli interventi, si è arrivati finalmente ad un punto di svolta. Da quello che è emerso, vista la vastità della zona e la pochezza dei fondi (poco più di 3,5 milioni di euro), si è deciso di evitare di fare studi che porterebbero via risorse, avvalendosi invece delle informazioni fornite dall’Ufficio Tecnico del Municipio XV, del materiale delle associazioni di quartiere e degli interventi fatti dai Vigili del Fuoco. Testimonianze importanti di una situazione che preoccupa i cittadini da anni. Ricordando brevemente la storia: il cosiddetto “Quadrante Valli” è una parte di territorio compresa tra via Giannetto Valli, via Prospero Colonna, via Alberto Mancini e via dei Grottoni. È un’area abitata, ma soggetta a rischio idrogeologico per via di corsi d’acqua e grotte presenti nel sottosuolo, che negli anni hanno dato origine a voragini, crepe sui palazzi e sprofondamenti del terreno, tanto che si è deciso di destinarla a verde pubblico. Poi si è cambiata idea e si è dato il via libera per costruire due palazzine e il prolungamento di via Prospero Colonna, per poi tornare di nuovo indietro e revocare il tutto, visto lo stato del terreno e la necessità di mettere in sicurezza l’area. Quindi il Ministero dell’Ambiente ha stanziato alla Regione Lazio, circa tre anni fa, i succitati fondi per la sua bonifica. E dopo tanto silenzio ora pare essersi aperto un varco. 

Durante la riunione la decisione ultima, accolta da tutte le parti in causa, è stata l’individuazione di via Giannetto Valli come prima zona d’intervento, la più interessata dai fenomeni di dissesto, tanto da essere stata chiusa, ormai da tempo, al traffico veicolare. Si è deciso che si farà un’operazione di mitigazione, e solo su una piccola parte di territorio, perché questo è ciò che i fondi limitati permetteranno di fare.  

La decisione è stata commentata favorevolmente da tutti i partecipanti alla riunione, in primis da Gianni Paris, Presidente del Municipio XV: “Attraverso la disponibilità dell’Ufficio Tecnico del Municipio, che metterà sul tavolo tutte le conoscenze in merito agli interventi già effettuati e alle analisi del territorio già eseguite, si dovrebbe partire e si risparmieranno delle risorse per fare ulteriori indagini. L’intervento su via Giannetto Valli ci consentirà di chiudere un’annosa vicenda di crolli che negli anni hanno interessato la strada, consentendo di dare maggiore sicurezza ai cittadini”. Anche il Commissario Santoro ha commentato con favore la decisione presa: “Il nostro compito è quello di mitigare il dissesto idrogeologico, quindi di intervenire laddove è stata individuata una criticità, e di mettere in sicurezza l’area. Questa riunione, che ha coinvolto tutti gli enti, è stata volta alla delimitazione dell’intervento, per poter velocemente portare un risultato e un sollievo alla cittadinanza”. La necessità di questo incontro per far chiarezza sulla situazione era dunque condivisa da tutti, come racconta Fabrizio Santori, Presidente uscente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, candidato con La Destra al Consiglio della Regione Lazio: “La riunione, sicuramente positiva, è stata richiesta dalla Commissione Sicurezza, coinvolgendo tutte le realtà amministrative per risolvere concretamente il problema. Auspico che le verifiche vengano fatti in tempi brevi e abbiamo fiducia nel Commissario Santoro. I cittadini aspettavano questo da anni, e finalmente si potrà intervenire per mettere in sicurezza l’area”. 

L’associazione Portuense-Santa Silvia, da sempre attiva sulla questione, ha commentato la decisione positivamente, rimarcando però che qualche ombra ancora rimane. Ciò che preme all’associazione, infatti, è che non si riprenda in mano il discorso di edificare in quella zona, come precedentemente ipotizzato. “L’indirizzo dato dal Commissario Santoro al Presidente Paris di dar seguito al fatto che l’area immediatamente a valle della zona torni a verde pubblico e vengano eliminate le ipotesi edilizie, è un punto di partenza – ha commentato l’associazione – Il fatto che non si indaghi su tutti i dissesti in corso, ma si parta esclusivamente dalla strada riutilizzando le poche informazioni in possesso del Municipio, sicuramente ci rende tranquilli su via Giannetto Valli, ma non su tutto quello che è il contorno. Poi è chiaro che i soldi sono pochi, e comunque almeno si risolve un problema, ma il resto rimane e non viene nemmeno indagato. Però si interviene, e quindi questo evidenzia più luci che ombre nella decisione presa. Ci auguriamo che i professionisti della Regione che interverranno nell’area, se sottoposti alle sollecitazioni dei cittadini e dei Vigili del Fuoco che evidenzieranno gli altri problemi di dissesto circostanti, decidano in autonomia di estendere il perimetro di investigazione”.  

La questione del famigerato ‘articolo 11’ nel Programma di Recupero Urbano di Magliana, della legge nazionale 493/1993, che diede il via libera agli interventi urbanistici precedentemente citati, è sentita anche dai Verdi Lazio, che in passato già si erano attivati fortemente perché venisse bloccato, a favore di una messa in sicurezza dell’area. E Nando Bonessio, loro Presidente, afferma che “la decisione del Commissario rispecchia le richieste che il comitato aveva fatto in questi anni e premia anche il nostro lavoro al loro fianco. Siamo felici di esserci messi a loro disposizione e di aver contribuito, speriamo in via definitiva, a risolvere la questione, e vogliamo continuare il nostro impegno in questo quadrante, al fine di una riqualificazione reale che metta in sicurezza il territorio e ricostituisca le zone a verde, necessarie per la qualità della vita del quartiere”. Bonessio ribadisce con forza il fatto che non si debba dare il via a nuove edificazioni, ma che la priorità resta la messa in sicurezza dell’area: “Stiamo predisponendo una diffida al Municipio XV e a tutti gli uffici coinvolti perché non vengano realizzate le strutture previste dall’articolo 11 fino a che non ci sarà la progettazione e la realizzazione della messa in sicurezza del dissesto idrogeologico dell’area”. 

Una vicenda, dunque, che non vede una vera e propria conclusione, ma una mitigazione, per utilizzare il termine tecnico principe della serie d’interventi che verranno realizzati su una piccola porzione del quadrante. Certo, meglio qualcosa che nulla.

 

Serena Savelli