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Cantiere Donna Olimpia. La storia infinita?

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Dopo anni di intoppi, burocratici e giudiziari, regna l’immobilità sul parcheggio in costruzione.

La storia del cantiere su via di Donna Olimpia inizia nell’ormai lontano 2006. Lì sarebbe dovuto sorgere un parcheggio, ma sin dall’inizio la faccenda si presenta intricata. Andiamo con ordine: di fronte alla richiesta di inizio attività, il Municipio XVI diede per due volte parere negativo; in seguito al rifiuto l’impresa presentò la stessa domanda al dipartimento comunale competente che la prima volta respinse l’autorizzazione, la seconda la concesse. Questo è quanto raccontava ad Urlo l’anno scorso Fabio Bellini, Presidente del Municipio XVI, che anche oggi ribadisce. I lavori cominciarono mesi dopo e l’impatto sul territorio fu da subito evidente e profondo, scatenando denunce e polemiche da parte della popolazione del quartiere. Venne demolita un’intera collina e il casale “Ragazzi di Vita” di Pier Paolo Pasolini, e per anni al loro posto rimase un enorme buco che divenne albergo di fango e di una sorta di laghetto venutosi a creare dopo le piogge. Successivamente il sito venne invaso da una serie di colonne e da una costruzione in cemento. È a questo punto che rientrò in gioco il Municipio che chiese ed ottenne un sequestro del cantiere per gravi irregolarità. L’operazione venne portata a termine dal XVI Gruppo della Polizia municipale il 4 novembre del 2011. Da allora, in seguito alla convalida del sequestro da parte della magistratura, la situazione è immobile. Ad un anno di distanza abbiamo provato a fare chiarezza ma districare la matassa non risulta semplice.

Siamo partiti chiedendo spiegazioni all’Assessorato all’Urbanistica. Competenza del cantiere sembrerebbe infatti essere della Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici, parte del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica dell’Assessorato in questione, ma dopo ripetuti tentativi, non siamo riusciti a parlare con chi di dovere. Andando a scavare un po’ nella situazione ci è sembrato di capire che il cantiere si troverebbe ancora sotto sequestro e che, da parte della ditta costruttrice, sarebbe stata avanzata una richiesta di sanatoria. Di questo il Municipio XVI si dice non informato. “Finché c’è un sequestro in atto e non c’è una soluzione da parte della magistratura, anche la richiesta di accesso agli atti tende ad essere difficoltosa, non si possono dare indicazioni specifiche se c’è un’indagine in corso”, ci dice Fabio Bellini. Il Presidente tiene a precisare come il Municipio XVI abbia “fatto bene il suo lavoro in due fasi, sia rigettando l’ipotesi progettuale (all’inizio di tutta la vicenda ndr) sia chiedendo il sequestro. La richiesta venne avanzata dal Municipio, i vigili fecero ispezioni, verificarono le questioni e si riscontrò l’esistenza di opere difformi rispetto al progetto presentato.” Il Municipio infatti, seguita Bellini, ha compito di tutela su tutti i cantieri presenti sul territorio, anche quelli cui la Dia (dichiarazione inizio attività) viene concessa da dipartimenti comunali. “In merito alla risoluzione della vicenda – conclude – se non dovessero intervenire altri fatti, i tempi che verranno seguiti saranno quelli previsti dalla giustizia. Il Dipartimento dovrebbe dire che si devono ripristinare le cose come da progetto, non concedere varianti”. Della questione ha parlato anche Marco Giudici, Consigliere Pdl Municipio XVI, che ha dichiarato: “Chiederò la convocazione della Commissione Consiliare Urbanistica del Municipio affinché possa essere approfondito il problema in modo che tutto si risolva nell’ambito della legalità. Sono numerosi i cittadini che si sono rivolti a me per chiedere giustizia di fronte ad un parcheggio che nel tempo sta diventando un ecomostro”. E negli anni sono stati molti i soggetti politici che si sono interessati all’intricata questione. Tra questi anche la Consigliera comunale Sel Gemma Azuni, che ci racconta di aver presentato un’interrogazione sui motivi della prima interruzione nel gennaio 2011, precedente quindi alle costruzioni attualmente presenti nel sito la cui presunta irregolarità avrebbe determinato i sigilli a novembre 2011. L’interrogazione non ricevette risposta. Oggi la consigliera promette di impegnarsi a vedere chiaro sulla situazione, procedendo in prima persona ed effettuando richiesta di accesso agli atti per conoscere lo stato delle cose, anche di fronte a questa possibile richiesta di sanatoria che avrebbe avanzato la ditta: “Apprendo oggi di questi nuovi sviluppi. Chiederò l’accesso agli atti e notizie in merito alla questione giudiziaria. Andrò a verificare e poi sarà mia cura informare i cittadini”.

Insomma, la vicenda non sembra essere chiara a nessuno. Le mancate risposte ufficiali da parte di Dipartimento e Assessorato competenti non hanno aiutato neanche noi a far luce sulla situazione e tutte le parti politiche chiamate ad esprimere un parere hanno manifestato lo stesso senso di disorientamento e volontà di capire quale sia lo stato attuale delle cose. Queste le parole di Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale: “Vogliamo vedere chiaro in questa vicenda, per questo ho presentato una richiesta di accesso urgente agli atti per cercare di capire cosa stia succedendo quando un intero quadrante è sotto scacco dello stato di abbandono del cantiere. Non si capisce perché la ditta non abbia ancora presentato i documenti per ottenere un’eventuale sanatoria per un abuso che c’è stato ed è stato verificato dalla polizia locale. Continuiamo ad essere contrari agli scempi del territorio, situazioni irregolari che attualmente sono ancora in piedi e che non sono state sanate da nessuno. La nostra azione continuerà per capire, altrimenti chiederemo il ripristino dello stato dei luoghi e il pagamento dei danni effettuati sul territorio da quest’opera che non è stata compiuta” (il riferimento è a siti storici del quadrante di Monteverde come il casale ‘Ragazzi di Vita’ di Pier Paolo Pasolini). “Come Commissione Sicurezza – conclude F. Santori – faremo trasparenza su tutto l’iter in modo che chi è responsabile di questi danni paghi”.

In linea con quello di tutti i soggetti politici intervenuti è anche il pensiero di Roberto Baldetti, Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XVI: “Ovviamente l’ufficio procedente è il dipartimento comunale e noi siamo quelli che subiscono le cose senza saperlo. Purtroppo questo è frutto della mancanza di rispetto delle istituzioni locali. Il Gruppo XVI di Polizia Municipale è stato allertato dal Municipio, ma c’è da precisare che il suo comandante non dipende gerarchicamente dal municipio stesso, risponde invece al comandante dei Vigili di Roma. Noi non entriamo nel merito di questioni tecniche”. Sono il municipio e i cittadini – sottolinea l’Assessore – a subire i danni conseguenti a questa inerzia dell’Amministrazione comunale. “Bisogna che il Comune esamini velocemente la pratica e agisca di conseguenza. I tempi della burocrazia sono lunghissimi e a subire i disagi sono i cittadini. Il Municipio – conclude Baldetti – non ha ricevuto alcuna comunicazione dei passaggi successivi al sequestro, per questo cercheremo delucidazioni a nostra volta”.

Anna Paola Tortora