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Asili Nido: arriva il marchio di qualita’, ma si accende la polemica

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Sono stati affissi il 16 aprile i primi tre marchi “nidi”, sigilli di garanzia che, entro fine mese, verranno apposti a tutte quelle strutture che rispecchiano condizioni di igiene, sicurezza e qualità alimentare previste dalle normative

IL MARCHIO –  L’iniziativa riguarda tutte le strutture, siano a gestione diretta, in convenzione oppure in concessione. Con questo marchio, spiegano dall’Assessorato all’Educazione, si vuole contrastare l’abusivismo, per dare una ulteriore garanzia alle famiglie e agli operatori del settore. Saranno coinvolti 207 nidi comunali a gestione diretta, 5 nidi comunali gestiti da privati in concessione, 218 nidi privati accreditati e convenzionati con Roma Capitale, di cui 26 Spazi Be.Bi. (strutture cui possono accedere i bambini che hanno un’ età compresa tra i 18 e i 36 mesi), oltre 240 nidi autorizzati, piïùdi 40 Spazi Be.Bi. privati autorizzati nonchè 317 scuole comunali dellï’infanzia. “Basta con nidi mascherati da ludoteche. Basta irregolariità nel rapporto capienza/iscritti o inadeguate condizioni igieniche o scarsa qualitïà degli alimenti serviti – dichiara l’ Assessore alla Famiglia, all’ Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, Gianluigi De Palo – Da oggi tutte le strutture per l ‘infanzia 0-6 anni di Roma Capitale saranno riconoscibili mediante uno speciale marchio di garanzia per tutte le famiglie che solo i nidi e le scuole dell’infanzia autorizzate potranno esporreï”

LA POLEMICA – Sulle vicende degli asili nella nostra cittïà non ha tardato ad arrivare, con il candidato Sindaco del centro sinistra, Ignazio Marino, che dal suo sito non ha risparmiato l’attacco all’ amministrazione uscente: “Roma cresce. Ma l’ amministrazione comunale non cresce con lei. Anzi, resta indietro. Così ci troviamo con tanti nuovi nati che non trovano posto negli asili nido e di conseguenza tante mamme che pur di assicurare cure e attenzioni ai loro bambini si vedono pregiudicare la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro. La mancanza di posti negli asili nido infatti è un problema che coinvolge l’ intero nucleo familiare, coinvolto per sopperire alle carenze dell’amministrazione comunale. Parliamo con i numeri – seguita Marino – a Roma oggi abbiamo 77 000 bambini tra zero e due anni e solo 24 500 posti negli asili nido. Si tratta di una criticità indegna per una capitale europea. Ma il problema riguarda anche le scuole delll’infanzia comunale, dove le stime ci dicono che quest’ anno un bambino su due è in lista d’ attesa e rischia di restare fuori. Mentre, quindi, i numeri dimostrano una gestione fallimentare della scuola dell’infanzia da parte di Gianni Alemanno, l’ amministrazione -conclude il candidato Sindaco – pensa che l’unica soluzione possibile sia far sborsare ai cittadini la retta di una scuola privata proponendo un bando al ribasso per l’assegnazione di otto nidi a gestione privata”.

LA REAZIONE – dell’Assessore De Palo non tarda ad arrivare, con una nota in cui si chiede se Marino abbia mai letto un bando per l’ iscrizione al nido: “Lo sa che i genitori che lavorano hanno più punteggio di quelli che stanno a casa? Conosce il fenomeno della disomogeneità territoriale, per cui, a causa della pianificazione urbana frutto delle precedenti amministrazioni, in alcuni Municipi ci sono liste d’ attesa consistenti e in altri posti vuoti? E ha mai sentito parlare del Parametro di Lisbona, che chiede agli Stati membri dell’Unione Europea di assicurare 33 posti nido ogni 100 bambini di 0-3 anni ( 33%), che Roma è al 27% e che se aggiungessimo anche i nidi privati autorizzati supereremmo il 33% richiesto, come evidenziato da un ente terzo come l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali nel rapporto del maggio 2012?  E lo hanno informato – si domanda l’ Assessore – visto che gli piacciono tanto i numeri, che con Alemanno, negli ultimi 5 anni, abbiamo 4mila posti nido in più? E che i Servizi Educativi di Roma Capitale (nidi pubblici, in convenzione e in concessione), costituiscono una rete integrata, rispetto alla quale la quota contributiva è identica?  Non amo le polemiche – conclude De Palo – ma non tollero che si prendano in giro le famiglie con un comunicato che vuole solo creare confusione. Potrei continuare ancora per molto, ma lascio il tempo al candidato Sindaco Marino di prepararsi meglio su un tema fondamentale per le famiglie romaneï”.

Leonardo Mancini