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Continuano le indagini sul tragico incidente in cui ha perso la vita Danieli

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Aperto un fascicolo in procura e pronto il team di periti per indagare sulla tragedia

Non è possibile dimenticare la tragedia che ha colpito Gianni Danieli, fisioterapista di 41 anni, rimasto ucciso pochi giorni fa da un pino crollato al chilometro 17,800 della Cristoforo Colombo in direzione Ostia, all’altezza del quartiere Malafede. L’uomo stava rincasando, a bordo della sua moto, nella sua abitazione all’Infernetto. A casa ad attenderlo sua moglie e i suoi due figli.

LE TESTIMONIANZE – Nei giorni che hanno seguito l’incidente si sono avvicendate, soprattutto su web, numerose testimonianze, anche fotografiche, che volevano dimostrare che l’albero era pericolante perchè sostenuto solo da alcuni cavi di acciaio e da poche e piccole radici, nonostante si trattasse di un pino vecchio 60 anni. Un arbusto, quindi, che aveva attecchito non perfettamente al terreno e che, sicuramente, doveva essere rimosso da tempo.

L’INCHIESTA – Sull’incidente la Procura di Roma ha avviato un fascicolo con l’accusa di omicidio colposo, ma per sapere come andrà ci sarà da attendere qualche tempo. Nonostante non ci siano ancora iscritti sul registro degli indagati, il dito sembra essere puntato nei confronti del Servizio manutenzione territorio e ambiente del Campidoglio. Infatti il 4 dicembre scorso i Vigili Urbani hanno sequestrato gli atti che ripercorrono i controlli effettuati negli anni sull’albero. La volontà è quella di accertare se siano stati effettuati i controlli di routine e il seguito che è stato dato alle segnalazioni pervenute dai cittadini. Repubblica, all’indomani dell’incidente, ha raccolto le dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente del X Municipio, Marco Belmonte, che ha affermato: “Dalle informazioni ricevute risale alla fine del 2009 l’ultima manutenzione effettuata dal X Dipartimento di Roma Capitale sul pino che è caduto ieri su via Cristoforo Colombo, uccidendo un motociclista. Successivamente sono stati fatti controlli solo sullo stato dei rami”. Ed ha aggiunto: “Sono stato informato del fatto che il X Dipartimento non posiziona i tiranti sulle piante, quindi si ipotizza che a mettere i cavi sull’albero sia stata una ditta che ha effettuato dei lavori per conto del Comune, oppure che i cavi siano stati messi quando il pino è stato piantato. Stiamo cercando di reperire dal Dipartimento Ambiente, che ha effettuato la manutenzione, le schede tecniche dei pini presenti sulla Colombo. Ho richiesto inoltre che venga fatta una certificazione sullo stato di tutti i pini presenti a ridosso della Colombo e delle altre strade trafficate del municipio, come via di Castel Fusano e via di Castel Porziano”.

LE PERIZIE – Il PM, Alberto Pioletti, ha deciso che le indagini seguano tre strade, sulle quali sono state anche predisposte altrettante perizie. La prima medico-legale, per il quale è stato indicato come consulente il professor Mirko Massimilla, dell’Università di Tor Vergata. La seconda, sicuramente quella più importante ai fini dell’accertamento di eventuali responsabilità, di tipo agronomo-forestale. L’ultima perizia, quella meteorologica, andrà ad accertare le condizioni del vento al momento della tragedia.

IL 6 DICEMBRE – scorso è stato abbattuto un pino pericolante su via Cristoforo Colombo. Ad operare il Servizio giardini, il Git (Gruppo intervento traffico) e il X Mare della polizia locale di Roma Capitale. L’albero si trovava nella carreggiata esterna, ossia in direzione Ostia, al chilometro 18+300. Solo cinquecento metri e cinque giorni dopo il tragico impatto.

L’ULTIMO SALUTO – a Gianni Danieli è stato celebrato con la camera ardente in Campidoglio. I funerali si sono svolti nella chiesa di San Tommaso all’Infernetto, in una funzione sobria e commovente. Molti i partecipanti che si sono stretti attorno alla famiglia di Danieli, compresi alcuni esponenti del mondo dello spettacolo e rappresentanti istituzionali. Tutti stretti in un unico, simbolico abbraccio, per ricordare un uomo vittima di una tragedia che poteva essere evitata e di cui tutti si domandano il perché sia avvenuta.

Anche dal mondo del calcio, in cui Danieli lavorava insieme al fratello, è sopraggiunto un segnale di affetto e commozione. L’uomo, infatti, era un forte tifoso della Fiorentina e la squadra, nella partita dell’8 dicembre a Roma, ha voluto omaggiarlo inserendo il suo nome nella lista ufficiale della gara.

Leonardo Mancini