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“Aripijamose er Campo de Testaccio”

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Un grido inequivocabile. Un allarme lanciato da quattro esponenti del Pd locale e abbracciato da cittadini e associazioni, che hanno voluto richiamare l’attenzione su quello che era lo storico stadio della Roma situato a Testaccio, e da tempo lasciato al degrado e all’incuria.

Al suo posto, infatti, sorgerà un parcheggio di trecento posti, anche se a quanto pare i lavori di costruzione sono in standby, partiti ben quattro anni fa e poi rallentati da problematiche alle fognature. In tutto questo, dunque, l’opera non verrà conclusa prima di un anno. Nel progetto il campo Testaccio, dal 1968 in concessione all’Associazione Testaccio Calcio, sarà ripristinato, ma per il momento rimane un luogo inagibile e degradato. Un vero pugno allo stomaco per i tifosi giallorossi, ma anche per la città di Roma, in quanto luogo storico e di pregio. 

Per questo Enzo Foschi, Massimiliano Valeriani, Alessandra Ferretti ed Emiliano Pittueo, tutti esponenti del Pd, hanno organizzato ieri un flash mob davanti allo stadio, a cui hanno partecipato cittadini, associazioni e comitati. È stata improvvisata, infatti, una vera e propria partita di calcio con tanto di maglie giallorosse, nel bel mezzo del traffico dell’ora di punta. Un modo per accendere i riflettori su una problematica importante, quella dello stadio, e su una più generica, quella dei Pup, spesso indigesti ai cittadini.

Al flash mob erano presenti associazioni come Civicamente idee per Testaccio, Cittadini di San Saba, Aventino e Mianì, Rione ventesimo e Testaccio in piazza, che a gran voce hanno voluto, in tal modo, riprendersi per un momento il campo sportivo.

“Basta con gli imbarazzanti balletti dell’Amministrazione capitolina, del Sindaco e dei suoi uomini – si legge in una nota di Massimiliano Valeriani – dopo tante promesse disattese, il continuo inconcludente scaricabarile, ora riprendiamoci il campo storico della Roma per riconsegnarlo alla città, alla memoria storica giallorosa, ai tanti bambini e ragazzi che praticano sport nel nostro rione”. Anche per Enzo Foschi la situazione dello stadio è inaccettabile, come si legge in una nota: “È una vergogna che grida vendetta, purtroppo il simbolo dello stato di salute generale dell’impiantistica sportiva della città”.

Ora si chiedono delle risposte, auspicando che un luogo storico di Roma non venga lasciato così com’è, all’incuria e all’abbandono, ma che finalmente possa splendere di nuovo della luce che solo le attività sportive e la passione per esse possono dargli.

Serena Savelli