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Nuovo Bilancio regionale: altri tagli e ancora tasse

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Aumento di Bollo auto, Irpef, carburanti e tagli a trasporto pubblico, cultura e sociale. Abolito il vitalizio ai Consiglieri dalla prossima legislatura ma introdotto quello agli Assessori esterni.

Risale al 22 dicembre scorso l’approvazione del Bilancio da parte del Consiglio Regionale del Lazio. Il documento stabilisce per il 2012 28,70 miliardi di euro di competenza (la previsione di entrate e uscite) e di 36 mld di cassa (le entrate e le uscite concretamente realizzate). La manovra finanziaria è da 1,7 mld, suddivisi in 1,4 mld di tagli e 300 milioni di maggiori entrate, da ricavare attraverso la lotta all’evasione fiscale e del ticket sanitario (rispettivamente 80 e 60 mln), cui si aggiungono i 500 mln derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare della Regione. Per quanto riguarda il debito sanitario la cifra stimata per il 2012 è di 840 mln, più contenuta rispetto al passato ma comunque consistente. Si ricorrerà inoltre al project financing (partenariato pubblico-privato nella realizzazione e gestione delle opere pubbliche) per la ristrutturazione di scuole, per un ammontare di 500 mln. Sul versante delle imposte i fronti sono diversi, a partire dalla tassa sui carburanti da cui la Regione prevede di incassare 40 mln. L’Assessore al Bilancio Stefano Cetica aveva garantito che la maggiorazione, consistente in 0,0258 euro al litro, sarebbe ricaduta interamente sulle compagnie petrolifere e i distributori non incidendo sul prezzo alla pompa ma i cittadini hanno potuto riscontrare che così non è stato, scontando un ulteriore rincaro (3,12 cents/litro) oltre a quello già predisposto dal Governo nazionale. Oltre alla benzina crescono anche l’Irpef dell’1,73% e il Bollo auto e moto del 10%. Più di un boccone amaro per i residenti nel Lazio come quello dei costi della politica. Arriviamo all’aspetto più discusso di questo Bilancio. L’apprezzabile abolizione del vitalizio (una pensione a tutti gli effetti) per i Consiglieri, disposta però solo a partire dalla prossima legislatura, quindi dal 2015, è stata offuscata dalla decisione di introdurre il vitalizio per gli Assessori “esterni”, che non sono eletti dai cittadini come i Consiglieri (che attualmente percepiscono un’indennità di 12mila euro al mese oltre alla diaria per la presenza in Aula e in Commissione e il rimborso chilometrico per il tragitto da casa al Consiglio Regionale) e che dal 2012 percepiranno un assegno mensile di 3 mila euro. I 14, tra cui rientrano anche 3 Consiglieri decaduti, che quindi non hanno mai esercitato la loro attività politica, si aggiungono all’esercito di ex Consiglieri e Presidenti, 220 in tutto, che prendono tra i 2.500 e i 5.800 euro al mese, senza tener conto delle loro attività lavorative private, di altri incarichi politici (locali, nazionali e anche europei) e di altre pensioni maturate nel corso della loro vita. Uno stuolo di privilegiati, che inizia a percepire la pensione dai 55 anni e può scegliere di riceverla già a partire dai 50 anni con una diminuzione del 5%. La scelta guadagna ancora più evidenza se rapportata ai tagli stabiliti nel Bilancio regionale per il trasporto pubblico (Atac passa da 305 a 188 mln di stanziamento e Cotral da 233 a 208 mln) e gli Assessorati (la Cultura passa da 85 a 47 mln, le Attività Produttive da 200 a 30 mln e per il sociale e le opere pubbliche i tagli sono di 100 mln). La reazione da parte dell’opposizione è stata immediata. Esterino Montino, Capogruppo Pd in Regione, riferendosi alle disposizioni sui vitalizi, ha attaccato: “Oltre alla Giunta più cara d’Italia (5mln di euro all’anno, ndr) abbiamo anche il record della legislatura più cara d’Italia. Intanto – ha aggiunto – i lavoratori in cassa integrazione nel Lazio sono diventati 45 mila, 10mila si sono aggiunti solo nell’ultimo mese. Tra qualche giorno 5.000 lavoratori dell’Alitalia perderanno la cassa integrazione e molti di loro non avranno nemmeno la pensione. Nel frattempo hanno chiuso i battenti 31 mila aziende, 20 ospedali delle province sono stati trasformati in fantasmi. Ma la Giunta dal giorno del suo insediamento ha assunto 270 persone a chiamata diretta, che costano oltre 16 mln l’anno”. Sul tema del lavoro ha concentrato il suo commento anche Tonino D’Annibale (Pd), membro della Commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali, ricordando diverse vicende aziendali in cui centinaia di lavoratori hanno perso il lavoro, come i 380 operatori del trasporto ferroviario notturno licenziati in seguito all’accordo di Trenitalia con la francese Veolia Transport e gli impiegati nell’indotto Alitalia, 76 dipendenti della Argol, che si occupano della logistica all’aeroporto di Fiumicino e che dal primo febbraio perderanno il lavoro, senza nemmeno la possibilità della cassa integrazione. Così D’Annibale: “Un Capodanno che porta la scadenza del contratto di lavoro, così è per 400 precari dell’Adisu (l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, ndr) e per 200 in servizio presso l’Agenzia di Sanità Pubblica, quell’agenzia decapitata lo scorso settembre e lasciata alla deriva senza nemmeno un commissario. Enti regionali. Però, mentre si alzava la mano, con assoluta determinazione, per garantire un vitalizio a 14 Assessori esterni, si è lasciato che venissero a scadenza i contratti di 600 persone. Persone che il vitalizio non l’avranno mai, in compenso dal 1° gennaio non avranno nemmeno lavoro e stipendio. È una situazione intollerabile – ha chiosato – chiedo alla Presidente, ex sindacalista, di disporre che i licenziamenti programmati vengano bloccati”. La Presidente Polverini, dal canto suo, ha detto di voler concentrare la sua azione in questo inizio 2012 sulla riduzione della spesa pubblica, annunciando: “A gennaio sarà discusso l’abbattimento dei costi di gestione del Consiglio, a cominciare dal numero delle commissioni. Nella finanziaria c’è anche una norma importante che offre alla Giunta la possibilità di procedere a un lavoro di riorganizzazione complessiva del sistema delle società, enti e agenzie regionali, in un’ottica di abbattimento dei costi”. E sulla spinosa questione vitalizi Polverini ha risposto alle critiche parlando di un’anomalia, “solo nel Lazio non si equiparavano gli Assessori ai Consiglieri regionali, e si discriminava chi si assume una responsabilità enorme come quella di fare l’Assessore'”. E ha annunciato: “Una legge regionale stabilirà un modello previdenziale contributivo per i Consiglieri eletti a partire dalla X legislatura (la prossima, dal 2015, ndr) basato sul sistema di calcolo vigente per i dipendenti pubblici con il limite inderogabile del requisito anagrafico minimo pari a 60 anni”. Su questo versante le ha fatto eco il Presidente della Commissione Bilancio Franco Fiorito, che alla stampa ha dichiarato: “Ogni Consigliere potrà decidere se rinunciare al vitalizio, così chi oggi fa demagogia potrà dimostrare la sua buona fede”. Nel merito generale del Bilancio licenziato alla Pisana comunque il giudizio della Presidente Polverini è positivo. Sottolineando i tagli dallo Stato centrale di 1,8 mld ha commentato: “È un provvedimento di forte rigore, nonostante i tagli abbiamo cercato di mantenere tutti gli impegni, in particolare quelli sulle politiche sociali e sul lavoro, confermando gli investimenti (1,1 mld, ndr) che avevamo. In un momento come questo era l’unica manovra possibile”. In molti però restano convinti che garantire i privilegi della politica e posticipare l’assunzione di impegni e di più rigore non sia un obbligo né morale né politico e che i margini per poter operare meglio ci fossero e ci siano ancora. Attendiamo, attendono gli studenti che vedono contrarsi le possibilità offerte dal diritto allo studio, i lavoratori precari e non che vedono minacciato il posto di lavoro e che lo perdono, i giovani in cerca di impiego, subendo gli effetti incrociati dei provvedimenti nazionali e locali. Anche l’attesa però ha un tempo determinato.

Stefano Cangiano