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Caravaggio e Bacon a confronto alla Galleria Borghese

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bacon caravaggio

Fino al 10 gennaio in mostra i due pittori “maledetti”.
Cosa hanno in comune Caravaggio e Bacon? 400 anni di distanza l’uno dall’altro, due contesti sociali completamente diversi e un modo di concepire l’arte e di realizzare manufatti artistici lontani anni luce: sembrerebbe nulla! Invece la Galleria Borghese propone un percorso di confronto e accostamento di alcuni dei più celebri dipinti dei due artisti. La mostra rientra nel progetto “Dieci Grandi Mostre in Dieci Anni”, inaugurato nel 2006 con la retrospettiva su Raffaello, seguita poi nel 2007 da Canova e nel 2008 da Correggio. Il 2009 è l’anno dedicato a due dei più appassionanti e controversi protagonisti della storia della pittura.

Due artisti maledetti, due personalità vibranti, che hanno saputo tradurre in arte il tormento dell’esistenza umana con intensità e originalità, toccando gli aspetti più nascosti dell’animo. Ma l’inglese Bacon, apparentemente, non ha nulla di Caravaggio, né si è ispirato a lui; nonostante tutto, è uno degli artisti del nostro tempo che può essere equiparato al grande maestro del realismo seicentesco, come dimostrano i dipinti provenienti dai più importanti musei e collezioni di tutto il mondo, approdati alla Galleria Borghese. Osservando le opere risalta subito all’occhio dello spettatore l’appassionato studio di entrambi per la figura umana, per il gioco di luci e ombre in cui si muovono i protagonisti dei quadri e per l’attenzione alla psicologia dei personaggi. Dal 1° Ottobre fino al 10 Gennaio si potranno ammirare i più apprezzabili capolavori di Caravaggio legati alla storia della Galleria Borghese per la grande amicizia tra l’artista e il Cardinale Scipione, tramite i quali è possibile illustrare l’intero arco della sua vita e dei suoi studi sul reale. Riusciamo quindi ad intuire che in realtà Caravaggio è così avanti nel tempo da raggiungere “l’onirico realismo” di Bacon: come lui esprime un approccio profondo all’esistenza, reso però in maniera meno evidente rispetto all’artista contemporaneo. Quest’ultimo, infatti, facilitato dalla tecnologia, dall’accostamento alla fotografia e all’esperienza cinematografica, realizza opere dall’impatto quasi scioccante e approda ad una pittura più violenta nella tecnica e nei colori, stravolge le fisionomie e le rende irriconoscibili e deformate, così la tela diviene metafora della condizione dell’uomo contemporaneo. Entrambi inseriscono figure isolate in contesti lividi e claustrofobici, come nel caso del “Bacchino Malato del Caravaggio”, che possiamo accostare ai “tre studi per il ritratto di George Dyer” di Bacon: entrambi in primo piano, ma il primo è reso malaticcio, ripiegato su sé stesso, triste e malinconico; il secondo è ritratto come sfuocato, distorto, tumefatto. In entrambi è afferrabile la solitudine, l’inquietudine e la sofferenza dell’anima. Il manufatto pittorico risulta, ovviamente, molto differente; ma chissà forse oggi Caravaggio avrebbe utilizzato lo stesso stile di Bacon, con stesure rapide di colori accesi per ritrarre, anche lui, i suoi giovani amanti!

Emanuela Maisto
Urloweb.com