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I grandi veneti al Chiostro del Bramante

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Fino al 30 gennaio 2011 i grandi veneti in mostra, da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo.

Il Chiostro del Bramante ospita, fino al 30 gennaio 2011, una mostra irripetibile, resa possibile dalla chiusura temporanea del Museo bergamasco per lavori di ristrutturazione. Questa circostanza straordinaria ha dato avvio ad una serie di iniziative di valorizzazione e di studio del patrimonio dell’Accademia di Carrara con esposizioni di gruppi di opere presso altri musei e con la pubblicazione di cataloghi e in alcuni casi , la realizzazione di restauri. La mostra prevista per Roma è stata pensata per proporre ai visitatori un percorso nella pittura veneta come è rappresentata nella Accademia di Carrara, dal Quattrocento al Settecento, cioè da Pisanello a Tiepolo. E’ noto che questa è una delle linee di scuola pittorica regionale più ampiamente presente nelle collezioni del museo, in relazione alla storia culturale e politica di Bergamo, a lungo legata a Venezia e parte del territorio della repubblica Serenissima proprio nel periodo di quattro secoli preso in considerazione. Si potranno ammirare laMadonna con il Bambino di Jacopo Bellini, le prime opere di Tiziano, il Cinquecento trionfante di Paolo Veronese e Tintoretto, il Seicento dei grandi Padovanino, Vecchia, Maffei, Carpioni fino ad arrivare al settecento con opere di Tiepolo e Diziani chiudendo la grande mostra sulle maschere di Pietro Longhi. Si inizia con la fase che ruota attorno alle personalità celeberrime di Giovanni Bellini e Carpaccio, della seconda metà del Quattrocento, con lo sviluppo del Rinascimento settentrionale, per via cromatica e luministica anziché prospettica , tipica invece di Firenze. La grande stagione rinascimentale cresce poi a Venezia nel primo Cinquecento e dura più a lungo che nel resto d’Italia grazie all’indipendenza politica della Serenissima. Le opere di Tiziano e Palma il vecchio raccontano questa fase splendida, insieme con quelle dei Vivarini, Bartolomeo e Alvise, oppure di Cariani e Previtali, e ancora di Basaiti o Cavazzola. Protagonista indiscusso però, a Venezia e a Bergamo, di questa stagione, è ovviamente Lorenzo Lotto, e dopo di lui anche a Bergamo si sentono i riflessi della grande maniera veneta, con le opere di Tintoretto e Veronese , che portano avanti , quasi fino alla fine del Cinquecento , le variazioni sul tema rinascimentale. Più complessa e meno conosciuta è la stagione seicentesca a Venezia, che invece merita di essere riscoperta per il suo fascino colto e per l’importanza delle sue conseguenze su Bergamo. Questa è l’ epoca della riscoperta di Giorgione e di un nuovo classicismo letterario che recupera aspetti del primo Rinascimento. Così Padovanino rievoca i fasti di Tiziano, Carpioni dipinge scene classiche, Ridolfi e Pietro Vecchia reinterpretano con eleganza temi tipici di questo periodo . Terza e ultima grande stagione di questa vicenda è quella del Settecento: il secolo della fine di Venezia che presenta una incredibile varietà di interpretazioni del mondo figurativo. Capolavori straordinari si incontrano nella pittura sacra di Tiepolo, ma al tempo stesso si sviluppa lo sguardo oggettivo sul mondo che si manifesta nella resa precisa e ottica dei vedutisti: Canaletto e Guardi e il Bellotto sono i protagonisti di questa nuova attenzione che costituisce un aspetto del tutto particolare della nuova cultura laica e razionale.Il percorso si chiude con Pietro Longhi che segna ancora una volta il contatto con il mondo della letteratura e della commedia veneziana di Goldoni che sembra essere costantemente una linea parallela a quella del mondo figurativo.

 

Informazioni:
Chiostro del Bramante
Via della Pace 00186 Roma
Orari di apertura: mar-ven 10-20. Sabato e domenica fino alle 21. Lunedì chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura del Chiostro.
Per informazioni 06 6880903
Costo del biglietto 10 euro

Emanuela Maisto