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Il Palazzetto del Burcardo

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Giovanni Burckardt (chiamato in italiano Giovanni Burcardo), chierico pontificio di Hasslach, giunse a Roma al seguito del vescovo di Strasburgo nel 1467; nel 1483 divenne Maestro papale delle Cerimonie pagando 4500 ducati. Successivamente fu vescovo di Orte e Civita Castellana e, pervenuto a grande ricchezza, si costruì in via del Sudario una casa in perfetto stile tedesco del Rinascimento, oggi chiamato Palazzetto del Burcardo, edificato tra il 1491 e il 1500 e, inoltre, nelle vicinanze, una torre che derivò il suo nome di Argentina da quello della patria di Burckardt: Strasburgo, che all’epoca veniva chiamata “Argentoratum” in latino, con riferimento alle miniere del prezioso metallo che si trovavano presso la città. In seguito la torre, che si erge tuttora, diede il suo nome a tutto il quartiere.
Nella zona dove si erge il Palazzetto del Burcardo, nel 1888, durante i lavori di scavo di una fogna, emersero i resti del teatro di Pompeo.
Dal 1932 il palazzetto ospita la Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo che costituiscono una fonte ricchissima per gli studiosi della commedia dell’arte. Dal 2017 il materiale è stato spostato nella sede Siae all’Eur.
La fama di Burckardt è dovuta, oltre che al ricordo delle sue ricchezze, a diverse opere letterarie tra cui i “Diari o Libri Notarum” in cui egli parla, tra l’altro, dei cerimoniali per la preparazione e incoronazione del Pontefice. Leibniz consegnò per la prima volta alle stampe alcune parti di questo testo.
Poco prima di morire, sotto il pontificato di Giulio II, Giovanni Burckardt diresse la cerimonia della posa della prima pietra per la nuova basilica di San Pietro, legando così di nuovo il suo nome alla storia di Roma.

Massimiliano Liverotti


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