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La Basilica di San Sebastiano Fuori le Mura e le Catacombe

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La basilica di San Sebastiano fuori le mura è situata sull’Appia Antica, al di fuori delle mura aureliane.

È dedicata a San Sebastiano, martire del III secolo, ufficiale dell’esercito romano famoso per essere stato trafitto dalle frecce, legato ad un albero, per poi essere ucciso a mazzate.

Costruita a metà del IV secolo con il nome di Basilica Apostolorum, in quanto sorgeva sulle catacombe dove, secondo la tradizione, furono custoditi i corpi di Pietro e Paolo durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano nel 258, per essere poi riportati dopo 60 anni nei luoghi originari di sepoltura. Il sotterramento dei due apostoli venne nascosto da un altare, che divenne la base della Basilica Apostolorum. Essa venne così definita “ad catacumbas”, in quanto anche le reliquie di San Sebastiano furono trasferite qui, all’epoca di Diocleziano, nel 350 d.C., determinando il nome definitivo assegnato alle catacombe. I resti del martire furono però in seguito trasportati a San Pietro in Vaticano per il timore di un assalto da parte dei Saraceni. Questo attacco poi effettivamente avvenne e distrusse la chiesa, che venne ricostruita sotto il pontificato di Nicola I tra l’858 e l’867.
L’edificio che è visibile oggi risale alla riedificazione avvenuta sotto il cardinale Scipione Borghese nel secolo XVII e venne successivamente continuata sotto Flaminio Ponzio e, in un secondo tempo, con Giovanni Vasanzio.

Nel 1676 venne fatta costruire la cappella di San Sebastiano per volere del cardinale Francesco Barberini, che intendeva proseguire il progetto dei Borghese. Qui inoltre si trova il busto del santo, attribuito alla paternità del Bernini. All’interno della basilica si trova l’altare con l’urna contenente i resti di San Sebastiano e un’altra statua che rappresenta il martire sdraiato trafitto dalle frecce, e l’opera è di Giuseppe Giorgetti. Alla destra dell’altare vi è la Cappella Albani, voluta nel 1706 da Papa Clemente XI, dedicata alla famiglia omonima. Tra le due cappelle, quella delle Reliquie e quella Albani, si apre la scala che porta alle catacombe. Nelle gallerie si trovano il Cubicolo di Giona, con delle pitture risalenti al IV secolo, la Platonica, mausoleo del martire Quirino, trasportato qui nel V secolo, vescovo di Scoscia in Pannonia, e la cappella di Onorio III con delle pitture del 1200. Sotto la navata destra della basilica ci sono i resti di una villa a due piani con alcuni affreschi del III secolo, probabilmente sede dei custodi delle catacombe.

 

Emanuela Maisto