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Roma Antica: la visita al Carcer Tullianum

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Il Carcer Tullianum o Carcere Mamertino è uno dei più antichi reperti che possediamo dell’età repubblicana di Roma. Parliamo infatti del carcere più antico di Roma che da 3.000 anni custodisce storia e segreti nel cuore del foro romano. Il complesso si trovava nell’area del foro, dove in età romana si amministrava la giustizia, oggi collocata sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, riconducibile al XVI secolo. Composto da due nuclei distinti, ovvero il Carcer, risalente al VII secolo a.C ed il Tullianum, ambiente sottostante riconducibile al VI secolo a.C, possiamo osservare un sito archeologico nelle sue trasformazioni. Quest’ultimo è stato riaperto grazie alla terza campagna di scavi archeologici terminata nel 2016.

Nel Tullianum è presente ancora oggi una sorgente d’acqua nella quale, durante l’antica Roma, venivano lasciati annegare i nemici e traditori del popolo romano, anche personaggi storici di grande rilievo. In merito sempre a questa parte del complesso, vi è anche un’antica tradizione; si narra che San Pietro, primo apostolo di Gesù, prigioniero, colpì la roccia, dalla quale nacque la sorgente che utilizzò per battezzare sia i carcerati che i carcerieri. Nei secoli questo complesso archeologico è divenuto pertanto meta preziosa di pellegrinaggio. La gestione è infatti affidata all’ Opera Romana Pellegrinaggi (ORP), organizzazione della Santa Sede che nasce nel 1934 e si occupa inizialmente di assistenza per coloro che vogliono intraprendere percorsi di pellegrinaggio nei principali Santuari. Successivamente alla fine della seconda guerra mondiale, si apre uno scenario più ampio, dove il pellegrinaggio viene accostato anche alla scoperta della storia e alla storia dell’arte.

La visita di questo importantissimo sito archeologico è stato arricchito da un percorso multimediale che prevede l’utilizzo di tablet, grazie ai quali è possibile osservare il lavoro svolto durante gli scavi archeologici ed il suo aspetto originario. La ristrutturazione del complesso è stata curata anche da Euroma2 e l’allestimento tecnologico dalla società Visivalab.

Ingresso tramite prenotazione.
Roma, Clivio Argentario 1.

Alice Conti