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Dove eravate tutti

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Paolo di Paolo racconta la storia dei ragazzi dei nostri tempi: un’appassionante archeologia di cronache e favole, esperimenti e riflessioni, attraverso la vita vissuta e quella raccontata

In copertina, un bambino che mangia il gelato circondato da vecchi giornali. La fotografia è di André Kertész, ma appartiene certamente al lavoro di Paolo Di Paolo, perché ne è la sintesi perfetta: un’appassionante archeologia di cronache e favole, esperimenti e riflessioni, attraverso la vita vissuta e quella raccontata. “Mentre lavoravo al romanzo, la scrivania si affollava via via di oggetti, carte, ritagli, libri altrui”, confessa Di Paolo. Un giovane scrittore, una bella lettura-letteratura. Sull’Italia degli ultimi vent’anni, di quei ragazzi nati e cresciuti sotto il berlusconismo, che hanno imparato a ordinare le cose con una grammatica senza regole. Il protagonista si chiama Italo Tramontana, un trentenne di oggi che si chiede “Dove eravate tutti”: perchè nessuno ha fatto nulla per evitare che si arrivasse a questo punto? Così nel tentativo di ripensare, trattenere le persone amate, sapere dov’erano quando non poteva vederle, lo scrittore costruisce una grande mostra collettiva con i profili di un papà, di una mamma, di una sorella, di un nonno, di un furgoncino azzurro, di incontri mancati, di Berlino, del primo amore ritrovato, di un futuro che non arriva mai. Il vuoto di un tempo che, come scrive Antonio Tabucchi, “Paolo Di Paolo è riuscito a raccontare in un romanzo rendendolo significante e tangibile con il talento di un narratore di razza”.

Paolo Di Paolo
I Narratori
Feltrinelli 2011
pp. 224
15 euro

Ilaria Campodonico