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Dieciunitàsonanti – Dove

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dieciunitasonanti

La sensazione di essere “fuori posto” rispetto al mondo, alla realtà di tutti i giorni, è spesso “conditio sine qua non” della figura dell’artista: per parlare della propria condizione, e più in generale della condizione umana, è spesso necessaria una sensibilità fuori dal comune, che sappia guardare con occhi diversi rispetto a quelli della massa indistinta e omologata da cui l’artista manifesta la voglia e la necessità di scappare.

Certo, non che chiunque prenda un pennello, imbracci una chitarra o porti sempre con sé una penna può essere definito artista: serve un talento in parte innato e in parte sapientemente coltivato nel modo giusto, ma anche un aiuto da chi, dall’alto della sua esperienza nel campo, sa vedere in te la scintilla che sa scatenare il giusto fuoco di emozioni, suggestioni e sensazioni. L’aiuto alle Dieciunitàsonanti per il loro secondo album viene da Luca Novelli dei Mokadelic, gruppo post-rock attivo dal 2000, e da Paolo Benvegnù, chitarrista-cantante degli Scisma alla fine degli anni Novanta e autore di una fortunata carriera solista negli anni Duemila. Anche grazie a loro “Dove” suona come un album decisamente maturo, un esempio di ottimo indie-pop dalle liriche accattivanti ed evocative e dalle sonorità equilibrate e ben dosate. L’album non ha la grandezza del manifesto, ma nella sua descrizione di un processo di ricerca del proprio posto nel mondo riesce a rappresentare lo stato di precari sentimenti in cui sembra versare la società contemporanea. La narrazione delle difficoltà quotidiane del privato riesce così, attraverso l’espressione artistica, a diventare specchio del quotidiano di ognuno di noi. Un ottimo lavoro, da sentire con attenzione per apprezzarlo in tutte le sue sfumature.

Flavio Talamonti